Ospizio lager, spunta la cartella di una morte sospetta

Scritto da , 26 ottobre 2017

pieffe

Acerno – Potrebbe cambiare il capo d’imputazione per i 16 indagati,  accusati dei maltrattamenti ai danni degli anziani ricoverati presso la casa di riposo di Acerno ribattezzata come l’ospizio lager. Il colpo di scena è arrivato, ieri mattina, quando il pubblico ministero Fittipaldi, nel corso dell’udienza dinanzi al gup del tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo, ha depositato la cartella clinica di un’anziana che sarebbe deceduta a seguito di presunti maltrattamenti ed omissioni avvenute all’interno della casa di riposo del centro picentino. “Zia Annina” era stata trasferita presso la propria abitazione dai parenti poche ore prima di spirare. I congiunti l’avevano prelevata dall’ospizio dove era stata per diverso tempo. Nell’ultimo periodo di permanenza presso la casa di riposo, l’anziana aveva un’apparecchio gessato che, stando all’impianto accusatorio, non sarebbe stato rimosso nei tempi prescritti dai medici che avevano provveduto ad applicarlo e quindi successivamente le condizioni di salute della nonnina si sarebbero aggravate. Dunque, vi sarebbe stata una imperizia da parte di chi era demandata ad assisterla. Al momento i magistrati si sono riservati di valutare la cartella clinica per poi esprimersi nel merito e sulla presenza di eventuali responsabilità. Se queste fossero accertate per tutti gli imputato muterebbe il capo d’imputazione e il processo addirittura si sposterebbe in Corte d’assise, dinanzi alla giuria popolare. In tal caso la pena che rischierebbero gli imputati, in caso di condanna, è fino ai 24 anni.

Intanto, oggi proseguirà la visione dei filmati acquisiti durante la fase investigativa e dai quali si evincerebbero i presunti maltrattamenti.

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