Papà Eugenio è senza lavoro ed una eredità annulla il sussidio per le cure di Arianna

Scritto da , 15 Dicembre 2018
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di Adriano Rescigno

Un’eredità scomoda per la famiglia di Arianna Manzo, ma di cui non si può fare a meno. A sfalsare il profilo isee della famigla della piccola che da 10 anni presenta condizioni neurologiche irreversibili con bisogno di assistenza continuata per tutta la giornata, è la piccola casa ricevuta in eredità dove tutta la famiglia Manzo risiede, in via Filangieri, e come conseguenza, il sussidio settimanale erogato dal Comune per la fisioterapia è stato annullato ed ora è tutto a carico della famiglia che versa in gravi condizioni economiche e fatica a provvedere alle cure per la piccola, costretta su una sedia a rotelle da una cura invasiva di sedativo durata 14 giorni e somministrata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Condizioni economiche aggravate dalla circostanza che il papà di Arianna, Eugenio, prima dipendente di una concessionaria di automobili sempre a Cava de’ Tirreni, è stato licenziato per
i troppi giorni di assenza dal posto di lavoro, una tragedia alla quale si aggiunge la doppia beffa. «La parte peggiore in questa vicenda l’avrà solamente, sempre mia figlia, visto che di miglioramenti eclatanti da un punto di vista medico non è possibile averne. Per mia figlia – continua Eugenio Manzo – voglio solo giustizia, non è giusto che debba pagare per un er
rore commesso da altri». Da Rai 2, dalla trasmissione condotta da Giancarlo Magalli si alza l’appello dello stesso conduttorre Rai verso il Comune metelliano che possa ripristinare il sussidio settimanale per le cure necessarie alla piccola, e papà Eugenio commosso conclude: «Non mi importa aver perso il lavoro anche se le conseguenze economiche sono
state gravi per la famiglia ma mia figlia e le sue cure vengono prima di tutto ed è doveroso ringraziare tutta la città di Cava de’ Tirreni ed il rione Filangieri che da sempre ci è vicino in questa dura battaglia nella quale la peggio l’avrà sempre mia figlia, le hanno distrutto la vita». Commossa anche mamma Matilde: «Chi è responsabile adesso deve pagare»

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