Palazzo Edilizia, scantinati allagati: ecco le cause

Scritto da , 19 novembre 2013

di Andrea Pellegrino C’è una relazione tecnica sugli allagamenti dei piani interrati di Palazzo Edilizia, lo stabile protagonista di un cedimento di un’intera ala nel 2007. Gli ultimi episodi, avrebbero messo in allarme i residenti dello stabile, già reduci da una triste e spiacevole esperienza. Il 22 ci sarà l’assemblea condominiale ma prima di allora c’è già all’attenzione dell’amministratore del condominio (parte ovest) una relazione di un ingegnere datata 14 novembre. Tra le cause individuate: «l’insufficiente capacità di smaltimento da parte dei condotti fognari posti a valle del fabbricato. In particolare, la nuova canalizzazione che si va ad immettere nella nuova foce del Fusandola – con quest’ultima peraltro quasi totalmente insabbiata – non trovando immediato scarico per il bacino idrico fognario, fa effetto come un colpo d’ariete di ritorno, creando fuoriuscite ed allagamenti sul tratto di Lungomare Trieste e, di conseguenza, nei locali interrati di Palazzo Edilizia». Insomma, per il tecnico incaricato dal condomino di Palazzo Edilizia, gli allagamenti dei mesi scorsi sarebbero collegati anche ai lavori di piazza della Libertà e della spiaggia di santa Teresa, dove sarebbe stata chiusa una condotta. Dal materiale fotografico, allegato alla relazione, emerge che «il nuovo alveo del torrente Fusandola risulta essere riempito da sabbia (del tutto uguale a quella depositata nei locali interrati) fino ad una quota tale da occludere la metà della sezione del canale di sbocco». Quanto ai lavori di Santa Teresa, il tecnico scrive: «I lavori sembra che stiano coinvolgendo anche il tratto di nuova diramazione del canale in corrispondenza del chiosco della spiaggia». Per l’ingegnere, infine, «considerando che i fenomeni di allagamento si manifestano solo in occasione di eventi piovosi, appare plausibile che la causa sia da ricercare da una insufficiente capacità ricettiva dei liquidi da parte dei recapiti a valle di Palazzo Edilizia». All’amministratore, lo stesso tecnico consiglia di «ricontattare nuovamente il Comune per indire un nuovo sopralluogo congiunto alla luce di ciò che si sta verificando».

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