“Non c’è dichiarazione di inizio attività, subito la chiusura dello stabilimento”

Scritto da , 3 marzo 2017

di Brigida Vicinanza

“Abbiamo scoperto che quasi sicuramente i Pisano, in sede di presentazione Aia del 2012, non hanno presentato dichiarazione di inizio attività. Almeno al Comune di Salerno, facendo una ricerca sappiamo che non ne sono in possesso. La proprietà a quanto pare non l’ha mai mostrata. Sembrerebbe che la fonderia nasce abusivamente”. Un nuovo attacco del Comitato Salute e vita e del presidente Lorenzo Forte alla proprietà dell’opificio di via dei Greci a Fratte. Ieri, si è tenuto a Palazzo di Città infatti un confronto con i comitati e le associazioni di cittadini e residenti che da anni lottano per il diritto alla salute nella Valle dell’Irno. Una delegazione infatti ha incontrato il primo cittadini e alcuni assessori della Giunta comunale, chiedendo che l’immediata chiusura dello stabilimento e soprattutto un incontro con il presidente della Regione Campania De Luca e il suo vice Bonavitacola. Il tutto, mentre si attende oggi il tavolo proprio il sede regionale a cui parteciperanno gli enti preposti e i Pisano, quasi come ultima possibilità per presentare il sito definitivo per la delocalizzazione dell’impianto o almeno si spera che possa essere l’ultima tappa verso lo spostamento. “Bisogna puntare sui fattori tecnici e non su schieramenti politici – ha ribadito Forte – abbiamo sollevato il fatto che ci sono degli abusi edilizi da parte della proprietà. Chiediamo di verificare ciò che diciamo e di provvedere che quella fabbrica sia nella legalità. Ci troviamo di fronte a un imprenditore che non ha il senso della legalità”. Dal canto suo il primo cittadino Napoli, ha ribadito il suo interesse alla salute dei cittadini e l’obiettivo principale che è quello della delocalizzazione: “Per quanto riguarda l’amministrazione di Salerno – rimarca il primo cittadino – la nostra stella polare è la salute dei cittadini. Dire questo non significa, però, ignorare aspetti occupazionali che interessano centoquaranta famiglie oltre l’indotto. Il Comitato – sottolinea ancora il Sindaco – ha posto una questione di chiusura immediata. Io ho sostenuto che per quanto riguarda le competenze dell’amministrazione, noi svolgeremo un’azione intanto conoscitiva. Aspettiamo dopo l’incontro in Regione, per entrare nel merito delle questioni sollevate anche dal Comitato”. In merito alla richiesta di chiusura avanzata dal Comitato, il sindaco è convinto che: “Bisogna fare passi prudenti e producenti. Io ritengo che un atto di chiusura immediata avrebbe solo un impatto propagandistico che non produrrebbe effetti, in quanto sarebbe impugnato un minuto dopo. riteniamo che dobbiamo, invece, produrre atti che accompagnino i lavoratori in un loro futuro occupazionale e liberino la zona dalle Fonderie”.

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