Pagani. Codice della strada, questo sconosciuto…

Scritto da , 26 Agosto 2015
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Pagani. Mentre nella altre parti d’Italia (e d’Europa) si sperimentano nuove forme di tutela stradale e di incolumità pubblica, nella città di Sant’Alfonso (ma a dire il vero il fenomeno si estende anche ad altri comuni vicini), tristemente, si assiste ad una recrudescenza del fenomeno delle violazioni al codice della strada. Quotidianamente, automobilisti e centauri attentano alla vita dei residenti. A questo, come se non fosse già abbastanza, occorre aggiungere anche un certa dose di superficialità i chi ha compiti di vigilanza e organizzazione. Prendiamo per esempio via Ferrante, a ridosso dell’Auditorium cittadino, una zona densamente abitata e che diventa il cuore della città specie in occasione del mercato settimanale. Qui, si è pensato bene di dipingere le strisce pedonali praticamente a ridosso delle curve, costringendo i pedoni spesso ad accelerare il passo per evitare di essere investiti. Stesso discorso, ma più alto grado di pericolosità se ci spostiamo in via Alcide De Gasperi, l’arteria commerciale della città. Se non bastassero i marciapiedi mai spazzati e spesso occupati da auto in sosta, bisogna fare i conti con il transito dei mezzi pesanti (in questo periodo il numero è esponenzialmente salito a causa della lavorazione del pomodoro) che a tutte le ore transitano in barba ad un enorme divieto posto all’ingresso della strada. Un’enorme violazione del codice della strada che, le forze della Polizia Municipale già in numero ridotto, non riesce a contrastare. E di notte la situazione diventa ancora più pericolosa perché, approfittando delle poche auto in circolazione, i pesanti mezzi si lanciano in corse sfrenate. I residenti hanno più volte sollecitato l’intervento delle istituzione ma finora nulla è stato fatto, salvo multare qualche auto in sosta, danneggiando invece gli esercizi commerciali presenti in zona che devono già fare i conti con la crisi. Manca in realtà un dettagliato piano della sicurezza e della tutela stradale che la città sta aspettando da tanto e forse troppo tempo.

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