Offese ai frati, in quattro a processo La diffamazione nel corso della seduta consiliare di Capaccio e in alcune immagini tv

Scritto da , 15 settembre 2017

Pina Ferro

Avrebbero offeso i frati del convento di Sant’Antonio nel corso di una seduta del Consiglio comunale e non solo. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta accoglie la richiesta del Sostituto Procuratore Vitto- rio Santoro e rinvia a giudizio Luciano Farro e Eustachio Voza, all’epoca dei fatti consiglieri comunali di maggioranza, l’allora presi- dente del consiglio conunale Domenico Nese ed il giornalista Alfonso Stile, direttore di Stile net- work. A costituirsi parte civile, quali persone offese sono la della Provincia religiosa salernitana lu- cana dell’Immacolata di Capaccio e Frà Pasquale del Pezzo (legale rap- presentante dei religiosi) attraverso l’avvvocato Antonio Picarella. Secondo l’impianto accusatorio i quattro indagati, in più occasioni, avrebbero offeso i frati del con- vento di Sant’Antonio. Offese che sarebbero state perpetrate anche at- traverso la diffusione televisiva di alcune affermazioni. In particolare nel corso della seduta di consiglio del 30 luglio dello scorso anno, nel- l’ambito della della discussione in merito all’approvazione del pro- getto preliminare del Museo Pae- stum nei percorsi del Gran Tour e le relative pertinenze all’interno del convento di Sant’Antonio, Farro

avrebbe affermato che: «o per carenza di gente che ormai si da alla vita clericale o per altre motivazioni il convento da qualche anno a questa parte ha subito qualche regressione». Aggiungendo poi:«Il convento è stato adibito nella parte superiore ad albergo. In pratica sta succedendo che noi come istituzione comunale che dovremo es- sere laici, il profano, stiamo andando verso il sacro e sembra quasi che l’istituzione che dovrebbe essere il sacro, cioè i frati francescani, ha invertito il ruolo e si sta dedicando ad attività economiche». Poi lo stesso consigliere rivolgendosi rispondendo ad un collega in assise tuonò:«Io sto difendendo la cultura, tu difendi i mercanti non i monaci, fuori i mercanti dal tempio». E, il concetto di mercanti del tempio fu espresso anche da Voza nel corso della discussione. Il presi- dente Nese, invece, affermò:«ad un certo punto il consiglio d’amministrazione del Gianbattista Vico e i frati francescani non si sono trovati forse perchè i frati cercavano qualcosa di soldi».

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