Nocerina, inchiesta sui pagamenti a nero ai calciatori

Scritto da , 11 febbraio 2014

Calciatori rossoneri pagati in nero o da società diverse da quella per le quali giocavano: gli inviati della procura della federazione gioco calcio a colloquio con gli inquirenti nocerini. Ieri mattina, tre inviti del procuratore Stefano Palazzi si sono presentati nell’ufficio del sostituto procuratore Roberto Lenza per acquisire informazioni e documentazione per una loro prossima e probabile indagine relativi ad illeciti sportivi a carico di tesserati della Nocerina Calcio. Oggetto delle richieste della procura federale è stata la documentazione relativa a una quarantina di calciatori che nel tempo si sono alternati nelle compagine molossa e che avrebbero avuto pagamenti in nero o da altre società con oggetto sociale che non avevano a che fare nulla con la Nocerina. Ci sarebbero casi in cui calciatori risultavano ricevere un compenso ufficiale di 700 euro ma in realtà intascavano molti più soldi.

L’indagine della procura federale segue quella della procura della repubblica di Nocera Inferiore che ha portato prima in carcere e poi ai domiciliari il patron della Nocerina, Giovanni Citarella e due suoi familiari e che aveva puntato l’attenzione su varie società riconducibili all’imprenditore e tra queste anche sulla Nocerina calcio.

L’inchiesta del pm Roberto Lenza della procura di Nocera Inferiore ha riguardato un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture false e al trasferimento fraudolento di valori (fittizia intestazione di beni). Citarella e gli altri due indagati sono contestate una lunga serie di reati tributari (infedele dichiarazione, omessa presentazione della dichiarazione, emissione ed utilizzo di fatture false), fittizia intestazione di beni e riciclaggio. Le complesse indagini partirono da una denuncia di smarrimento di cinque assegni bancari, per un totale di 55mila euro, emessi dalla società di calcio di Nocera presentata da Roberto Magliocco, calciatore tesserato con l’A.S.G. Nocerina S.r.l. nel secondo semestre 2008. Gli inquirenti sono così riusciti ad appurare che nei confronti del giovane calciatore erano stati corrisposti emolumenti in misura nettamente superiore a quanto stabilito nel contratto firmato con la  società sportiva che documentava uno stipendio di 700 euro al mese. Acclarata l’erogazione di anomali corrispettivi e l’utilizzo, da parte di Giovanni Citarella e del cognato Alfonso Faiella, di un prestanome per operare le relative movimentazioni, è così scattata un’indagine a tappeto.

I finanzieri setacciarono i conti correnti di un campione di calciatori scelto tra quelli più in vista nell’ambito della squadra, accertando che erano stati eseguiti versamenti di assegni bancari tratti da numerose società dislocate su buona parte del territorio nazionale, ma titolari di conti correnti accesi presso filiali di istituti di credito siti a Salerno e provincia, oltre che a Roma. Tali società nulla avevano a che vedere con il mondo del calcio. Dall’allargamento delle indagini venne a galla che Giovanni Citarella -già destinatario in passato di una misura di prevenzione definitiva– onde evitare future possibili aggressioni patrimoniali, intestò beni e quote societarie avvalendosi oltre di soggetti nullatenenti, alcuni dei quali reclutati addirittura tra clochard senza fissa dimora, spesso irreperibili, anche di familiari. Nel contempo, le società “affidate” ai prestanome rappresentavano il “veicolo” tramite il quale pagare in nero ingenti somme di denaro ai tesserati della Nocerina, effettuare “quale interposto soggetto economico” prestazioni di sponsorizzazione a favore di soggetti utilizzatori, da considerarsi relative, per buona parte, a operazioni inesistenti. Tutto ciò è stato possibile con la complicità di funzionari di banca. L’intero raggiro ha consentito la sottrazione di materia imponibile per milioni di euro. Contemporaneamente all’arresto dei tre indagati fu disposto il sequestro per equivalente ai fini tributari, corrispondente all’imposta evasa, pari a circa 34 milioni di euro.

L’interesse degli inviati di Palazzi pare fosse anche su Gaetano Auteri, ex allenatore della Nocerina. Gaetano Auteri avrebbe caricato la posta pay con gli assegni ricevuti da una società che nulla aveva a che fare con la squadra. Nel suo memoriale, Giovanni Citarella dichiarava che Auteri aveva stipulato un contratto di utilizzazione commerciale della propria immagine con la P.M.CO per 85.000 euro. L’allenatore avrebbe percepito assegni dalla Pavimentazioni sas di Serpe Lucia, dopo aver avuto pagamenti anche dalla PM.CO srl, altra società dell’orbita dei Citarella. Auteri più volte sarebbe andato presso una tabaccheria di Cava dei Tirreni chiedendo di ricaricare le postpay o altre carte di credito prepagate intestate a lui stesso o a suo figlio, dando in pagamento assegni bancari per 63.000 euro emessi dalla Pavimentazione Sas di Serpe Lucia.

Da indagini dei finanzieri è emerso che in altri casi il pagamento  avveniva con assegni bancari già compilati, tratti dalla P.M.CO. Srl nei confronti della titolare della tabaccheria con due assegni bancari da 6.000 euro ciascuno.

Consiglia