Parla uno dei pazienti: “Impossibile mangiare cibo del Ruggi”

Scritto da , 29 Aprile 2021
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di Erika Noschese

Ancora polemiche sulle condizioni della mensa presso l’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. A denunciarlo Massimo che recentemente è stato costretto ad un ricovero presso il plesso ospedaliero, a causa di un intervento d’urgenza. “Durante la mia permanenza in ospedale, era impossibile mangiare, tanto a pranzo quanto a cena – ha denunciato l’uomo – Il cibo era freddo, mal cucinato e con un odore nauseabondo”. Molti degenti si sono “ribellati” e avrebbero chiesto di poter avere pranzo e cena cucinati in maniera differente: “Era impossibile mangiare quella roba che non si può in alcun modo definire cibo, l’orzo aveva un retrogusto di pesce mentre la pastina sembrava colla”, ha poi aggiunto l’uomo che, nel corso del ricovero, ha più volte chiesto agli addetti di prendere provvedimenti immediati. Solo pochi giorni fa, la Fp Cgil Salerno ha chiesto l’intervento del direttore generale, amministrativo, sanitario medico di presidio del Ruggi d’Aragona proprio per porre rimedio ai disservizi presso l’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona circa la consegna dei pasti. Stando a quanto emerso in quell’occasione, infatti, il trasporto dei pasti sarebbe inadeguato, in distribuzione ai pazienti ricoverati presso le diverse strutture del presidio Ruggi d’Aragona. “I pasti, appositamente sigillati in recipienti di plastica, giungono in reparto alla rinfusa, all’interno di contenitori che non consentono un’adeguata collocazione comportando lo schiacciamento di quanto contenuto”, aveva dichiarato Antonio Capezzuto, chiarendo che il vitto risulta molto spesso “freddo”, non essendo previsto l’utilizzo dei “carrelli porta vassoi” dotati di piastra termoriscaldata, che prevedono già la suddivisione dei pasti con relativa dieta per singolo paziente. Di fatti, non verrebbe di fatti rispettata la corretta temperatura dei pasti, tenuto conto che i piatti da servire freddi non devono superare i 10° C, mentre quelli da servire caldi devono arrivare almeno a 65° C, considerata la sostanziale differenza tra piatti pronti (che non necessitano di alcuna preparazione come mousse di frutta, pane, biscotti), piatti freddi (formaggi, prosciutto, insalate di verdure serviti crudi), e piatti cotti e serviti caldi (pasta, carne, pesce, uova etc.). Inoltre, i pasti continuano a giungere nei reparti in orari variabili e spesso non adeguati, verso le 16.40, ad esempio, alterando non solo la tempistica tra un pasto e l’altro, ma anche le normali funzioni organizzative interne alle strutture in capo al personale oss. Parole, queste, confermate proprio di recente, per l’ennesima volta, da alcuni pazienti ricoverati presso l’azienda ospedaliera che chiedono ai vertici del Ruggi di trovare una soluzione immediata per porre rimedio.

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