Non si farà più Amato Re, il curatore fallimentare punta a vendere il terreno

Scritto da , 1 Novembre 2012
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Il sogno di Jean Nouvel rischia di restare tale. La riqualificazione dell’area dell’ex Pastificio Amato era un’iniziativa imprenditoriale del Gruppo Amato volta allo sviluppo della città di Salerno attraverso la riqualificazione dei quartieri Mercatello e Mariconda. Poi il crac del pastificio con tutte le conseguenze del caso fino al default dell’Amato Re, la società che doveva occuparsi della realizzazione del nuovo complesso, e le iniziative per evitare che l’ambizioso progetto fosse accantonato mandando in fumo gli investimenti fatti da chi aveva prenotato gli appartamenti. Ora la spina potrebbe staccarla proprio il curatore fallimentare Enrico Lanzara se la perizia ordinata ad un consulente, esperto del settore immobiliare, dovesse suggerire altre forme di investimento ed altre criteri da seguire nella vendita della superficie di oltre diecimila metri quadri. Fuori dal tecnicismo il curatore, valutata la consulenza, potrebbe ritenere più realizzabile una vendita all’incanto del terreno senza il vincolo di dover realizzare l’ambizioso progetto di Jean Nouvel (tra l’altro con contenziosi aperti). In caso contrario il curatore dovrebbe provvedere a rilevare quel progetto e poi proporlo sul mercato, e quindi all’asta, nella stessa forma, e modalità, previste dall’architetto francese. Quest’ultimo, nel griffare il progetto, aveva ottenuto di avere potere decisionale anche sulla scelta della ditta e del materiale per eseguire i lavori. Un investimento da cinquanta milioni di euro. Risorse che dovrebbero arrivare esclusivamente dai privati ma chi, in questa fase, può muovere una cifra così importante oltre al costo da affrontare per l’acquisizione dei terreni all’asta? Nell’ultima udienza la base d’asta per il complesso dell’ex pastificio partiva da 12.816.000 e stando ai rumors provenienti dalla curatela in occasione della prossima vendita all’incanto ci sarà un ribasso del 10%. In quell’occasione sarà “battuta” anche la vendita dei beni della famiglia Amato (la villa di Vietri e l’appartamento di corso Garibaldi) per una cifra complessiva di 15.802.794 (anche in questo caso si va verso il ribasso del 10%). E’ chiaro che però i riflettori sono puntati sul complesso residenziale (113 appartamenti) che avrebbe dovuto riqualificare la zona orientale di Salerno. Diciotto le prenotazioni, con regolari anticipi, per gli appartamenti di lusso che al momento restano solo su carta e che,  se la perizia suggerirà altre modalità di realizzo, rischiano di restare soltanto un ambizioso progetto. Slegato dai lacciuoli del progetto la curatore dell’Amato Re potrebbe trovare acquirenti per l’area dove sorgeva il pastificio Amato.2009. Ora c’è il rischio che di quell’ambizioso progetto resti solo una pietra ed il sogno di Jean Nouvel.

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