Non basta la consulenza di Meluzzi: Antonina resta in carcere: “Sciopero della fame”

Scritto da , 5 dicembre 2015

Ora minaccia lo sciopero della fame. Nessuna revisione della misura cautelare. Antonina Marotta resta in carcare nonostante le sue preoccupanti condizioni di salute psicofisica rappresentato con estremo puntiglio e vigore due giorni fa all’avvocato Leopoldo Catena Quest’ultimo ha ripercorso le vicissitudini di una donna diventata già madre a quattordici anni in un contesto particolare e “costretta” a fare i salti mortali per dar da vivere ai propri figli. “Una situazione in cui lo stato non è mai intervenuto in maniera preventiva. Questa donna si è trovata ben presto a percorrere un binario che l’ha portata rapidamente ad un deravoklgliamento – ha sottolineato l’avvocato Catena durante l’arringa difensiva”. Il legale ha evidenziato come la donna si sia mostra pentita di quanto fatto in passato ed abbia manifestato la voglia di intraprendenre un nuovo percorso di vita. Elementi questi che non hanno convinto i giudici del Tribunale di Sorveglianza a modificare la misura di custodia cautelare. Il legale aveva chiesto un attenuazione con gli arresti domiciliari. L’avvocato Catena aveva presentato un corposo ricorso con allegata la consulenza del professore Alessandro Meluzzi, noto opinionista di Quarto Grado in onda su Rete 4, ele certificazioni pschiatriche dei medici del carcere. La donna, madre di tredici figli, di recente aveva subita il trauma della morte di uno dei figli, Fioravante Cerasulo, deceduto mentre rientrava dal concerto di Biagio Antonacci. Fatale lo scontro con un pullman in via San Vito Martire. Da quel momento la donna si è chiusa in se stessa e la situazione è peggiorata giorno per giorno. Poi l’ingresso in carcere ed il progressivo peggioramento. La donna ha perso oltre venti chili e sta attraversando un profondo stato depressivo accompagnato da attacchi di panico e da stati d’ansia. Ieri mattina il legale difensore ha reso noto il provvidimento alla donna che ha manifestato la volontà di interrompere qualsiasi cura ed assunzione di medicinali ed iniziare uno sciopero della fame se non sarà trasferita dalla casa circondariale di Fuorni dove la situazione è diventata insostenibile.

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