Pagani. La sede del Pd intitolata alla memoria di Ferraioli: polemiche

Scritto da , 18 luglio 2015
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PAGANI. Sarà intitolata alla memoria di Tonino Esposito Ferraioli, ucciso il 30 agosto del 1978, vittima della camorra, la sede del circolo di Pagani del Partito Democratico. La scelta di “dedicare” al sindacalista paganese, aveva già ottenuto il consenso della famiglia, su richiesta dell’allora segretario, Emilio Toscano. Una decisione questa, assunta da un gruppo di tesserati, che non incontra, però, oggi il benestare dei democrat. Non certo per l’intitolazione, voluta e chiesta da più parti, ma per la tempistica. Ad avviare la sua riflessione, Giuseppe Barone, presidente dell’associazione ANNA onlus e esponente cittadino del partito democratico. «Non condanno l’iniziativa e ci mancherebbe, per ciò che è stato e che rappresenta per molti la figura di Esposito Ferraioli – spiega Barone – Ma in ragione di ciò, credo, meritasse di essere sostenuta in un tempo diverso». Giuseppe Barone, ha ricevuto, come altre associazione del territorio una lettera invito. Lunedì 20 Luglio alle 19.30, la sede di via Torre al civico 36 verrà intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli. Presenti il consigliere comunale, Giusy Fiore, il segretario provinciale, Nicola Landolfi ed i quattro consiglieri regionali del partito, Francesco Picarone, Tommaso Amabile, Nello Fiore e Luca Cascone. «Non leggo la presenza della famiglia, doverosa. Non vedo un intervento del sindaco, presenza istituzionale. Non percepisco, in sostanza, una rappresentanza degna per Antonio Esposito Ferraioli, che è patrimonio dell’intera città – continua Barone. Questo perché oggi il partito a Pagani è commissariato. Ritengo, per queste ragioni, che andasse fatta in un altro momento, con l’unità del partito, che invece, come si nota a chiare lettere da questo invito, rappresenta solo se stessa, con i sui riferimenti. Il Pd è assente sulle problematiche sociali della città. Mi aspetto un partito aperto e non chiuso, vicino alla gente. Non ho letto ancora di proposte fatte in tema sociale. Ferraioli – incalza Barone – è una figura di grande spessore che la città e le istituzioni hanno dimenticato. Questo “impegno” con la sua memoria, andava preso con un segretario reggente e non con un commissario».

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