«Non possiamo amministrare con chi getta cemento continuo in città». Massimo Paolucci chiude le porte all’Amministrazione comunale Napoli e al governatore Vincenzo De Luca Dialogo con Luigi de Magistris a Napoli in attesa anche dell’adesione ad Mdp di Antonio Bassolino

Scritto da , 21 ottobre 2017

Andrea Pellegrino

 

«Non possiamo amministrare con chi produce varianti urbanistiche per immettere nuovo cemento mentre si parla di consumo di suolo». Massimo Paolucci, euro- parlamentare di Mdp, ieri a Salerno per una assemblea pubblica del partito, ha fatto tappa nella nostra redazione illustrando i temi caldi sul tavolo, le strategie e le alleanze. «Non è questione di antipatie o simpatie, ma se non condividiamo alcuni e fondamentali temi non possiamo convivere». Il riferimento è, quindi, a Salerno e a Napoli. Dunque all’amministrazione Napoli e al governo regionale di Vincenzo De Luca. Qui Mdp ieri ha chiarito la sua posizione, anche attraverso il coordinatore provinciale Federico Conte: «Siamo distanti dal Pd di Enzo Napoli, così come siamo distanti dal Pd di Vincenzo De Luca». Una linea, questa, sostenuta anche da Andrea De Simone e “benedetta” direttamente da Massimo Paolucci.

Altro discorso per Napoli città: «Con de Magistris c’è dialogo», dice Paolucci. E non si esclude che l’ex pm possa avere un ruolo alle prossime elezioni politiche. O meglio, che possa averlo il suo gruppo di riferimento. Il tutto mentre s’at- tende una adesione eccellente sempre a Napoli città. Antonio Bassolino sarebbe davvero ad un passo ma Paolucci chiarisce: «Non è un mistero che Antonio ha partecipato alla nostra festa, così come non è un mistero il mio rap- porto con Antonio. Ma sarà lui a fare annunci». Mdp sarà in ogni collegio nonostante – dice Paolucci- «questa schifezza di legge elettorale». «Il Pd – incalza Paolucci – ci accusa di favorire la destra mentre ritengo che proprio il Rosatellum regali voti e consensi al centrodestra e alla sua coalizione. S’immagini quante preferenze avrà il movimento Noi con Salvini al nord con questo doppio sistema elettorale». E poi, dice ancora l’eurodeputato: «Se vogliamo parlare di populismi il Pd di Matteo Renzi sta intraprendendo la strada maestra, seguendo la scia del Movimento 5 Stelle. L’ultimo episodio è la mozione Visco». E a chi dice che D’Alema sia un estremista, Paolucci replica riprendendo le parole di Bassolino: «E’ una persona di centro, forse il Pd sta andando troppo a destra. Noi come Mdp vogliamo che la sinistra non scompaia dal Parlamento, che la prossima legislatura per la prima volta non veda la presenza della sinistra. Ed è per questo che il nostro impegno è diretto tutto alla costruzione di una nuova area di sinistra».

l sistema? «C’è concentrazione di poteri. Ed ora è presente anche in Regione»

«Esiste sicuramente una concentrazione di poteri che ha pochi simili in Campania e penso in Italia». Massimo Paolucci dice: «E’ il stesso sistema che De Luca ha portato in Regione Campania dove sostanzialmente non abbiamo una giunta ma un presidente, un vicepresidente e dei collaboratori. Questo oltre ad essere sbagliato sotto tanti punti di vista non funziona perché la Regione è una macchina complicata dove se hai una giunta fortissima fai fatica ad affrontare i tanti problemi. E’ l’idea che va di moda in questo momento del gruppo ristretto, dei cerchi magici». Sui fondi europei: «Noi abbiamo avuto in questi anni due o tre fenomeni. Il primo: i fondi europei hanno sostituito i soldi che venivano dallo stato centrale. I fondi europei nati come fondi aggiuntivi che nascono con il principio che ci sono realtà in difficoltà e questi soldi servivano a ridurre il divario tra zone forti e zone deboli. Con il passare degli anni è diminuita la spesa d’investimento dello Stato e alla fine il saldo è negativo se fai la differenza. Il secondo fenomeno è quando si legge la statistica X miliardi per il sud in quei soldi ci sono i fondi europei e quella statistica non comprende l’Enel, autostrade e poste dove lo scarto dei soldi che mette a nord e quelli che mette al sud è ancora più grande . Per far fronte alle cose minime si fa ricordo ai fondi europei perché i comuni sono in difficoltà».

 

De Simone: «Recuperare gli astenuti». Conte: «Stop al sito di compostaggio a Battipaglia»

È il partito degli astenuti a riscuotere maggior successo a Salerno, in Campania e in Italia. Lo dichiara Andrea De Simone, già senatore della Repubblica, intervenuto nel corso dell’incontro tenutosi nella nostra redazione con l’onorevole Massimo Paolucci. De Simone si dice impegnato a recuperare, con il Movimento Democratico e Progressista “quelle forze che non votano più il par- tito democratico e che non si recano più ai seggi. Siamo impegnati a recuperare i delusi, quelli che si oppongono ad un sistema che è distante mille miglia dalle politiche, dai valori, dalla morale, dalla storia di chi come noi è erede del movimento operaio e socialista”. L’ex senatore della Repubblica intende riaffermare l’immagine di una sinistra, e possibilmente di un centro sinistra, che non è quello che i cittadini salernitani e campani avevano conosciuto nel corso di questi anni. Gli fa eco Federico Conte, co- ordinatore provinciale di Mdp che intende ricostruire un’identità di tradizione sociali- sta, di sinistra o centrosinistra “che va a riempire il vuoto lasciato dal partito democratico in particolare nella provincia di Salerno che rappresenta un partito senza dibattito, nelle mani di pochissime persone”.

Conte dice la sua anche sul sito di compostaggio che, in questi giorni, ha buttato l’amministrazione comunale di Battipaglia nell’occhio del ciclone. “In provincia di Sa- lerno si sta compiendo uno scempio ancora più grande: il potenziamento del sito di compostaggio di Battipaglia che renderà la zona industriale di Battipaglia ed Eboli la pattumiera di Salerno”, ha detto il coordinatore provinciale del Movimento, ricordando che il sito di compostaggio è la stessa area in cui c’è una fascia costiera abbandonata a se stessa, “stiamo parlando della stessa strada che porta a Paestum, il primo giacimento archeologico del sud Europa. Sono questi patrimoni che dovrebbero es- sere messi in un’epoca post industriale in cui l’entità del prodotto è un servizio a di

Paolucci conte
de simone

sposizione di una comunità”, ha concluso.

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