Omicidio Autuori: tocca all’Antimafia

Scritto da , 28 Agosto 2015
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Scende in campo l’antimafia in supporto per individuare killer e mandante dell’omicidio di Aldo Autuori. La pista della vendetta per uno sgarro fatto nel campo degli affari con coinvolgimento di persone nell’ambito della malavita salernitana sembra l’ipotesi al momento più concreta. Il  quarantacinquenne titolare di una ditta di autotrasporti a Pontecagnano pare avesse avviato una serie di affari, alcuni di questi collegati anche con l’operazione gasoline per la quale l’uomo era finito nuovamente nei guai dopo l’omicidio Merola. L’amicizia con alcuni “corrieri” rumeni e le connivenze con alcuni persone vicine ed ambienti malavitosi sono tra gli elementi battuti dal Nucleo Operativo dei carabinieri, guidati dal Tenente colonello Pini, dalla compagnia di Battipaglia, diretta dal maggiore Costa e dalla Procura di Salerno con il pm Paternoster che sarà affiancato dall’antimafia. (Montemurro). Non è niente affatto esclusa la pista della vendetta nonostante siano trascorsi quindici anni dall’omicidio di Merola. Autuori non era un obiettivo agevole visto il periodo di carcerazione e le varie misure alternative alle quali è stato sottoposto successivamente (anche in virtà dell’operazione Gasoline). La famiglia di quest’ultimo, in particolare la figlia Deborah, ha preso le distanze dall’episodio sottolineando di aver chiesto, all’epoca dei fatti, solo giustizia e chiarezza su quanto accaduto. Al momento le certezze riguardano le due pistole utilizzate, una calibro 38, il fatto che hanno sparato entrambi i cecchini che hanno fatto irruzione davanti al Bar Lory nella serata di martedì. Dieci colpi per trucidare Autuori e fuggire a bordo di un Beverly bianco non ancora ritrovato dagli uomini dell’arma. Per ora è stato effettuato soltanto l’esame esterno del corpo di Autuori nella giornata di domani dovrebbe essere effettuata l’autopsia che dovrebbe far luce su alcuni aspetti non del tutto chiariti dall’esame esterno. L’incarico è stato affidato al medico legale Giovanni Zotti. Il pubblico ministero Paternoster ha provveduto ad interrogare la moglie, Clementina, del quarantacinquenne residente a Pontecagnano ed i fratelli. Ascoltata anche la titolare del Bar Lory. Gli inquirenti assicuranno che alcuni tasselli sono già stati piazzati e che nelle prossime ore potrebbe esserci qualche ulteriore sviluppo su una vicenda che al momento presenta ancora diversi lati oscura.

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