Non solo lirica per il Verdi: i concerti

Scritto da , 22 Dicembre 2019
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Il Natale proposto dalla direzione del massimo cittadino prenderà il via domenica sera, alle ore 19 sotto il grande albero di Natale di Piazza Portanova

Di OLGA CHIEFFI

Sarà una grande festa sotto l’albero di Natale il concerto della Filarmonica Salernitana “G.Verdi” diretto da Daniel Oren. Un vero e proprio bagno di folla per le masse corali e orchestrali del nostro massimo voluto fortemente e giustamente dalla Camera di Commercio che trasforma così quel Camera Tour di questa estate in Camera Winter. Giuseppe Gallo, vicepresidente dell’Ente ne ha annunciato le finalità, dopo il successo riscosso lo scorso anno, in primis di offrire a tutti anche a quanti non riescono ad ascoltare l’orchestra nei luoghi deputati di godere della musica e della comunicativa del Maestro Daniel Oren, in particolare in questo periodo di festa. Celeberrimi i brani in programma che verrà inaugurato dall’Ouverture della Carmen, “Uno straordinario baccano da circo”: così definiva Nietzsche l’inizio del preludio al primo atto di “Carmen” – il cosiddetto tema della corrida, col suo irrompere, creato dal nulla, in un fortissimo capace di intimare perentoriamente all’ascoltatore, ancora titubante, che non può più permettersi, cominciato il rito, di volgere altrove la propria attenzione. Senza soluzione di continuità, segue il tema di Escamillo – quello dei couplets del secondo atto – col contrasto così sorprendente tra il legato degli strumenti a corda e lo staccato degli ottoni, prima che il tema sia riproposto da tutta l’orchestra. L’atmosfera eccitata, clamorosa della festa si è appena instaurata nel preludio, quando fa la sua apparizione il terzo tema: il Destino di Carmen, la morte…., che arriva alle orecchie dell’ascoltatore dominato dai violoncelli, con la loro espressione di disperazione e di fatalità ineluttabile, contro la quale è inutile ogni tentativo di resistenza. Entrerà, quindi, in scena Escamillo, probabilmente affidato a Massimo Cavalletti, interprete di “Votre toast, je peux vous le rendre…”, i couplet intonati dal coro, l’Allegro con Brio della Settima di Beethoven, con la sua idea di armonia, di «gioia», quasi una raggiunta nuova compiuta consapevolezza nei riguardi dell’universo, una presa di coscienza nel senso di una rinnovata e ideale sintonia di fronte alle sue leggi eterne. Quindi i cavalli di battaglia dell’ Orchestra e del coro con la scena del trionfo dell’ Aida, il “Va’, pensiero, sull’ali dorate; va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal!”, il più famoso coro del melodramma italiano, il Nabucco di Giuseppe Verdi, con quel salto musicale di ottava su “ali”, come a spiccare idealmente il volo verso una libertà agognata, un diritto umano (“chi è libero di pensiero è già libero nello spirito” diceva un noto rivoluzionario), un coro semplice, ad una voce (…né poteva essere altrimenti) che tutti noi potremmo anche cantare insieme ai maestri. Non mancheranno, naturalmente i balli del salotto di Violetta con “Noi siamo zingarelle / È Piquillo un bel gagliardo, cui parteciperanno anche i ballerini e naturalmente il brindisi del I atto di Traviata. La novità dell’anno è che ci saranno anche i 100 bimbi del coro delle Voci bianche dirette da Silvana Noschese, che verranno ad invitare attraverso l’elevazione di tre canti natalizi, Silent Night, White Christmas e naturalmente Jingle bells, la popolazione al loro personale concerto, ormai decennale, che si terrà in teatro la mattina di Natale, alle ore 11, con la collaborazione dell’Orchestra dell’Alfano I di Salerno, con un programma che spazierà da Purcell a Morricone, sino ad Armstrong. Dopo Bohème che replicherà 23, 28 e 30 dicembre, Capodanno in musica con i Filarmonici salernitani che dedicheranno un doppio appuntamento al proprio pubblico, alle 18,30 e alle 21,30, diretti da un direttore che farà girar la testa alle signore in sala, Jacopo Sipari di Pescasseroli, dedicando loro un programma che comprenderà delle ouverture di Gioacchino Rossini, l’ouverture del Nabucco, ancora Carmen, il Waltz dalla Coppelia di Leo Delibes e le immancabili gemme del Capodanno viennese firmate dagli Strauss.

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