Nocerina, brividi per il Casimiro day

Scritto da , 22 Marzo 2015
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di Filippo Attianese

NOCERA INFERIORE. Una giornata per celebrare il ricordo, una giornata per sfoderare nuovamente i vessilli rossoneri. Si terrà oggi il Casimiro Day, una festa completamente dedicata al ricordo di Casimiro Iannone, tifoso rossonero prematuramente scomparso due anni fa. E lo si farà nel tempio dei molossi: per l’occasione, infatti, riaprirà i battenti lo Stadio San Francesco, chiuso da Dicembre, dalla gara tra Nocerina ed Eclanese. Le porte dello stadio cittadino apriranno già alle nove del mattino: a partire da quell’ora i tifosi dei gruppi organizzati cominceranno a piazzare i loro striscioni per preparare lo scenario di giornata; si prevede una grande affluenza di tifosi, un San Francesco che potrebbe addirittura riempirsi, a prescindere dalla pioggia che, seppur dovesse arrivare, non fermerà il programma. Alle dieci, infatti, comincerà la festa vera e propria; in campo si disputerà una sorta di triangolare con tre squadre composte dai componenti del Vecchio Blocco, gruppo di cui faceva parte Casimiro, dai rappresentanti dei gruppi organizzati del tifo rossonero e dall’Associazione Nocerini. A rinforzare le squadre, poi, ci saranno alcune vecchie glorie molosse, contattate dall’Associazione che ha organizzato l’evento: torneranno a calcare il prato del San Francesco calciatori come Fabris, Iezzo, Colletto, Cancellato, Vastola e Battaglia. La mattinata, comunque, non si chiuderà qui. Per i più piccoli, infatti, sarà allestita una zona gioco, con giostre gonfiabili ed altre sorprese; inoltre ci sarà un’esibizione musicale di gruppi locali ed un piccolo rinfresco per allietare il palato dei presenti. Insomma quella che andarà in scena al San Francesco sarà una vera e propria festa, una festa pensata per celebrare chi non c’è più ma anche per sentirsi nuovamente tutti uniti, almeno per un giorno, attorno ai colori rossoneri. Un’unione che ormai non si avverte più da tempo attorno alla causa rossonera, da quel derby dell’Arechi che ha segnato la storia dei molossi, incidendo una profondissima ferita nell’ambiente.

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