Omicidio Chicca, slitta ancora il processo Si torna in aula l’11 febbraio

Scritto da , 15 Gennaio 2019
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di red.cro.

Slitta ulteriormente il processo Chicca, a causa dell’assenza dell’imputato. Si tornerà in aula per l’ottava volta, senza nemmeno aver iniziato il dibattimento, il prossimo 11 febbraio, sempre alle ore 15 presso gli uffici della nuova Cittadella giudiziaria. Rigettata la richiesta del legale di Antonio Fuoco di ottenere un rinvio, sia per l’impossibilità di consultare gli atti di causa nel periodo di chiusura delle cancellerie nello scorso mese di dicembre a causa del trasferimento dell’intero settore penale dalla vecchia sede del Tribunale alla nuova Cittadella, che per la difficoltà di riuscire a parlare con il suo assistito in questo arco di tempo durato oltre un mese. Malgrado la richiesta di rinvio del suo legale all’udienza dello scorso 3 dicembre, finalizzata proprio a consentire al nuovo difensore di valutare ed eventualmente confermare l’intenzione di Fuoco di accedere al rito abbreviato, l’imputato non solo oggi non è comparso in aula come preannunciato, ma nemmeno ha conferito procura speciale al suo avvocato per far celebrare il giudizio secondo il rito alternativo.
Non potendo aprire il dibattimento perché, per far partire il processo, occorrono i testi che per non erano stati citati (in quanto era stata preannunciata la richiesta di rito abbreviato, nel quale non si ascoltano i testi), il giudice, dottore Paolo Valiante, secondo il principio di “economia processuale”, ovvero per raggruppare più attività possibili in un’unica udienza o almeno in un numero ristretto di udienze, ha rinviato il processo per la citazione dei testi da parte del Pubblico Ministero e l’apertura del dibattimento alla prima data utile, ovvero il prossimo 11 febbraio. In tale sede, sempre per il principio di concentrazione del processo, si procederà anche alla decisione sulla ammissibilità delle costituzioni di parte civile delle numerose associazioni presenti in aula. Per il comitato Sponteneo Uniti per Chicca si tratta di un prendere tempo da parte della difesa che, a nostro avviso e nonostante la legge lo consenta, non risparmierà a Fuoco la giusta sentenza in cui confidiamo sin da quel giorno di metà febbraio di quasi due anni fa, che ha scosso l’intera città di Salerno e non solo. Anche perché, ancora una volta, è stato dato un rinvio a brevissimo, a meno di un mese dall’udienza di oggi. Rinvio che vedrà, ci auguriamo, finalmente l’apertura del processo, proprio a ridosso della triste vigilia del secondo anniversario dell’uccisione della cagnolina, avvenuta il 15 febbraio 2017.

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