Padre Giovanni, l’amore dei fedeli di Mariconda

Scritto da , 7 ottobre 2018
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Sarà una festa patronale particolare, quest’anno, alla parrocchia di “Maria Santissima del Rosario di Pompei” a Mariconda. Lo sarà, oggi, proprio perché tanti residenti lamentano il distacco – che pare inevitabile – rispetto alle attività svolte e ai modi poco gradevoli (sempre a detta dei residenti) dell’attuale parroco della chiesa. A far esplodere una nuova importante polemica che precedeva la festa patronale di quest’oggi è stata la poca partecipazione rispetto ad un’iniziativa religiosa che lo storico parroco della chiesa, padre Giovanni, aveva programmato per la mattinata di ieri per consentire ai fedeli – nuovi e vecchi – di partecipare ad una Messa celebrata da lui all’interno dello storico circolo che ospitava, fino a 50 anni fa, il vecchio spazio parrocchiale. Questa parte della storia infatti è particolare: il circolo che già in precedenza doveva essere aperto per consentire la celebrazione da parte di padre Giovanni, non è stato aperto. Volutamente, dicono in tanti, poiché questo appuntamento avrebbe potuto ricevere adeguata pubblicità sin dalla più classica e frequentata delle celebrazioni domenicali della scorsa settimana ed invece ha subìto il silenzio, portando la cittadinanza ad essere poco presente. Erano una ventina, infatti, i fedeli presenti alla celebrazione di ieri, che si è realizzata nonostante il circolo chiuso proprio per volontà di padre Giovanni che ha voluto dire Messa anche se posizionato sulla scalinata che “introduce” al circolo, ormai poco frequentato rispetto agli scorsi anni. La signora Rosalba, una delle fedeli più assidue nonché vicinissima a padre Giovanni soprattutto dopo la sua malattia – che lo costringe attualmente alla dialisi e gli è costato l’amputazione di un piede a causa del diabete – ha parlato di “gelosie”, anzi “attriti” tra i due sacerdoti: «La chiesa in cui attualmente si celebrano le Sante Messe è stata inaugurata il 6 ottobre del 1968, lo sanno tutti perché all’interno della parrocchia è presente una targa proprio per ricordarlo. La chiesa si è ottenuta dopo una battaglia personale di padre Giovanni, che prima celebrava all’interno di una delle stanze dell’attuale circolo, che già ospitava nelle altre sala i residenti del quartiere per attività ludico-ricreative. Quest’azione contro padre Giovanni significa avergli fatto uno screzio, c’è evidente gelosia o comunque attrito tra i due sacerdoti, perché da quando si è insediato il nuovo parroco 5 anni fa si va avanti soltanto a suon di screzi, dovuti alla notorietà di padre Giovanni». «Da dicembre 2012, quando padre Giovanni è andato in pensione – prosegue la signora Rosalba – la situazione è totalmente cambiata. Prima esisteva Radio Mariconda Amica, un progetto che serviva a tutta la zona e consentiva di creare aggregazione, ma si è ben pensato di regalarla a persone estranee che l’hanno utilizzata per scopi ben diversi fino a farla chiudere. Avevamo un circolo funzionante, che arrivò addirittura a 150 soci. Ricordiamo tutti che padre Giovanni si accollava le spese delle bollette di luce e acqua, chiedendo il sostegno in minima parte a tutti i soci, e quando si arrivò a numeri così importanti i soci riuscivano a sostenere interamente i costi di gestione. Il circolo, ieri, non è stato aperto». La Messa si doveva celebrare lì «perché è proprio lì che, fino al 1968, c’era una stanza adibita a chiesa con tanto di altare. In più, accanto a questa stanza, c’erano altre aree dedicate ai bambini del catechismo, ai ragazzi dell’Azione Cattolica o agli adulti che volevano aggregarsi lì. Ora, dove c’era la chiesa vecchia, ci sono un paio di calcio-balilla e altri giochi da tavola o carte per gli anziani che vogliono ancora tenere vivo un luogo ormai apparentemente dimenticato». «Padre Giovanni sapeva già che era una porta sfondata, questa, poiché non avrebbe avuto né il permesso di entrare nel circolo né altro, lo immaginava già – ha concluso la signora -. Lui però caparbiamente ha voluto scendere per dare questo segnale alla comunità, ai suoi fedeli che ci sono dopo 50 anni. C’è mio marito, ad esempio, che ai tempi era un bambino che serviva la Messa come ministrante». Pare che questo screzio costerà caro anche alla statua della Madonna che quest’oggi dovrà essere celebrata, poiché la diatriba ha causato l’allontanamento di una famiglia che storicamente, da 25 anni ormai, rivestiva di fiori la statua per consentirne un abbellimento adeguato alla celebrazione patronale: «È il primo anno che una famiglia non partecipa, poiché si è messa “in questione” con il parroco attuale. Quest’anno avremo la Madonna abbellita diversamente, poiché quella famiglia abbelliva la Madonna in modo spettacolare, rendendola sempre diversa, per ben 25 anni. Quest’anno mancherà anche questo. Lui sta allontanando un po’ tutti, ha vicino forse un paio di famiglie e null’altro, poiché il suo caratteraccio purtroppo non fa altro che “graffiare” chiunque voglia parlargli. A Mariconda si fanno poche comunioni e pochi battesimi, non perché manchino i bambini ma perché preferiscono aderire ad altre comunità parrocchiali. La comunità di don Ciro nella chiesa di Gesù Redentore raccoglie un sacco di bambini nostri di Mariconda, quest’anno addirittura ha fatto 200 comunioni in 2 turni diversi».

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