Non bastano i quattro milioni, il Comune ora cerca sponsor

Scritto da , 12 ottobre 2016
Luci d'Artista

di Andrea Pellegrino

Non bastano i tre milioni di euro che arrivano direttamente dalla Regione Campania di Vincenzo De Luca e l’ulteriore milione di euro stanziato dal Comune di Salerno (ed in particolare dal figlio di Vincenzo De Luca) per le Luci d’Artista. Budget imitato a quanto pare, in considerazione dell’avvio delle procedure per cercare sponsor privati per la manifestazione “Luci d’Artista – XI edizione”. Dunque, oltre quattro milioni e più per le luci di Natale, c’è bisogno ancora di fondi per «realizzare una serie di iniziative, eventi e manifestazioni che valorizzino – si legge nel corpo della delibera di giunta – appieno, oltre le installazioni luminose, il patrimonio artistico e culturale della città di Salerno». In pratica Comune e Regione accenderanno le luci milionarie, quanto alla cultura e agli eventi di contorno dovranno intervenire i privati. La sponsorizzazione, infatti, si legge nell’atto giuntale servirà per: comunicazione istituzionale; eventi culturali; spettacoli culturali; eventi ricreativi ed altri eventi promozionali. Gli interessati dovranno rispondere ad un avviso pubblico già predisposto dagli uffici comunali. Poi alla fine si tireranno le somme e probabilmente sarà l’evento più costoso della storia. In tutto ciò, infatti, manca ancora il capodanno in piazza. Ed anche qui le cifre per l’organizzazione non sono proprio di poco conto. Sulle Luci d’Artista e sulla conseguente spesa è intervenuta Patrizia Spinelli, segretaria provinciale Feneal Uil, che cerca risposte in merito alle aziende salernitane e alle opere ancora non concluse, mentre l’amministrazione è proiettata soltanto all’evento. La segretaria Uil chiede infatti che venga prodotta una “road map” delle cose ancora possibili da realizzare, che non rimangono quindi per sempre un cantiere a cielo aperto: «Da qualche giorno si notano, per le strade di Salerno, operai intenti a montare le Luci d’Artista che già tra qualche settimana inizieranno a illuminare le serate e le notti cittadine in vista del Natale e poi proseguiranno a far bella mostra fin quasi alle porte della primavera. L’iniziativa illuminerà, però – sottolinea Patrizia Spinelli – una città che resta nel buio più pesto dal punto di vista dei livelli occupazionali non solo del comparto edile che deve fare i conti con il continuo restringimento delle possibilità di lavoro a causa di una crisi di settore che colpisce ormai anche le grandi aziende». «Si annunciano – continua Spinelli – interventi in provincia di Salerno per 1 miliardo di euro in base alla firma del Patto per la Campania tra Regione e Governo Renzi, ma, intanto, i cantieri non aprono, ed anche le opere in attesa da anni di essere ultimate sono desolatamente al palo. Né si avverte il bisogno di fare il punto della situazione con i rappresentanti dei lavoratori che vengono sistematicamente bypassati nella frenetica corsa ad apparire sui giornali e a fare passerella nelle tv locali da parte di politici ed amministratori». «Senza volere rinfocolare una polemica ormai ultradecennale – conclude Spinelli – è appena il caso di ricordare che l’edilizia è una filiera lunga ed articolata che non può essere abbandonata a se stessa. E’ indispensabile riprendere il dialogo nelle sedi istituzionali (a cominciare dal Comune e dalla Provincia di Salerno) per definire fin da subito una road map delle cose possibili, un elenco di priorità sulla base del quale provare a fare sintesi e, soprattutto, ad attivare percorsi concreti per arrivare all’attivazione di cantieri. Nelle prossime ore la Feneal Uil chiederà formalmente a Comune e Provincia di Salerno di convocare le organizzazioni sindacali di categoria dell’edilizia per avviare una ricognizione delle opere finanziate o iniziate e mai terminate che risultano inspiegabilmente ferme. Non è più possibile continuare ad assistere allo spettacolo di una città e di una provincia che non riescono a venire fuori da una crisi impietosa, nonostante miliardi di euro disponibili ma mai impiegati e realmente spesi».

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