Pallacanestro in lutto per la morte di Armando Marino

Scritto da , 15 gennaio 2017

E’ scomparso all’età di 95 anni, il prof. Armando Marino. Un pioniere del basket salernitano. Con lui scompare l’ultimo componente di un gruppo di amici che hanno consentito al basket salernitano di crescere. Il suo nome è tra coloro che a cavallo del secondo dopoguerra, diedero vita al movimento cestistico salernitano.
Parlare del prof. Marino significa parlare del Basket Salerno, la gloriosa società di pallacanestro femminile che ha consentito a numerose generazioni di ragazze di poter praticare il basket. In un periodo dove la pratica sportiva al femminile non era così facile da realizzare, il prof. Marino aveva creato il Basket Salerno.

Nella palestra del Vestuti, sul fondo di mattonelle, generazioni di ragazze salernitane hanno giocato, con grande tenacia. La squadra salernitana ha giocato per molti anni in serie B ( un’odierna A/2), sfiorando l’impresa della promozione in massima serie a metà degli anni 60. Su face book, appena diffusasi la notizia della sua scomparsa, diverse sue giocatrici hanno lasciato un ricordo, così come molti dei suoi “bambini del mini basket”.

Patrizia Pezzulo, una delle sue giocatrici più forti ha ricordato “ la sua passione per il basket è stata d’esempio per me e tante altre.

La pallacanestro femminile deve tanto a quest’uomo”. Il commento del giornalista Gigi Casciello è stato lapidario : “ Indimenticabile”, anche il Presidente del Gruppo Veterani del Basket, Oreste Pastore, ha espresso sentimenti di cordoglio. Armando Marino è stato una di quelle persone che hanno fatto crescere la pratica sportiva a Salerno e che, hanno conseguito risultati agonistici.

Il basket femminile deve molto, forse tutto, a quest’uomo. Oggi la pallacanestro femminile a Salerno conta una squadra in A/2, presieduta da una sua giocatrice, Angela Somma, componente di quel Basket Salerno che alle 11 del mattino della domenica, faceva riempire la palestra del Vestuti, con dieci agguerrite giocatrici guidate in panchina da un signore in giacca e cravatta che, magari il giorno dopo, lo ritrovavi a Pastena, al campo di Madonna di Fatima, a guidare con lo stesso impegno, undici bambine in una partita giovanile impegnate in trasferta contro la squadra di Fatima. E’ andato via in punta di piedi un signore dello sport, che non può essere dimenticato.
Michele Capone

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