Omar: da pusher a fan dell’Isis? ’Ipotesi da verificare è di istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale

Scritto da , 3 aprile 2016
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Nell’inchiesta Taurania Revenge viene dipinto come un pusher legato al clan, ma da qualche tempo, Omar Rguibi per l’Antimafia di Salerno potrebbe essere molto di più. Il magrebino 30enne magrebino , cittadino italiano, è indagato per istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Per lui è scattato il sequestro di computer, tablet, smartphone e tutti i dispositivi elettronici con cui, secondo l’Antimafia, avrebbe potuto mettersi in contatto con le cellule terroristiche del territorio e che farebbero tutte riferimento all’Isis. Il 30enne, pregiudicato per droga, è anche uno dei maggiori sospettati per un furto di carte d’identità avvenuto nella zona qualche mese fa. Il suo possibile coinvolgimento nel terrorismo internazionale sarebbe venuto fuori proprio nel corso dell’inchiesta Taurania Revenge in cui il giovane aveva il ruolo di pusher all’ombra del clan Fezza – D’Auria Petrosino. Sarebbe emerso proprio in quel frangente il ruolo dubbio del 30enne, esperto di pc. Subito dalla Procura era scattato il campanello d’allarme ed era partita l’inchiesta antiterrorismo. Un’indagine top-secret dell’Antimafia che sta sviscerando i legami presunti o tali, tra alcuni cittadini sul territorio nazionale e connessi all’Isis. Tutti i dettagli sul suo ruolo in questa organizzazione saranno noti dopo che gli inquirenti finiranno ad analizzare tutti i file nel pc del giovane pregiudicato. Intanto l’inchiesta prosegue senza sosta in tutte le “periferie” dell’Agro Nocerino Sarnese. I precedenti allarmi terrorismo nelle città a cavallo tra Sarno e Pagani sono tanti. Dopo i casi di Pagani, quando fu arrestato Fatah Kalily dai Ros di Napoli di un gruppo algerino invischiato in un traffico di documento falsi tra l’Italia e la Francia proprio a favore di presunti terroristi suoi conazionali residenti oltralpe, altre persone vicine a gruppi di estremisti islamici sono stati individuati nell’Agro nocerino, tra San Marzano Sul Sarno e Sarno. Nel gennaio del 2015, l’Antimafia di Salerno aveva definito “sospette” le attività di tre nordafricani residenti nel comune di Sarno. L’indagine riservatissima era partita da frequenti cambi di residenza effettuati dai tre personaggi appartenenti alla comunità islamica locale, ritenuti sospetti e per questo naturalmente monitorati con una particolare attenzione. Lo scorso giugno un tentato furto a Castel San Giorgio fece emergere l’ombra del terrorismo nell’Agro nocerino Sarnese. La piccola città  traAgro e Irno, sarebbe un posto perfetto dove nascondersi per un terrorista. L’episodio aveva quindi suscitato la massima allerta e le indagini dei carabinieri del Ros. In pratica un 24enne sudanese aveva tentato un furto ed aggredito i carabinieri: subito era stato arrestato. Il sospettato era un sudanese residente a Castel San Giorgio. La sorpresa era arrivata dopo, al momento della perquisizione a casa del 24enne.  L’extracomunitario, era già colpito da un decreto di espulsione dall’Italia, con i militari dell’Arma che avevano rinvenuto delle foto-tessera di persone presumibilmente di nazionalità araba e di un documento di riconoscimento intestato ad un altro.

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