Ora il sindaco è incompatibile, ma il Consiglio resterà in carica. Bonavitacola scalda i motori

Scritto da , 4 maggio 2013

«Ci muoveremo nei modi e nei tempi previsti dalla legge». De Luca chiarisce che l’incompatibilità (tra sindaco e viceministro) c’è e che, secondo le procedure, decadrà dalla carica di primo cittadino. «Ma il Consiglio comunale andrà avanti nel pieno delle sue funzioni», spiega parlando delle opere pubbliche che a suo dire «non subiranno nessuno stop, anzi andranno avanti speditamente». Crescent e Piazza della Libertà, compresi. Ma a traghettare l’amministrazione fino alle elezioni comunali (si parla della prima scadenza utile, dunque l’anno prossimo) sarà il vicesindaco. Insomma un reggente. Così come è avvenuto nel vicino Palazzo Sant’Agostino.
Quasi al 90 per cento, secondo le prime voci di Palazzo, a prendere le redini in mano non sarà l’attuale vicesindaco. Tradotto, Eva Avossa che, invece, potrebbe rimanere in giunta ma come semplice assessore. Quotazioni in calo anche per gli attuali assessori, ed in particolare per i fedelissimi di De Luca (Buonaiuto, De Maio, Guerra) che, seppur speranzosi, avrebbero, a quanto pare, già ricevuto il no.
La strategia di De Luca, punterebbe dritto verso Fulvio Bonavitacola, già indicato come suo successore al trono politico di Salerno.
Certo è, che anche in questo caso, occorrerà chiarire tempi, modalità ed eventuali incompatibilità. Bonavitacola, infatti, proprio di recente è stato rieletto parlamentare e siede tra i banchi del Partito democratico.
Ma risolto l’inghippo, quasi certamente, Bonavitacola potrebbe essere nominato vicesindaco per poi candidarsi direttamente alla carica di sindaco. 
Una soluzione che metterebbe De Luca in una condizione più tranquilla, seppur già ieri mattina (nel corso della prima conferenza stampa da viceministro) ha annunciato ai suoi: «Non andrò mica in Svezia. A Salerno resterò».
Dunque, la presenza di De Luca ci sarà sempre, soprattutto il controllo sulle opere pubbliche: «Cittadella, Piazza della Libertà, Lungoirno, sono interventi che cambieranno la cittadina. Il destino della città è agganciato a queste opere che dovranno andare avanti».
D’altronde non bisogna andare troppo lontano per trovare una situazione simile. Ovvero la gestione De Biase, quando De Luca era a Roma come parlamentare. Già all’epoca, seppur seduto tra gli onorevoli banchi, la sua presenza a Salerno non è mai mancata. E così sarà anche in questo caso. Almeno secondo le premesse.
Il piano B, invece, nel caso di una incompatibilità di Bonavitacola alla carica di sindaco facente funzioni di Salerno, sempre secondo prime indicazioni, porterebbe comunque De Luca a scegliere un suo successore all’esterno della sua giunta e della sua maggioranza. 
L’incompatibilità. L’articolo è il 13, comma il 3, del decreto legge numero 138 del 2011 e dispone che le cariche di deputato, senatore, parlamentare europeo nonché le cariche di governo (presidente del Consiglio dei ministri, ministri, vice ministri, sottosegretari di Stato e commissari straordinari del Governo), sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti. Nessuna scappatoia. Forse solo il tempo che c’è fino alla dichiarazione di decadenza. Secondo la procedura dovranno essere convocati tre consigli comunali. Nella stessa situazione si trova il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, neo Ministro agli affari regionali (che ha già nominato un nuovo vicesindaco) e quello di Padova Flavio Zanonato, ora ministro dello Sviluppo economico. E’ la prima volta che si applica questa legge.
«Rispetteremo la norma nazionale», ha detto Vincenzo De Luca: «In ogni caso – ha aggiunto – il consiglio comunale resta pienamente operativo ed in carica».

4 maggio 2013

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