Omicidio Fratte: Esposito attacca

Scritto da , 24 maggio 2016

Omicidio di Fratte, Roberto Esposito ricostruisce, i suoi spostamenti nel momento in cui venivano uccisi Antonio Procida e Angelo Rinaldi, alias ‘o cornetto. Dinanzi al Pm Silvio Marco Guarriello, Esposito, assistito dall’avvocato Fabio De Ciuceis ha affermato di non essere sul luogo del delitto difendendosi così dall’accusa di essere l’esecutore materiale. L’imputato ha ricostruito in maniera dettagliata tutti i suoi movimenti di quel giorno ed in particolare quelli che coincidono con l’ora del duplice omicidio per il quale è stato arrestato insieme a Matteo e Guido Vaccaro. Ora le dichiarazioni fornite al pubblico ministero dovranno essere vagliate e confrontate con gli esami dei tabulati telefonici. L’omicidio di Antonio Procida e Angelo Rinaldi è avvenuto il 5 maggio del 2015. Un omicidio in chiaro stile camorristico così come affermarono gli inquirenti. Per la magistratura in gioco c’era la leadership dei Vaccaro Secondo le la sera del 5 maggio 2015 a premere il grilletto all’indirizzo dei due fu Roberto Esposito. Conclusione, questa, alla quale gli inquirenti, sono giunti attraverso l’esame dei nastri delle telecamere posizionate lungo il perimetro dell’area scenario dell’omicidio. In particolare dai nastri si nota Esposito, a pochi metri dal luogo del delitto, in sella allo scooter guidato da Guido Vaccaro. Lo stesso ciclomotore su cui poco prima un’altra telecamera lo aveva ripreso alla guida e con alle spalle Matteo Vaccaro. Per gli inquirenti ci fu un cambio di scena, forse per depistare, in un arco temporale di soli otto minuti. Le indagini hanno preso in esame lo spazio temprale tra le 16,02 e le ore 16,10: in quei minuti i tre indagati si sono incontrati. Matteo Vaccaro ha preso il posto di guida della Punto, condotta sino a quel momento da suo figlio Guido, il quale, a sua volta, è saltato in sella allo dello scooter, indossando il casco e facendo retrocedere l’Esposito al ruolo di passeggero, senza casco. Meno di cinque minuti dopo il ciclomotore dei killer, tallonato dalla Punto, incrocia alla rotatoria di via Dei Greci quello delle vittime e lo segue in via Magna Grecia, dove l’omicidio avviene alle 16,16, come testimonia l’immagine del vicino benzinaio, che sente gli spari e si gira. pieffe

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