Scafati Arancione denuncia i disagi degli studenti del liceo Caccioppoli e propone…

Il laboratorio politico Scafati Arancione interviene sui disagi vissuti dagli studenti del locale Liceo Caccioppoli.

“Si può parlare di istruzione pubblica se a Scafati i ragazzi del liceo scientifico sono costretti ad attendere la fine della lavorazione conserviera di un’industria prima di poter superare disagi e inutilizzo della aule previste dalla struttura di v.Sant’Antonio Abate ? Si possono spendere più di 80.000 € in anticipo per non garantire spazi e dignità agli studenti? Ci chiediamo che fine abbia fatto la manifestazione di interesse che la Provincia di Salerno fece per individuare una struttura nuova che ospitasse la succursale del liceo.Sulla vicenda palestra è davvero avvilente che l’attesa per la struttura stia diventando un vero e proprio sogno per intere generazioni.
A tal proposito vogliamo lanciare una proposta che possa andare incontro alle esigenze degli studenti: permettere ai ragazzi del liceo di utilizzare lo stadio comunale per garantire le attività motorie necessarie. Scafati continua ad essere penalizzata anche sul piano dell’offerta formativa e scolastica  – continuano gli attivisti – con la presenza di soli due istituti secondari superiori, rispetto ad un’offerta, dei comuni limitrofi, molto più ampia, senza considerare la grandezza demografica della nostra città. Continuiamo a ritenere che bisogna dare opportunità ai nostri giovani con una proposta concreta e dignitosa, e rimaniamo convinti che la soluzione al problema della carenza di aule sia individuabile nell’utilizzo dei locali asl ubicati nel perimetro del “M.Scarlato”. Con la speranza che anche questa vicenda sia oggetto di interesse della politica, troppo impegnata a questioni che con i problemi della gente non hanno nulla a che vedere” la conclusione.

 




Scafati. Pacinotti e Caccioppoli, è scontro Aliberti-Canfora-Pd Scafati

Di Adriano Falanga

Mancano meno di due settimane all’apertura del nuovo anno scolastico, il sindaco Pasquale Aliberti e l’assessore Nicola Acanfora fanno il punto. “Questa amministrazione, è riuscita a captare fondi comunitari importanti che ci hanno permesso, in un periodo economico difficile, di realizzare lavori necessari per le scuole del nostro territorio. E’ il nostro augurio per un buon inizio anno scolastico” le parole di Acanfora. Il primo cittadino è invece polemico verso la Provincia guidata da Giuseppe Canfora: “nonostante gli appelli numerosi continua a fare orecchie da mercante sulle esigenze degli istituti “Caccioppoli” e “Pacinotti” che prevedono un aumento delle iscrizioni grazie alla crescita dell’offerta formativa. Per il primo da tempo si richiede il completamento della palestra ma soprattutto un ampliamento del numero delle aule; per il secondo una ristrutturazione radicale vista la situazione da terzo mondo in cui versa”. Lancia strali verso l’opposizione Aliberti: ” la mia opposizione, FdI e Pd, zittisce, se questo è il modello di buon governo che vogliono proporre anche a Scafati, c’è davvero da preoccuparsi”. Pronta la replica di Margherita Rinaldi, segretaria Pd: “l’attuale governo provinciale a guida di Giuseppe Canfora del PD, è in carica da pochi mesi. Ci chiediamo quale impegno Aliberti abbia profuso in cinque anni in cui a governare la Provincia era la sua parte politica e lui stesso consigliere provinciale. A noi sembra che, come per l’Ospedale, per il quale dopo 5 anni di governo Caldoro e la consorte consigliere membro della Commissione Sanità, Aliberti attendesse De Luca per far sentire la sua voce allo stesso modo attendesse il cambio di governo provinciale per gridare allo scandalo sullo stato dei due istituti per i quali non ha mosso un dito quando poteva”.

LA REPLICA DI CANFORA

Sulle condizioni di presunto abbandono in cui verserebbero gli Istituti Superiori di Scafati Pacinotti e Caccioppoli, il Presidente Canfora precisa quanto segue: “Proprio stamani, in contemporanea con l’ appello del Sindaco Aliberti alla Provincia, ho incontrato, assieme all’Ing. Lizio, Dirigente del Settore, il Dirigente scolastico dell’Istituto Caccioppoli per affrontare i problemi più urgenti legati alle condizioni del plesso scolastico. In particolare abbiamo assicurato la massima attenzione della Provincia all’esigenza di nuove aule e abbiamo comunicato al Dirigente che sono già state individuate alternative adeguate, a seguito di manifestazione di interesse. Di conseguenza, a partire dal gennaio 2016, saranno messe a disposizione della scuola 14 nuove aule opportunamente ristrutturate. Per quanto riguarda l’Istituto Pacinotti – continua il Presidente – è già stato concordato con il Dirigente scolastico e l’Ing. Lizio, un incontro per la settimana prossima al fine di discutere le problematiche che saranno portate all’attenzione della Provincia dalla dirigenza della scuola, con l’obiettivo di trovare soluzioni rapide e definitive. Per tornare, infine, alla questione del completamento della Palestra del Caccioppoli, è necessario ricordare al Sindaco Aliberti e anche ai cittadini di Scafati, che i lavori sono fermi sia per i noti vincoli posti dal Patto di stabilità, sia per le vicende soggettive di una delle due imprese esecutrici dei lavori, tanto che la Provincia non esclude di intervenire per la risolvere il contratto e operare una nuova aggiudicazione. Al Sindaco Aliberti – conclude Canfora – voglio solo ricordare che per cinque anni la Provincia è stata governata dal centrodestra, che con sua inerzia ha provocato il degrado del nostro patrimonio scolastico. La mia Amministrazione, invece, nonostante i tagli e la mancanza disarmante di risorse finanziarie, farà di tutto per assicurare condizioni dignitose ai giovani studenti della nostra provincia”.

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La palestra incompiuta del Liceo Caccioppoli

 

 




La protesta degli Studenti: l’ultimatum scade il 10 marzo

Liceo Caccioppoli si riunisce in assemblea a -4°. “Siamo stanchi di un’ amministrazione sempre più assente

Di ANTONIO NASTA

Gli studenti del liceo scientifico “R.Caccioppoli” di Scafati hanno deciso di astenersi dal normale svolgimento delle lezioni per riunirsi in un’assemblea di istituto straordinaria nel cortile della scuola. Mentre quasi tutti i comuni del salernitano avevano disposto la chiusura delle scuole, causa allerta meteo, i cittadini scafatesi si sono resi conto che, con il comune commissariato, la propria città era stata completamente trascurata dalle amministrazioni. Gli studenti dell’I.T.I. “A. Pacinotti” hanno deciso di restare a casa, ma il vento gelido siberiano è stata la scintilla che ha spinto i liceali a manifestare contro un’amministrazione assente, da ormai troppo tempo, nella scuola. Un’ora prima dell’inizio delle lezioni, fissate abitualmente per 8, 20, i rappresentati degli studenti e dei genitori in Consiglio d’Istituto hanno visitato le diverse sedi, cercando di misurare le temperature all’interno delle aule, sostenendo che, se nella sede centrale di via D. Velleca si raggiungeva l’intervallo di 18°/21° indicato dalla legge 23/1996, nella succursale di via San A. Abate le temperature scendevano al di sotto dei limiti consentiti. Inoltre, le quattro aule che la scuola media “T. Anardi” mette a disposizione del liceo vivono una situazione simile ogni settimana, precisamente il sabato, quando si ritrovano a svolgere le lezioni senza riscaldamenti perché la scuola media applica la settimana corta quindi il sabato l’edificio è vuoto. I rappresentanti hanno dichiarato: “Non abbiamo deciso di non entrare per il freddo ma perché questa disattenzione dell’amministrazione ci ha fatto ricordare tutti gli altri aspetti dei quali la provincia e altri enti statali interessati sembrano dimenticarsi”. Da anni, ormai, il liceo Caccioppoli convive con annosi problemi legati all’edilizia scolastica. Il sovraffollamento ha dislocato le classi in ben tre sedi diverse e distanti sul territorio comunale. Delle tre locations una è un’ex fabbrica di pomodori che non garantisce nessuna sicurezza in caso di emergenza, se si confronta il numero di persone che devono studiare all’interno e la portata dell’unica scalinata a disposizione; inoltre, nel parcheggio adiacente all’edificio dove si svolgono le lezioni la fabbrica continua a produrre tutto l’anno, con macchinari emananti cattivi odori e rumori che , di sicuro disturbano le lezioni. L’altra succursale è costituita da quattro aule che, come su citato, una scuola media ha messo a disposizione del liceo; se apparentemente può sembrare una soluzione efficiente, gli studenti si lamentano da due anni perché si ritrovano completamente isolati sia dall’ambiente liceale che da quello della scuola media. Nella sede centrale, invece, il sovraffollamento lo si può notare vedendo aule arrangiate in ex laboratori, biblioteche o uffici di segreteria. Al secondo piano, inoltre, da circa tre mesi c’è un’infiltrazione che rende inagibili ben due aule, nelle quali si continuano a svolgere le lezioni, evitando di passare per la zona pericolosa dove è stato posto un secchio a raccogliere l’acqua piovana che gocciola dal soffitto. Dopo tre mesi di esortazioni la provincia è ancora negligente nella risoluzione di questo danno strutturale, economicamente microscopico rispetto agli altri. In secondo piano passano i problemi comuni a tutte le scuole della Penisola quali porte rotte nei bagni e nelle aule o la mancanza di una palestra. Nessuno studente ha ostacolato lo svolgimento delle lezioni, tanto che alcune decine di persone sono entrate in classe perché avevano programmato delle verifiche. Più di 500 studenti hanno invece aspettato i propri compagni delle due succursali (nelle quali le temperature non permettevano di fare lezione) e sono entrati, con il permesso del dirigente scolastico, nel cortile dell’edificio alle 09:00 circa per svolgere un’assemblea straordinaria a -4°. L’assemblea, durata circa un’ora e mezza, ha permesso agli studenti di confrontarsi tra di loro e con i rappresentanti che hanno eletto. Nessun coro da manifestazione di piazza e nessuno striscione, solo un megafono che permetteva di farsi sentire da circa 500 persone. “Abbiamo deciso di non far entrare gli studenti nell’edificio perché si sarebbe creato un momento di tensione di cui non avevamo bisogno” hanno sostenuto i rappresentanti degli studenti. Infatti, la scuola aveva avvertito che nel caso i dimostranti fossero entrati all’interno a manifestare, sarebbero state allertate le forze dell’ordine. “Pensiamo che i problemi siano stati ben recepiti dai professori, dal preside e anche dai genitori. Come detto in assemblea, faremo la richiesta scritta per i due incontri con commissario e provincia e daremo fino a sabato 10 marzo di tempo per l’incontro, dopodiché si andrà allo scontro. Questa è stata una decisione condivisa col preside e con il presidente di consiglio d’istituto nonché dal rappresentante dei genitori, che proprio per sabato 10 marzo ha indetto una riunione di comitato con tutti i rappresentanti di classe dei genitori”. I portavoce del Caccioppoli hanno avvertito che la giornata del 28 febbraio è stata solo l’inizio di una lotta, possibilmente diplomatica, con le istituzioni al fine di riottenere e far rispettare tutti i diritti degli studenti italiani. “I ragazzi sono molto arrabbiati, si deve smettere di fare i politicanti e incominciare a fare politica”. Non sono mancati gli studenti contrari all’accaduto, come il presidente del comitato studentesco che ha commentato: “Le temperature in centrale erano regolari e non c’erano problemi di viabilità. È stato inutile non entrare, io infatti sono entrato. Di questi temi bisognava occuparsene ma in un altro momento”. Dopo l’assemblea i ragazzi stremati dal freddo sono tornati a casa con la speranza di non aver solo perso un giorno di lezione.




Donatella Di Pietrantonio: la magia della lettura

Bagno di folla al Liceo Scientifico “R.Caccioppoli” di Scafati per la dominatrice del LV Premio Campiello che ha incontrato oltre 500 alunni donandosi generosamente alle loro domande su “L’Arminuta”

 

Di Sara D’Anna

      Luisa Langella

Uno degli incontri con l’autore più attesi di sempre da noi studenti ha inizio. La vincitrice della 55esima edizione del premio Campiello e autrice del romanzo “L’Arminuta”, Donatella Di Pietrantonio, si presenta al liceo scientifico Renato Caccioppoli di Scafati. “Una che sa scrivere. È alta letteratura, questa”. A rompere il ghiaccio, le parole del nostro preside accolte con entusiasmo e insolito silenzio. Un entusiasmo che va al di là del “Che bello mi salto tre ore di lezione” e ha accompagnato tutte le parole, dalla prima all’ultima. Forse per i temi trattati, la trama avvincente, i personaggi ai quali è difficile non affezionarsi, forse lo stile. L’Arminuta non ha potuto fare a meno di contagiare anche i più scettici. Si parla di amore, maternità, vuoti, adozioni, di madri e figlie. Dell’essere mamma e di fare la mamma. “Ho sempre avuto bisogno di descrivere il rapporto madre-figlia”. Così, la scrittrice, un po’ commossa, parla del suo libro e del rapporto con la sua, di mamma. “Lavorava nei campi, era sempre presente ma non mi coccolava mai”. Forse questo ci ha avvicinato all’Arminuta. Quel legame affettivo con i nostri genitori di cui la nostra generazione sembra mancare.  Lo stile semplice e chiaro ha reso la lettura più scorrevole e ai tanti alunni a cui il romanzo è stato praticamente imposto, alla fine è piaciuto davvero. È difficile non immedesimarsi, vivere con i personaggi dalla prima all’ultima scena. Salire con l’Arminuta, giovanissima protagonista del romanzo, le scale di quella casa di campagna, così lontana dalla realtà che aveva vissuto fino a quel momento, per incontrare una famiglia che non conosce ma che è la sua. “È un romanzo di opposti e polarità”. Il resto lo lasciamo alla lettura. Sfondo del romanzo, l’Abruzzo. “Si stende sulla pagina da solo, più di quanto io voglia”. Spesso i ragazzi della nostra età pensano ad un futuro all’estero. La voglia di partire e allontanarsi dall’abitudine è all’ordine del giorno e anche quando tutto sembra sistemarsi in un dove, la valigia dei sogni non è mai chiusa definitivamente. “Arriverà il momento in cui la nostalgia sarà più forte della voglia di partire “. Nostalgia di una terra che fa parte di noi, è nei nostri modi di fare e di pensare. Ci riporta a quell’infanzia che farà per sempre parte di noi. A volte capita di usare involontariamente il dialetto dimenticando che è patrimonio del nostro territorio, delle nostre origini, della nostra famiglia. Ci riporta alla nostra vera essenza. Spesso non ci facciamo caso ma siamo noi. “Ho sempre portato con me l’Abruzzo “ .“Ritornando dai miei viaggi, mi ci sono rivista, nel mio Abruzzo” . Portare così tanti ragazzi ad appassionarsi alla lettura è un grande risultato ottenuto anche grazie alla collaborazione tra il nostro istituto e l’Einaudi, che ci sembrava doveroso ringraziare. Vari sono stati gli “omaggi” delle classi al romanzo e alla sua autrice. Stupisce la creatività degli studenti impegnati nella realizzazione dei più disparati lavori, da booktrailers a trasposizioni comiche della trama ed è bello vedere  ragazzi con voglia e coraggio di fare. Non basterebbe un articolo per raccontare la magia di questa giornata. Alla fine dell’incontro, la si può vedere negli occhi di tutti, quella scintilla di stupore infantile di quando si assiste a qualcosa di magico.




Pallamano A1: la Jomi Salerno vince la Supercoppa

La Jomi Salerno supera l’Indeco Conversano tra le mura amiche della Palestra Caporale Palumbo con il risultato finale di 21 a 19 e conquista la Supercoppa 2017. La compagine allenata da coach Hrupec porta a casa così il primo trofeo della nuova stagione. Non è stato
però facile. Le salernitane hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie prima di superare l’indomito team pugliese. Nel primo tempo parte subito forte la Jomi Salerno che piazza un break di due reti a zero, non si fa attendere la reazione del Conversano che con un micidiale contro break pareggia subito i conti.

Le due compagini si affrontano a viso aperto, il match è vibrante e viaggia sui binari dell’assoluta parità. Nei minuti finali però è il Conversano a mettere la testa avanti. La prima frazione di gioco si chiude così con le pugliesi allenate da coach Brandi avanti di una rete (10 – 9). Il copione del match non cambia neanche nella seconda frazione di gioco.
Alla Palestra Caporale Palumbo è battaglia vera. Ci prova prima la Jomi Salerno a scappare avanti ma il Conversano pareggia, poi sono le pugliesi a portarsi avanti nel punteggio, anche in questa occasione però arriva la pronta reazione delle avversarie che pareggiano i
conti.

Nei minuti finali accade tutto ed il contrario di tutto. Finale thrilling, vietato ai deboli di cuori. La Jomi Salerno va sotto di due reti ma riesce a pareggiare i conti sul 19 – 19. L’Indeco Conversano si trova con la doppia superiorità numerica ma non sfrutta l’occasione. Ad un solo minuto dal termine le pugliesi perdono Laura Celeste Rotondo (cartellino rosso ndr), la Jomi Salerno realizza così due reti pesanti. La contesa si chiude così con il risultato di 21 a 19. La Supercoppa torna a Salerno.

Jomi Salerno – Indeco Conversano 21 – 19 (primo tempo: 9 – 10)

Jomi Salerno: Ferrari, Trombetta 2, Stellato, Dalla Costa 2, De Somma, Coppola 4, Gomez 7, Romeo, Prunster, Napoletano 3, Fabbo, Lauretti Matos, Casale 1, Landri 1.Allenatore: Neven Hrupec

Indeco Conversano: Giona, Ingrassia, Caccioppoli, Barani 2, Rotondo 4, Tricase, Chiarappa, Losio 4, Bertolino, Aftodor, Di Pietro 2, Lo Greco, Ganga 5, Babbo 2.Allenatore: Giuseppe Brandi

Arbitri: Zendali – Riello




Scafati. La protesta degli studenti: “adesso basta!”

Di Adriano Falanga

<<In piazza per dire basta alla “Buona Scuola” e ad un sistema malato che da anni colpisce la nostra città>>. Così Manuel Masucci, rappresentante d’Istituto del liceo Caccioppoli. Un lungo corteo ha attraversato la città ieri mattina, facendo tappa finale presso Palazzo Mayer. Il corteo, organizzato dall’UDS “Unione Studenti Scafatesi”, ha creato non pochi disagi alla già martoriata viabilità scafatese, complice anche il mercato settimanale e i tanti cantieri per la nuova rete fognaria. Protestano contro la “Buona Scuola”, la riforma del governo Renzi che ha introdotto l’alternanza scuola lavoro, protestano contro la provincia, responsabile di fatto della precarietà dell’istituto di via Velleca, della mancata realizzazione della palestra e di nuove aule. E protestano contro l’assenza politico istituzionale causata dallo scioglimento del consiglio comunale. Disagi che si riversano principalmente su di loro, le nuove generazioni. L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, è un’esperienza educativa, coprogettata dalla scuola con altri soggetti e istituzioni. Il percorso di alternanza scuola-lavoro offre agli studenti l’opportunità di inserirsi, in periodi determinati con la struttura ospitante, in contesti lavorativi adatti a stimolare la propria creatività.

1-proteste3<<Sono ormai due anni che nel liceo Renato Caccioppoli di Scafati l’alternanza va avanti, aumentando sempre di più malumori e critiche da parte di ogni componente scolastica, sempre più spaesata e incapace di gestire questo nuovo progetto in cui il Governo non è mai sembrato vicino – spiega Masucci – Nelle varie assemblee tenutesi all’interno del nostro plesso scolastico sono stati riscontrati vari problemi di varia natura. Il primo e più lampante riguarda la poca decisionalità da parte dei ragazzi nella scelta dell’attività di alternanza>>. Un’indecisione specchio anche delle difficoltà sociali in cui versa la città. <<Il motivo fondamentale di questa “indecisionalità” è la mancanza di ambienti lavorativi che si propongono di ospitare dei ragazzi, nel momento in cui il suolo scafatese è carente di possibili luoghi di lavoro consoni a dei percorsi di studio come quelli liceali, carendo quindi nel rapporto scuola-lavoro. Ciò fa emergere anche le disuguaglianze che ci sono tra i vari territori, dal momento in cui la città di Scafati non offre qualcosa di veramente formativo agli studenti, quindi alla popolazione, perché si punta solo sul consumo di prodotti – spiega ancora Manuel Masucci – Ci sarebbe perciò bisogno di potersi spostare in un raggio di chilometri più ampio. Ma questa possibile soluzione introduce un altro problema. La mancanza dei finanziamenti>>.

“Non vogliamo imprese colluse con la camorra”

1-proteste (2)Spesso i ragazzi in alternanza si sono ritrovati a doversi pagare gli spostamenti dalla propria casa al posto di alternanza, pur usufruendo di mezzi pubblici o autobus privati <<Questo problema viene maggiormente sentito dalle classi di quarta, che si sono ritrovate in terza con un bus pagato per determinate uscite, mentre quest’anno sono costretti a pagare ogni chilometro da percorrere anche se si tratta di andare in posti lontani 20-30 chilometri>> spiegano gli studenti. Poi c’è il caso della 3D linguistico <<ritrovatasi a fare alternanza come “docenti” di francese alle elementari, senza tutor esterno e con ovviamente mezzi e spese materiali non pagati>>. O ancora il caso della IV C scienze applicate <<che, dopo aver scelto un’azienda a suo tempo, finì per ritrovarsi all’Università, in una situazione di stallo più totali, con gli alunni ignari del loro percorso didattico>>. Fanno quadrato gli studenti. <<Come UDS Scafati, proporremo prossimamente uno statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola-lavoro, in modo da essere tutelati da casi di vero e proprio sfruttamento da parte delle aziende, e per decidere e proporre noi i progetti formativi da compiere – poi la forte denuncia – proponiamo un codice etico per le aziende che si propongono: non è formazione quella fatta in aziende colluse con la camorre, aziende che inquinano il territorio, che non rispettano l’ambiente, che non rispettano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, infine, alle aziende che non fanno formazione ai propri dipendenti>>. Il 9 maggio è anche l’anniversario della morte di Peppino Impastato: <<come lui diciamo no alle camorre sul nostro territorio che inquinano le amministrazioni e praticano la logica del più forte. Noi praticheremo invece l’alternativa e urleremo il nostro dissenso agli enti preposti>>




Scafati. Scuole al freddo, studenti in piazza

Di Adriano Falanga

Lunedi scorso avevamo pubblicato la copia di una falsa ordinanza di chiusura scuole che girava a mezzo social network. Sicuramente lo scherzo di un buontempone che dopo due settimane di vacanza chiedeva il giorno di riposo. Eppure quella falsa ordinanza è stata profetica, perché se è vero che nessuna scuola è stata chiusa per il gelo, è vero che decine di studenti, di ogni ordine e grado, hanno passato i primi giorni scolastici del 2017 letteralmente al freddo. In alcuni istituti, tra cui l’Itis Pacinotti, l’impianto è stato fuori uso, mentre in altri istituti, tra cui la succursale del liceo Caccioppoli e le medie Anardi, l’impianto di riscaldamento ha funzionato precariamente, secondo le proteste delle famiglie, non garantendo il minimo necessario per poter svolgere una lezione senza avere il giubbino indosso. Il disservizio ha quindi rispolverato i vecchi problemi che attanagliano gli studenti scafatesi, smuovendoli quindi a protestare. E così mercoledi mattina ampia delegazione congiunta del Caccioppoli e del Pacinotti hanno raggiunto Salerno manifestando sotto palazzo Sant’Agostino, sede dell’ente Provincia. “La manifestazione è stata fatta in modo congiunto da Pacinotti e Caccioppoli, il che è un momento storico e simbolico, gli studenti Scafatesi che si uniscono per i propri diritti”. Così Manuel Masucci, rappresentante d’istituto dei liceali. Con lui presenti anche gli altri tre rappresentanti Lorenzo Coppa, Daniele Ranieri e Giuseppe Porpora, e Francesco Abate del Pacinotti. Nonostante il freddo, i ragazzi hanno manifestato fino ad essere ricevuti dal dirigente dell’ufficio tecnico, ing. Lizio. Un volto non nuovo ai liceali, con il quale hanno già diverse volte parlato riguardo alle problematiche del loro istituto. “Abbiamo ottenuto la riparazione della colonna fecale dalla settimana prossima, la prolungata accensione dei riscaldamenti oltre le dieci ore consentite”. Annuo nuovo, problemi vecchi però. Il Caccioppoli paga da anni la mancanza di aule per far fronte alla forte richiesta di iscrizione annuale. Non solo scientifico, ma anche classico e linguistico gli indirizzi di studio offerti. Questo ha generato nel tempo un surplus di studenti che la sede centrale di via Niglio non riesce a gestire. Attualmente infatti, oltre a non aver la palestra (lavori iniziati e mai finiti) hanno dovuto rinunciare alla biblioteca e all’aula magna, adibite alla meglio ad aule scolastiche. Non solo, a rotazione annuale ci si alterna anche nella succursale di via Sant’Antonio Abate, e da quest’anno cinque prime classi sono ospitate alla media Anardi di via Melchiade.

1-protesta caccioppoliLa succursale, per la quale la Provincia paga poco meno di 100 mila euro annui di affitto, è ospitata in uno stabile, unico copro fabbrica con un’industria conserviera. In estate infatti lo stabile è a disposizione dell’opificio, e per ovvii motivi, non rientra nella disponibilità dei liceali non prima di ottobre. Nonostante ciò, gli studenti fanno lezione con le finestre affacciate sul magazzino sottostante, con tanto di rumori di mezzi pesanti e macchine operatrici. “Abbiamo rimesso in contatto la provincia con il proprietario, Franco Ricciardi, di Villa Nunziante, per quanto riguarda la succursale” aggiunge Masucci. Ma l’opzione Villa Nunziante, che già ospitava un istituto paritario, non piace a tutti. Situata al confine con Pompei, è adiacente il Real Polverificio, a pochi metri dal sottopasso autostradale e non servita dai mezzi pubblici. Una situazione ardua per chi proviene da fuori Scafati. C’era inoltre l’offerta di un imprenditore privato, disposto a realizzare un istituto ex novo da fittare alla Provincia. A mettersi di traverso l’ex amministrazione comunale di Pasquale Aliberti, che non ha voluto concedere i permessi necessari. Sembra esserci però una schiarita sul fronte palestra. “Ci hanno poi comunicato che la situazione palestra potrebbe sbloccarsi poiché il contratto con la ditta fallita è stato risolto a fine anno e adesso andrebbe fatto il progetto di adeguamento”. E nulla avviene mai a costo zero, purtroppo. Rispetto al progetto iniziale c’è una disparità di 100 mila euro che la Provincia potrà coprire solo se il governo Gentiloni con la manovra finanziaria stanzierà soldi alle province”. Difficile, soprattutto in un contesto politico che vuole cancellare questi enti del tutto. Appuntamento tra qualche settimana per gli aggiornamenti, e magari incontrare la nuova giunta provinciale dopo le elezioni di domenica scorsa. “Siamo soddisfatti ma non troppo perché se il freddo rigido ci ha riacceso dal punto di vista della lotta significa che le strutture scafatesi non sono adatte ad essere scuole” conclude Manuel Masucci. Non va meglio allo storico Itis Pacinotti, che da fiore all’occhiello dell’Agro nocerino, oggi paga il passare degli anni a la mancata manutenzione. Il presidente della Provincia Giuseppe Canfora ha già sostenuto che mancano un paio di milioni di euro per adeguare la struttura alle recenti normative. Gli studenti in questi giorni hanno pagato la totale assenza di riscaldamento, oltre a rivendicare un programma di manutenzione opportuno, efficiente ed efficace.




Scafati. 2016: un anno da cancellare

Di Adriano Falanga

“Anno bisesto, anno funesto” sostiene la tradizione. Un anno difficile per la città, se non il peggiore, sicuramente quello che sarà ricordato di più, dopo il 1993. Politiche ambientali: la Helios, gli allagamenti, il fiume Sarno, la carenza di verde e l’oblio della Villa Comunale. Politiche sociali: disoccupazione in crescita e aumento dei ragazzi che lasciano la città in cerca di migliori prospettive. Carenza di offerta scolastica con dietro la grave situazione del liceo Caccioppoli. Precarietà sanitaria: con il pronto soccorso ancora chiuso, precarietà viaria: con il traffico e l’anarchia di automobilisti e commercianti. Il tutto in un contesto di incertezza istituzionale, causata dalle dimissioni del sindaco a seguito della richiesta di arresto emessa dalla Procura Antimafia e con l’attuale commissariamento, su cui aleggia ancora la possibilità di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ripercorriamo quindi in sintesi le tappe più importanti, racchiuse mese per mese, che la città di Scafati ha vissuto. E dalla redazione di Cronache, nonché da chi firma questo articolo, i migliori auguri di un sereno e prospero anno nuovo.

DICEMBRE-Gennaio: il 2016 si apre sui cocci del flop decadenza. Forse la chiave di volta della crisi politico istituzionale che ha comportato la fine della consiliatura, molto più delle indagini dell’antimafia. Pasquale Aliberti, ricordiamo, ha gettato la spugna certamente dopo la pronuncia del riesame, ma alle spalle aveva oramai appena 9 consiglieri di maggioranza, sui 15 eletti nel 2013. Che la leadership alibertiana dopo la decadenza non era più la stessa, lo si è capitato quando lo stesso primo cittadino il 30 dicembre in conferenza stampa annuncia fulmini e saette. “Prendo atto che una maggioranza non c’è più – Apre la crisi Aliberti – Chiederò una verifica di maggioranza, ma non voglio tredici consiglieri disposti a darmi una generica fiducia, voglio tredici sì su alcuni punti fondamentali per andare avanti fino al 2018″.  Questi sono: Programmazione opere Più Europa, Puc, nuovo bilancio, sfiducia Coppola. E soprattutto, maggioranza con consiglieri eletti in maggioranza. Contestualmente, vengono azzerate giunta, deleghe e cda. In realtà si aprirà un lungo braccio di ferro su nomine e deleghe che il primo cittadino perderà, partorendo un topolino. L’Anac di Raffaele Cantone dichiara illegittime le nomine del presidente della Scafati Solidale Andrea Granata e dell’amministratore delegato della Scafati Sviluppo, Mario Ametrano. Entrambi sono stati consiglieri comunali nei due anni precedenti.

FEBBRAIO: Nuovo assetto della macchina comunale, ridefiniti i vertici dirigenziali. Confermati tutti i Dirigenti ma la vera grande novità sarà la Dirigenza all’Urbanistica affidata all’Ing. Nicola Fienga. Una promozione che segna anche l’uscita di Andrea Matrone, molto contestato dalle opposizioni per alcune sue azioni. Alcuni settori vengono rimbalzati tra i diversi dirigenti. Definita anche, dopo un mese, la nuova giunta. O meglio, Aliberti è chiamato a nominare due giunte in appena tre giorni, conseguenza del fermento tra i suoi fedelissimi. Ridistribuite anche le deleghe ai consiglieri comunali, anche in questo caso un lungo “travaglio” che lascia fuori una vittima eccellente: Mimmo Casciello. Il fedelissimo non firma ciò che Aliberti gli offre, ma resta comunque al suo posto. La città vive la prima escalation di furti e rapine, tiene banco la polemica dopo la proposta di “ronde” lanciata da Mariano Falcone di Noi Con Salvini. Queste però non prenderanno mai piede.

MARZO: Decide di pentirsi e raccontare la sua verità Alfonso Loreto, ai pm Russo e Cardea, “Funzin” comincia a spiegare i rapporti con il Palazzo. Tremano i nomi eccellenti, tra politici e imprenditori. Si insedia la commissione d’accesso a Palazzo Mayer, Aliberti si dichiara tranquillo, così avrà modo di dimostrare la bontà dell’apparato amministrativo. Dopo sei mesi però, i commissari chiederanno lo scioglimento. E’ giallo sulla sorveglianza degli immobili comunali, uno dei servizi comunali finiti sotto l’occhio del ciclone giudiziario. Cronache ne parlò già nell’aprile del 2015, denunciando un sistema curioso di rinnovo della convenzione, scaduta da anni, e relativa anche ad immobili non più esistenti: meno strutture, più costi. La segretaria comunale Immacolata Di Saia querela il presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola, l’avrebbe spintonata negli uffici dell’ente. Scatta la controquerela per diffamazione. Polemiche per la nomina al servizio Avvocatura di Ivano Donnarumma, Aliberti scarta professionisti più titolati, per il giovane avvocato, che risulta da poche settimane iscritto all’albo professionale. Donnarumma sul finire del mandato decide di dimettersi, rifiutando il rinnovo.

APRILE: Scafati Solidale, la loro nomina è stata “congelata” dallo scorso dicembre, decidono di dimettersi dal cda Luca Celiberti e Raffaele Di Rosa. Più avanti si scoprirà il vero perché. Si dimette dalla presidenza di Scafati Sviluppo Antonio Mariniello, sovraccaricato di responsabilità dopo la revoca dell’ad Ametrano. Il noto medico scafatese ritornerà al suo posto quando Ametrano sarà rinominato, avendo superato i due anni di interdizione. Nasce Identità Scafatese: Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano restano in maggioranza, sfilandosi dai fedelissimi. Sonora protesta dei liceali del Caccioppoli, costretti a fare lezione in una succursale unico corpo fabbrica con una industria conserviera. Al sindaco viene contestata l’aver bloccato il progetto di un nuovo liceo nella proprietà della famiglia Scarlato, oltre e non permettere, per vincoli urbanistici, la costruzione di ulteriori aule nella struttura di via Niglio. Stop ai lavori del nuovo centro sociale di Mariconda. Addio a mezzo milione di euro di fondi Piu Europa, resta una struttura incompleta e grezza. Si va in Tribunale con la ditta appaltatrice. Nasce il giallo sulla relazione prodotta dagli ispettori del Mef lo scorso anno e tenuta “secretata” dal primo cittadino. Gli ispettori del ministero hanno mosso una ventina di osservazioni contro la gestione finanziaria dell’ente.

MAGGIO: Progetti Obiettivo 2008, chiuse le indagini, si va in giudizio. La Corte dei Conti contesta una illegittima erogazione dei contributi finalizzati al raggiungimento di obiettivi e chiede la restituzione di circa 488 mila euro. Sono 19 gli indagati, già messi in mora nel 2014, tra cui il sindaco Pasquale Aliberti, gli ex assessori Giacinto Grandito, Filippo Sansone, Mario Santocchio, Guglielmo D’Aniello, Stefano Cirillo, Cristoforo Salvati. Presentato in Regione Campania il nuovo Piano Ospedaliero dell’era Enzo De Luca, decisa la riapertura del pronto soccorso del Mauro Scarlato. Resta ad oggi ancora chiuso. I Revisori dei Conti certificano lo stato di pre dissesto del Comune, è deficit strutturale. Comincia il tira e molla per l’approvazione del bilancio, Identità Scafatese si smarca. La maggioranza diserterà la seduta consiliare, perché senza numeri. Ex Copmes, inaugurati i capannoni del lotto C. L’annuncio era “a breve la vendita e le volture”. Da allora non si è saputo più nulla.

GIUGNO: Il Prefetto diffida l’amministrazione ad approvare il bilancio. E’ corsa ai numeri. Pasquale Aliberti azzera le deleghe di giunta e cda Acse. E’ braccio di ferro con le proposte di Identità Scafatese, sostenute dall’assessore al bilancio Raffaele Sicignano, che si dimetterà il giorno del voto in consiglio comunale (dimissioni mai ratificate da Aliberti). In aula si consuma l’inciucio, il bilancio passa grazie all’astensione dei dissidenti, e al voto di Michele Raviotta e Filippo Quartucci, che passano in maggioranza. Sarà anche l’ultima volta che si vedranno in consiglio comunale. Michele Grimaldi denuncia il “papocchio” Scafati Solidale, l’ente è stato per anni gestito come un’Istituzione, con tanto di cda oneroso, quando poi di fatto era una posizione organizzativa. Scatta l’esposto alla Corte dei Conti. Il giovane Gaetano De Lorenzi nominato a capo del “settore Scafati Solidale”. Il Gip Donatella Mancini respinge la richiesta di arresto per i fratelli Aliberti, derubricando il reato a “corruzione elettorale”. La Dda ricorre al riesame.

LUGLIO: Oltre cinquecento scafatesi sfilano per la marcia per la salute: Helios, Canale San Tommaso e Antenna Wind i temi su cui protestano i residenti di contrada Cappelle e Mariconda. Entra nel vivo la questione ambientale. Pasquale Aliberti avvia le verifiche sui “consiglieri evasori”, una decina di amministratori comunali risultano non in regola con i tributi comunali, posizione che li rende incompatibili, se non saldano il dovuto. Si dimette, questa volta irrevocabilmente, Antonio Mariniello dalla presidenza della Scafati Sviluppo, gli subentra Alfonso Di Massa, volto noto della politica scafatese e nel 2013 sostenitore alibertiano. A ruota, passa in minoranza Alfonso Carotenuto, suo “figlioccio” politico. Si allarga l’inchiesta sul voto di scambio, che vede già indagati il sindaco Pasquale Aliberti, con moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello Maurizio, la segretaria comunale Immacolata Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino. Sul registro degli indagati finiscono anche Andrea e Anna Ridosso, l’ex componente del Cda della partecipata comunale Acse, Ciro Petrucci, l’ex consigliere comunale e provinciale Raffaele Lupo, il consigliere comunale Roberto Barchiesi, ex zio acquisito di Alfonso Loreto. Si dimette anche Pasquale De Quattro, dietro promessa di un posto al Consorzio delle Farmacie (non ci andrà mai però), gli subentra Dalila Borriello. Nuovo Cda Acse, Gaspare Mascolo subentra a Eduardo D’Angolo, entrano anche il consigliere comunale Mimmo Casciello e l’avvocato Maria Teresa Starace. Scoppia l’emergenza ratti in centro, in Procura anche un esposto di cinque residenti di via Ferraris contro i disagi provocati dalla Helios.

AGOSTO: tiene banco, come sempre da decenni, l’inquinamento del fiume Sarno. In questo periodo il corso d’acqua è vittima degli sversamenti abusivi e/o incontrollati di alcune industrie conserviere. La puzza, soprattutto la sera, si mischia con quella emessa dalla Helios. La città a tratti diventa invivibile, e l’aria irrespirabile.

SETTEMBRE: E’ polemica sulla destinazione dei 40 milioni di euro dei fondi Piu Europa, in città esistono cinque scuole comunali vulnerabili al rischio sismico, che potevano essere adeguate. “Ma il sindaco ha preferito investire tutto nella manutenzione stradale” spiega il docente universitario Gianpiero Russo. Seconda ondata di furti e rapine, a Bagni i residenti esausti decidono di scendere in strada e presidiare, pacificamente, le aree soggette a prostituzione. Avranno successo. Dopo le dimissioni anticipate di Alfredo D’Ambruoso, Aliberti decide di creare una poltrona di comandante della Polizia Municipale a rotazione. Ogni 15 giorni si alterneranno infatti i tre ufficiali, oggi capitani, Antonio Cavallaro, Ferdinando Raiola e Pasquale Cataldo. La staffetta dura ancora oggi. Scoppia lo scandalo “Furbetti del Cartellino”, la città sotto i riflettori dei media nazionali per il fenomeno assenteismo. Sospesi e indagati nomi eccellenti, tra cui lo staffista Giovanni Cozzolino, e il comandante dei Vigili in pectore Antonio Cavallaro. Indagata anche la super dirigente al Piu Europa Gabriella Camera, si dimetterà dopo pochi giorni. Finisce il lavoro della commissione d’accesso: chiesto lo scioglimento.

OTTOBRE: La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore nomina un commissario straordinario alla Helios, per gli opportuni adeguamenti. Finisce indagato per reati ambientali l’amministratore delegato. Sul registro degli indagati nel filone dell’antimafia, anche il ragioniere capo Giacomo Cacchione, a seguito delle sue stesse dichiarazioni rese al pm Vincenzo Montemurro. Avviata in consiglio comunale la procedura per la decadenza di Marco Cucurachi e Mimmo Casciello, entrambi ritenuti incompatibili rispettivamente per un debito fiscale e per il doppio ruolo di vice presidente Acse e consigliere comunale.

NOVEMBRE: Terza escalation microcriminalità, la città nella morsa dei ladri e dei vandali. Nessuna zona è risparmiata. Mimmo Casciello si dimette da consigliere comunale e ritorna alla vice presidenza Acse. La Guardia di Finanza di Scafati notifica 15 avvisi di conclusione indagini nei confronti di altrettanti dipendenti comunali coinvolti nell’indagine dell’assenteismo dal posto di lavoro, tra cui quattro Vigili Urbani. Non è chiaro se il Comune ha avviato nei loro riguardi procedimento disciplinare. Il Tribunale del Riesame accoglie l’appello della Dda: Si all’arresto di Pasquale Aliberti, negato invece al fratello Nello Maurizio. C’è stato un patto elettorale continuato, fin dal 2008, con gli esponenti criminali locali. Decisione congelata fino al pronunciamento della Cassazione. Aliberti costretto a dimettersi.

DICEMBRE: Arriva a palazzo Mayer il commissario prefettizio, è il Prefetto Vittorio Saladino, calabrese, già Prefetto di Rimini. La sua caratura lascia pensare ad un successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Condannata, tra gli altri, la consigliera regionale Monica Paolino dalla Corte dei Conti a restituire 21 mila euro di rimborsi ritenuti illegittimi. La città di Scafati mostra segni di sofferenza, il traffico è impazzito, vige l’anarchia tra automobilisti e commercianti indisciplinati. Nota positiva l’enorme successo dell’ottava edizione del Presepe vivente del Quartiere Vetrai. Si confermano le migliaia di visite degli anni precedenti, l’evento è fenomeno culturale della città, ritenuto tra i più estesi e suggestivi della Regione. Realizzato dalla comunità parrocchiale di Santa Maria Delle Vergini, con patrocinio economico del Comune di 17 mila euro. Dopo anni, addio al concertone del 2 gennaio, si esibiranno nelle diverse parrocchie Amedeo Minghi, Fiordaliso e Tosca. La rassegna gode di un contributo Acse di 20 mila euro, costerà in totale quest’anno circa 50 mila euro, presepe compreso. Un euro a residente. E’ crisi.




Scafati. Circumvesuviana, sfiorata la tragedia alle sbarre

Di Adriano Falanga

Passaggio a livello comandato a distanza nei pressi della stazione della Circumvesuviana in via Martiri D’Ungheria, evitata la tragedia. Sabato sera, ore 20 circa, le sbarre sul passaggio pedonale sono regolarmente calate, quando un bambino sulla decina d’anni decide incautamente di passare di sotto. Un tentativo maldestro e pericolosissimo, riuscito per appena pochi centimetri dal treno in corsa proveniente da Poggiomarino. Il ragazzino spaventato è corso dal papà, ambulante a pochi metri dalla stazione. Spaventati anche i pedoni che pure aspettavano l’apertura delle sbarre. “Solo nostro Signore ha evitato il peggio per una frazione di secondi – così Raffaele Pisacane, testimone dell’accaduto – faccio un appello a tutti noi genitori a ribadire a tutti i nostri ragazzi che due minuti di attesa alle barriere possono valere una vita. Inoltre sarebbe il caso aggiungere alle barriere una protezione sottostante che impedisca tale manovra di attraversamento dei binari con barriere abbassate. Spero questo appello possa arrivare ai dirigenti della circumvesuviana”. E per rafforzare la proposta, è stata già inoltrata formale richiesta all’EAV, competente sulla struttura. Non solo, i residenti stanno organizzando anche una raccolta firme, magari per l’installazione di prolunghe da montare sotto le barriere esistenti, utili proprio per evitare di poter passare sotto le stesse. “Chiaramente dovrebbe essere il buon senso a dettare l’impossibilità di passare, ma quel passaggio è esclusivamente pedonale, e attraversato ogni giorno da centinaia di ragazzi” puntualizza Pisacane. Le barriere uniscono via Martiri D’Ungheria con via Passanti e permettono ai pedoni di evitare il cavalcavia Moscati. Una zona chiusa al traffico, ed è l’unico varco che permette ai ragazzi del vicino liceo Caccioppoli di raggiungere la fermata della Circumvesuviana. Un passaggio incustodito, comandato a distanza, dove il treno passa a circa un metro dai pedoni fermi alle sbarre. Il suo interramento è sogno di vecchie amministrazioni comunali, ma oggi potrebbero bastare nuove e più sicure sbarre per evitare probabili disgrazie.




Scafati. Sisma, la solidarietà degli studenti scafatesi

Di Adriano Falanga

Nel mentre la città discute sugli adeguamenti degli istituti scolastici e sul rischio terremoti, una nutrita fetta di scafatesi non dimentica però la solidarietà e il volontariato. Sono diverse le associazioni locali che si sono attivate per la raccolta di beni di consumo e generi alimentari da recapitare alle popolazioni gravemente colpite dal sisma che ha colpito il centro Italia, tra queste una delegazione di liceali, studenti al Caccioppoli, tramite l’Unione degli Studenti Scafatesi. La raccolta si è tenuta nel fine settimana scorso presso i locali dell’istituto di via Niglio, che ha funzionato efficacemente da base logistica e centro di raccolta. I materiali raccolti, grazie alla solidarietà spontanea di decine di scafatesi, sono pure già arrivati sul luogo della tragedia. “Il giorno stesso della catastrofe noi ragazzi dell’unione degli Studenti Scafati ci siamo voluti attivare per rendere le scuole un presidio di solidarietà, obbiettivo che da sempre poniamo fra i principali dell’organizzazione – spiega Manuel Masucci – Il Liceo Renato Caccioppoli ha accolto la richiesta senza pensarci due volte, per questo vanno ringraziati il dirigente scolastico Domenico D’Alessandro e la DSGA Annamaria Annunziata”. L’appello è girato tramite social network, e la città ha risposto, subito e bene. “L’iniziativa è stata appoggiata praticamente da tutte le associazioni di Scafati che hanno divulgato il comunicato e diffuso la notizia. Abbiamo trovato un grande appoggio logistico, soprattutto per la ricerca dei furgoni nella figura di Francesco Carotenuto che ci ha messo in contatto con due volenterosi autisti che metteranno a disposizione i propri mezzi per la trasferta. Inoltre abbiamo collaborato con il circolo ARCI Ferro 3.0 soprattutto per la raccolta di materiale scolastico, con il quale garantiremo in minima parte la fruizione del diritto all’istruzione agli studenti vittime del terremoto”.

2-raccolta beni terremotoE’ stata corsa alla donazione, tanto da costringere gli studenti allo “stop” anticipato, per la carenza di spazio dove stoccare e censire il materiale. “Siamo stati messi in contatto con l’associazione “Mamme per l’Aquila”, che ringraziamo calorosamente, la quale, collaborando a stretto contatto con la Protezione Civile, ha garantito il pieno utilizzo dei materiali che verranno smistati nei campi allestiti per gli sfollati – aggiunge ancora Masucci – L’iniziativa che ha coinvolto l’intera comunità speriamo sia un punto di partenza per riportare solidarietà al nostro popolo che troppo spesso, vittima dello sciacallaggio mediatico, si macchia di episodi a sfondo razziale che creano separazioni e disuguaglianze insormontabili in situazioni difficili come questa” e qui il riferimento, letto tra le righe, è inerente la polemica di Ferragosto innescata a mezzo social network dal primo cittadino Pasquale Aliberti, su Islam e profughi.