«Oss e infermieri sottratti dall’assistenza ai malati per svolgere altre mansioni»

Scritto da , 15 Gennaio 2019
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di Erika Noschese

L’Asl di Salerno nuovamente nell’occhio del ciclone dopo la denuncia della Fisi Sanità , in merito alle mansioni del personale dipendente dell’azienda ospedaliera universitaria che sarebbe impegnato in diverse mansioni rispetto a quelle di appartenenza. Per il sindacato si tratta di circa 369 posizioni “sospette”, come ha puntualizzato Rolando Scottillo della Fsi Usae: «Stiamo parlando di Oss e di infermieri che vengono sottratti dall’assistenza agli ammalati negli ospedali per disimpegnare mansioni amministrative o di “segretariato”. E’ uno scandalo!». Si tratta, stando a quanto denuncia il sindacato di circa 242 Infermieri, 66 Ota o Oss e 12 Infermieri generici e puericultrici non impegnati a dare assistenza ai pazienti , ma a disimpegnare mansioni di “addetto alla comunicazione esterna e rapporti con la stampa” o collocati presso le Direzioni sanitarie ed amministrative (177 unità). «Non mancano collocazioni “strane”come nei “costi comuni” (47 unità) – ha poi aggiunto Scottillo – E’ stata inviata una richiesta alla Asl di Salerno per capire il perché della vicenda e soprattutto se, nell’ipotesi di fabbisogno del personale, è stato conteggiato che oltre 300 persone non sono più di fatti nel ruolo di assistenza ai pazienti». E ancora: «sapevamo che nella ipotesi di fabbisogno del personale per tutta la Asl vi erano degli errori, ora invece abbiamo la certezza che stiamo di fronte a degli “orrori”: personale che fa sacrifici enormi per garantire l’assistenza sacrificando anche la famiglia per garantire la presenza e personale , invece, che – non si sa a quale titolo e per quali privilegi – ha un posto al sole. La cosa non finisce qua, sarà presentato un esposto alla Corte dei Conti». Intanto, il segretario della Fsi Usae ha già provveduto a scrivere al commissario straordinario dell’Asl di Salerno, ai sub commissari sanitari e amministrativi e alla direzione Uoc Risorse Umane proprio per chiedere delucidazioni in merito alla collocazione lavorativa e alle mansioni effettivamente svolte dal personale dipendente dell’azienda sanitaria locale. Secondo il “Piano triennale 2018/2020 – fabbisogno provvisorio personale”, in cui è stato quantificato il fabbisogno di personale per i prossimi 3 anni. Nella delibera, per ciò che attiene al personale di Comparto, si prevede infatti un fabbisogno di 97 unità di comparto area sanitaria, 209 di ruolo tecnico e di 112 di area amministrativa. «Ciò premesso abbiamo appurato che nella attuale dotazione organica effettiva della Asl di Salerno – ovvero del personale attualmente in servizio – vi sono circa 370 posizioni “sospette”, ovvero: circa 250 infermieri, 70 Ota o Oss ed altro personale non esplicano il loro lavoro di assistenza agli ammalati, ma disimpegnano mansioni di tipo amministrativo o, tuttalpiù, di “segretariato”», ha scritto il sindacato, secondo cui tra le voci di assegnazione si trovano alcune “uniche” come per esempio “addetto alla comunicazione esterna e rapporti con la stampa” ed alcune più comuni come l’allocazione presso Direzioni Sanitarie o Amministrative (circa 177 unità) o, a dir poco, “strane” come è il caso della collocazione lavorativa presso “Costi Comuni”. «Trattandosi di numeri importanti che potrebbero essere stati sottratti all’assistenza, si chiede: Se ai fabbisogni previsti da delibera n 261 del 2018, detti numeri, siano stati sottratti dalle rispettive aree di appartenenza del profilo di assunzione ed aggiunti alle aree di effettivo utilizzo, così da rispettare la quantificazione esatta delle relative ed effettive carenze ed, eventualmente, esuberi; se, a quale titolo e con quali mansioni, i dipendenti che occupano predette posizioni “sospette” possono essere utilizzati in mansioni diverse da quelle di appartenenza al profilo di assunzione», si legge infine.

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