Omicidio Stellato, ergastolo bis a Villacaro

Scritto da , 25 gennaio 2017

Pina Ferro

Omicidio Stellato: carcere a vita per Vincenzo Villacaro. Ieri mattina i giudici della Corte d’Assise e d’Appello di Salerno hanno confermato la sentenza di primo grado per per Vincenzo Villacaro ritenuto il killer di Donato Stellato, ucciso nove anni fa davanti al Tribunale di Salerno.
Sconto di pena per gli altri imputati:
15 anni ad Ivan Del Giusto (in primo grado 18 anni); 9 anni e 6 mesi a Salvatore Nigro (in primo grado 12 anni), 7 anni a Giovanni Zullo (8 anni e 4 mesi). Inammissibilità dell’appello per Ezio Prinno.
La richiesta di appello per Prinno era già stata dichiarata inammissibile all’apertura del processo in quanto presentata dai legali oltre i termini previsti per legge per cui per l’imputato è divenuta definitiva la condanna di primo grado. Villacaro e Del Giusto dovranno anche versare la somma di 8000 euro ai fratelli Casella appartenenti ad una cooperativa sociale per un estorsione.
Ad inchiodare Villacaro, già nel corso del processo di primo grado sarebbero state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, su tutti Ciro De Simone, Raffaele Del Pizzo e Dario Iannone, ritenuti attendibili dai giudici della Corte d’Assise.
Il gruppo capeggiato da Villacaro stava cercando di accreditarsi come nuovo gruppo di riferimento della criminalità organizzata.
Capi ed organizzatori indiscussi del nuovo gruppo criminale erano Villacaro, D’Andrea e Nigro (i primi due sono ritenuti gli autori dell’omicidio di Donato Stellato, il fratello di Giuseppe, alias “Papacchione” ucciso il 24 febbraio del 2007 proprio davanti il Palazzo di giustizia). Intorno a loro vi erano poi i gregari ai quali era demandata l’esecuzione materiale dei delitti.
Donato Stellato fu freddato a colpi di pistola il 24 febbraio del 2007 nella sua Mini Cooper mentre transitava in corso Garibaldi a Salerno. In auto con lui vi era la fidanzata. I killer arrivarono in sella ad una moto: una gimkana tra auto incolonnate e comitive a spasso per raggiungere il loro bersaglio, pure lui bloccato nel traffico lungo corso Garibaldi illuminato a giorno. Infine lo raggiungono e lo ammazzano con tre colpi di pistola calibro 38 (due alla testa) sotto gli occhi della convivente fidanzata atterrita. L’omicidio venne pianificato per impedire definitivamente l’ascesa del contrapposto gruppo Stellato che era stato già colpito, nel periodo immediatamente precedente, da un’efficace azione repressiva delle forze di Polizia e dell’Autorità Giudiziaria. Il gruppo criminale era dedito principalmente al traffico ed allo spaccio di stupefacenti che veniva finanziato con i proventi di rapine effettuate in Città.
In tale contesto erano stati raggiunti accordi operativi con organizzazioni criminali operanti in Napoli ed, in particolare, con il gruppo “Prinno” che avrebbe potuto garantire anche il controllo sulla gestione di apparecchiature “slot machine” da collocare in esercizi pubblici di Salerno.

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