Omicidio Esposito, assolto D’Agostino

Scritto da , 10 aprile 2018

Pina Ferro

Il 3 luglio del ’98 venne ucciso nel centro storico Lucio Esposito, genero di Consolato Grimaldi, altro fratello del Vampiro. Lucio ‘o chiattone fu freddato nel circoletto di Portarotese mentre era intento a guardare i Mondiali di calcio in tv. Davanti a Ronaldo il freddo omicidio che avvenne al culmine della guerra di camorra che insanguinò Salerno tra il clan Panella e quello di Lucio Grimaldi ‘O Vampiro. L’ennesima vittima che anni dopo vide proprio il boss, uscito dal carcere, cadere sul Lungomare sotto i colpi di Salvini. Per l’omicidio di Lucio Esposito furono condannati i fratelli Bruno e Franco Iannone: entrambi poi pentiti, si auto accusarono del delitto e indicarono in Antonio D’Agostino il mandante dell’omicidio. Nonostante la loro collaborazione furono condannati a 20 anni mentre lo stesso D’Agostino fu condannato a 14. Ora a distanza di anni è finito sotto processo Giuseppe D’Agostino. Già indicato all’epoca dei fatti altro mandante dell’omicidio, la sua posizione fu archiviata perché non ci furono riscontri alle dichiarazioni dei due fratelli. Nel corso degli anni le indagini sono state riaperte dopo le dichiarazioni di un altro pentito, Angelo Ubbidiente, componente di spicco del clan Panella. All’inchiesta sono state allegate anche dichiarazioni postume di un altro pentito che riferì di aver saputo da terzi dell’ordine di morte dato da Peppe. Certamente più rilevanti quelle di Ubbidiente che ha accusato D’Agostino e diede il via alle nuove indagini e alla richiesta di rinvio a giudizio- Richiesta che è sfociata nel giudizio abbreviato che si è svolto ieri mattina davanti al Gup D’Ascoli che ha assolto D’Agostino per non aver commesso il fatto. Peppe D’Agostino, detenuto per altre condanne al regime del 41 bis, è difeso dall’avvocato Luigi Gargiulo. D’Agostino fu intercettato l’anno prima con Amedeo Panella e Giovanni Zito: si parlava proprio di Antonio Esposito e della volontà di ucciderlo. Ma anche in quella intercettazione, alle parole di Amedeo Panella, a lungo indicato come possibile mandante, D’Agostino non fu molto chiaro, quasi a volersi tirarsi fuori. Esposito, tifosissimo della Salernitana, fu freddato da un colpo di pistola 7,65 che lo raggiunse al petto. Fu indagato nella strage di Croce di Cava, in cui fu assassinato il genero di Panella, prelevato insieme ad altre persone da una bisca del centro storico e poi trucidati. Fu a lungo tenuto sotto osservazione da parte delle Forze dell’Ordine perché si temeva da tempo un agguato ai suoi danni ma lo stesso rifiutò di essere protetto. La guerra di camorra riprese dopo l’omicidio di Antonio Nese a Torrione, avvenuto due anni prima. Fratello di Peppe ‘o Niro, ammazzato nel suo locale Rosso e nero a Pastena, per gli inquirenti quel delitto diede fine ad una sorta di tregua. Ad aprile del ’98 il maxi blitz che portò all’arresto di Panella e del suo clan. Pochi mesi dopo l’assassinio di Lucio Esposito.

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