Obiettivo: far decadere la giunta Sica. Anastasio avrebbe mandato Francesco Mogavero a minacciare il consigliere Bellino di non presentarsi a votare il bilancio

Scritto da , 23 febbraio 2017

Pina Ferro

Far decadere la civica assise guidata da Ernesto Sica. Era questo l’obiettivo di Antonio Anastasio e, pur di raggiungerlo il consigliere comunale d’opposizione si sarebbe rivolto agli esponenti del sodalizio criminale per intimorire qualche elemento della maggioranza. Anastasio, difeso da Antonio Boffa e dal professore Giuseppe Della Monica, ieri mattina è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Erich Fasolino con l’accusa di violenza privata e attentato contro i diritti politici del cittadino con le modalità tipiche delle associazioni mafiose. Antonio Anastasio per gli inquirenti è il mandante delle minacce al consigliere comunale Luigi Bellini. Per far cadere l’amministrazione e quindi per giungere a nuove elezioni attraverso l’intimidazione di Bellini, Anastasio si sarebbe servito dei “guagliuni di Bellizzi”. Il consigliere ed imprenditore Luigi Bellini, in due occasioni è stato avvicinato da Francesco Mogavero e “invitato” prima a lasciare la maggioranza e successivamente a non votare il bilancio in seno al consiglio comunale del centro picentino.
Era il 23 maggio del 2016 quando Bellini fu avvicinato per la prima volta dagli esponenti del sodalizio criminale. In particolare Francesco Mogavero si recò presso l’abitazione del consigliere comunale di maggioranza al Comune di Pontecagnano e in tono intimidatorio gli disse: “L’amministrazione deve cadere….”, “Sica se ne deve andare a casa, ha fatto solo guai in giro. Tu sei una persona seria e per questo sono venuto io a parlarti. Da altre parti ci sono andate persone che gli fa male la testa. Al prossimo consiglio comunale non devi andarci”. Un chiaro ordine quello che venne impartito al consigliere comunale a cui fa seguito una minaccia ben precisa da parte di Francesco Mogavero: “E’ inutile che vai dai carabinieri perché siamo un esercito. So di dover essere arrestato ma dietro di me ce ne sono altri trecento”. Un velato avvertimento quello di Mogavero a Bellini. Un avvertimento che sortisce gli effetti desiderati, infatti, il consigliere comunale spaventato assicura a Mogavero che avrebbe rassegnato le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Il giorno seguente, Francesco Mogavero fa nuovamete visita a Luigi Bellini, questa volta lo raggiunge presso il cantiere edile della ditta di proprietà dello stesso consigliere comunale. Lo avvicina e, sempre con tono intimidatorio gli riferisce che:”Le dimissioni non bastano. Tu devi passare all’opposizione oppure inventati un mal di pancia così non presenzi al Consiglio”. Ovviamente Bellino cerca di capire il motivo della pretesa da parte di Mogavero. Quest’ultimo non lesina di soddisfare la domamda del consigliere dicendo che Sica deve andar via dalla poltrona di sindaco in quanto “ha fatto troppi guai” e “Noi portiamo un’altra persona come sindaco”.
Il giorno del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio fin dal mattino Mogavero e De Martino hanno fatto più giri sotto l’abitazione del consigliere prima e successivamente di Palazzo di città dove il consiglio si svolgerà normalmente con l’approvazione del bilancio: l’obiettivo fallisce. Al termine dell’Assise I due si accorgono della presenza, nei pressi del Comune, delle forze dell’ordine a cui si era ricolto il consigliere comunale e in sms inviato ad Anastasio ed intercettato riferiscono: “Ingenieri in giro. E si deve fare il corso per forza…A dopo” .

 

Il consigliere comunale Luigi Bellini,spaventato, dalle minacce pare fosse realmente intenzionato a rassegnare le dimissioni dal suo incarico e comunque a non prendere parte all’importante consiglio comunale. Le sue intenzioni furono comunicate anche al primo cittadino il quale rassicurò il componente la sua squadra e forse lo convinse a denunciare.
Bellino rassicurato presentò denuncia ai carabinieri delle minacce subite. All’epoca dei fatti sull’argomento fu sentito anche il sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica il quale spiegò che un solo voto avrebbe determinato l’approvazione o meno dello strumento finanziario.Appunto il voto che avevano cercato di veicolare, quello del consigliere Luigi Bellino. Mogavero e company non riuscirono ad impedire al consigliere di esercitare il diritto politico attribuitogli dai cittadini. Infatti, Bellino dopo la denuncia presentata e le rassicurazioni ricevute da parte dei carabinieri, si recò in Consiglio comunale e votò favorevolmente lo strumento finanziario determinando in tal modo la salvezza della maggioranza di Ernesto Sica. Il consiglio comunale del 31 maggio fu effettuato contestualmente a dei servizi di osservazione da parte dei carabinieri.
Volevano Anastasio sindaco in modo da avere la possibilità di “mangiare finalmente pure noi”

 

Il suo momento di maggior splendore politico è stato con l’Udeur di Clemente Mastella. Da qui, Antonio Anastasio, all’epoca seguace politico dell’allora deputato Paolo Del Mese, ha scalato i migliori gradini della politica, arrivando fino a conquistare un posto dell’ambito consiglio d’amministrazione della Consum.it del Monte dei Paschi di Siena. Dal 2006 al 2008 è stato nominato anche collaboratore della Presidenza della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, presieduta da Paolo Del Mese. Ma il suo “sogno” è stato sempre conquistare il Comune di Pontecagnano Faiano. E’ stato assessore ai lavori pubblici e poi consigliere comunale ma non è mai riuscito a strappare la fascia tricolore, prima a Dario Del Gais e poi ad Ernesto Sica. Ci ha provato come candidato di Fratelli d’Italia alle ultime amministrative ma senza portare a casa il risultato sperato. Nel 2004 è stato eletto consigliere provinciale, per poi essere rieletto nel 2009 sotto il simbolo dell’alleanza di centro, dopo la caduta del Campanile di Clemente Mastella. Negli anni successivi non ha mancato una tappa nel Popolo della Libertà, assumendo anche la carica di capogruppo provinciale nel 2010. Nel suo curriculum politico conta anche la vicepresidenza dell’aeroporto di Pontecagnano. Non è la prima volta che Anastasio inciampa in vicende giudiziarie. E’ stato coinvolto infatti nel crac del pastificio Amato. Su di lui pende una richiesta di condanna di 6 anni di reclusione.
Il suo vizio più conosciuto? Le puntatine nei migliori casinò.

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