Paolo Palopoli: Sound of New York

Scritto da , 30 luglio 2017

Questa sera nell’ Area Archeologica di Fratte, ritorno in jazz con il chitarrista napoletano e il suo quartetto, ospiti della XX edizione dei “Concerti d’Estate”

Dopo la grande festa del ventennale con il ritorno dei Trombonisti italiani, ancora un elegante progetto all’Area Archeologica di Fratte, uno dei luoghi della XX edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour” firmati da Antonia Willburger, che domenica 30 luglio, alle ore 21, ospiterà il Paolo Palopoli Quartet. La formazione del chitarrista napoletano, che schiera Marco Fiorenzano al pianoforte, Marco De Tilla al contrabbasso e Domenico Benvenuto alla batteria, ci riporterà in quel clima californiano degli anni ’50, ove cominciò a emergere uno stile che era una diretta emanazione del Cool Jazz; in relazione alla sua provenienza geografica, venne chiamato appunto West Coast Jazz. La nuova corrente, rispetto al Cool, presentava una maggiore orecchiabilità e facilità di ascolto, pur mantenendo le caratteristiche essenziali del genere progenitore, musica elegante, delicata e un po’ “salottiera”, che aveva contribuito in larga parte alla diffusione del Jazz anche in Europa. Paolo Palopoli presenterà il suo ultimo lavoro, Sound of New York un disco con ben due formazioni coinvolte nella realizzazione del progetto: i tre celebri musicisti americani Ehud Asherie, David Wong, e Aaron Seber , a cui si è aggiunta l’elegante voce di Valentina Ranalli, e un ensemble tutto napoletano, che vede Francesco Marziani all’hammond e Massimo Del Pezzo alla batteria. Compongono l’album quattordici tracce, tra cui tre composizioni originali scritte e ispirate alla grande mela: “Astoria”, “On the Brooklyn Bridge”, “Blues in Harlem” in stile mainstream con sonorità alla Wes Montgomery e alla George Benson, propone delle rivisitazioni di alcune tra le più celebri composizioni di Van Heusen tra cui, solo per citarne alcune, “Polkadots and Moonbeams”, “Like someone in love”, “Darn that dream”, “But beautiful”, “Call me irresponsible”. Trascinati da suoni chiari puliti e perfettamente ordinati, la chitarra di Palopoli domina la scena e, riff dopo riff, ci accompagnerà in un viaggio attraverso sonorità liriche ed armoniche, molto colorate e profonde, nella quale appaiono evidenti tutte le tecniche proposte dal chitarrista, con una grande ricchezza stilistica. Leader forte anche dei raffinati e calibrati arrangiamenti, quanto il drumming di Domenico Benvenuto, si integra nel processo esecutivo, impreziosito dalla sapienza armonica e dalla rapidità di pensiero di Marco Fiorenzano, e attraversato dai frammenti tematici e da un caleidoscopio ma mai invasivo del contrabbasso di Marco De Tilla.

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