Orlando contesta i voti e tira in ballo Salerno

Scritto da , 3 maggio 2017
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Sono dodici i seggi assegnati fino ad ora nei quattro collegi per l’assemblea nazionale del Partito democratico. Al momento solo uno spetta alla mozione Emiliano ma in ballo ci sono altri cinque seggi che dovranno essere attribuiti secondo il calcolo dei resti più alti a livello regionale. La commissione si è riunita ieri sera e sarà permanente fino a quando non si raccoglieranno tutti i dati dalle province campane e non ci sarà l’attribuzione complessiva dei seggi. Alla provincia di Salerno ne spettano diciassette.

Certi, al momento, sono Piero De Luca, Paola Landi e Antonio D’Alessio (consigliere comunale di Salerno); Giuseppe Canfora (sindaco di Sarno e presidente della Provincia di Salerno), Margherita Rinaldi e Gerardo Riccio; Franco Alfieri (sindaco di Agropoli), Anna Petrone; la senatrice Angelica Saggese, Carmine Ansalone e Paola Massarelli. Questi tutti per la mozione Renzi. Entra in assemblea, invece, per la mozione Emiliano, Angela D’Alto, capolista del collegio sud. Per ora nessun quoziente pieno per la mozione Orlando ma occorrerà attendere il conteggio complessivo e l’attribuzione degli ulteriori cinque seggi per la provincia di Salerno. In entrata potrebbe esserci Pietro De Luca (mozione Emiliano) e Tonino Cuomo (mozione Orlando). Ma oggi la segreteria regionale potrebbe sciogliere le prime riserve.

I NUMERI

In provincia di Salerno hanno votato, domenica scorsa, alle primarie democrat 47831 persone: 34768 preferenze (pari al 73%) sono andate a Matteo Renzi; 7837 (16,54%) a Michele Emiliano e 4782 voti (10,09%) ad Andrea Orlando.

LE REAZIONI

«Com’è possibile che a Salerno e provincia abbia votato più gente che in tutta Napoli e provincia, dove gli elettori sono il triplo?». Marco Sarracino, portavoce nazionale della mozione Orlando sol- leva il caso relativo ai dati nazionali e tira in ballo anche Salerno. Il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, sul risultato schiacciante conseguito da Matteo Renzi nel corso delle primarie di domenica scorsa, ha dichiarato che  “contrariamente a quanto si pensava al Sud c’è stata una grande partecipazione: è stata davvero una festa di democrazia”. Ad Agro- poli si è recato alle urne circa il 12 % dell’intera popolazione ma, d’altronde, per il primo cittadino “Agropoli è sempre stata eccezionale nei risultati”. Merito anche delle candidature di persone attive e radicate sul territorio ( questo favorisce indubbiamente la partecipazione. Io stesso mi sono recato nei territori per spiegare la mozione Renzi ha riferito, orgoglioso, Alfieri). Certo, adesso “ci sono grandi aspettative” e questo risultato delle primarie sembrerebbe quasi una “nuova apertura di credito da parte degli elettori nei con- fronti del Pd”, secondo il sindaco di Agropoli che ammonisce, perentorio, “Stavolta non si può più sbagliare”. Soddisfatto del risultato è Simone Valiante, rappresentante della mozione Emiliano: «Qui, a Salerno, abbiamo realizzato il 16,5 %: cinque punti percentuali al di sopra della media nazionale in queste primarie. E’ un risultato più che significativo per noi e tra i migliori in Italia». «Speriamo che i nostri candidati eletti e anche i non eletti all’assemblea nazionale del Partito Democratico portino avanti le linee guida dettate da Emiliano e la sfida di rinnova- mento del partito – ha proseguito il deputato piddino – Sabato a Roma si costituirà l’area di “Fronte Democratico” vicina agli ideali del governatore della Puglia». In merito alla faccenda “bodyguard”, che ha fatto storcere un pò il naso anche ad alcuni esponenti del Pd, Valiante ha riferito che, ai ban- chetti delle primarie di domenica scorsa, “erano presenti dei rappresentanti della lista di Emiliano regolarmente costituiti al seggio. Non erano assolutamente qualificati come organi di vigilanza bensì normali cittadini. Io, poi, non posso sindacare su come ci si vesta per andare al seggio” ha concluso, scherzando, il deputato.

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