Nocera unita, Torquato tira le orecchie a Cuofano

Scritto da , 4 febbraio 2016

NCOERA.  «Due Nocera? In realtà è come se ce ne fosse già una sola»: il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato è sulla sponda opposta rispetto al primo cittadino di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano che aveva espresso la sua titubanza all’unione delle due città facendo pressing per trovare prima una propria identità e poi, eventualmente, fondersi. «Siamo favorevoli all’unificazione perché è la storia delle nostre comunità. Superiore ed Inferiore sono una finzione generata 150 anni fa da interessi di piccoli potentati locali, di poche famiglie potenti, ma che non ha portato, in 150 anni, alcun vantaggio – spiega Torquato -. Oggi è arrivato il momento di ricucire quella storia secolare, non per nostalgia, ma per necessità ed orizzonte. Ne beneficeremmo tutti, in ogni senso, saremo l’unica vera grande città dell’intera Campania a sud di Napoli ed oltre Salerno. Il resto sono chiacchiere». Sul rischio di fusione identitaria, Torquato precisa: «Le due città hanno un’unica identità: la parte di Nocera Superiore ha gli scavi archeologici della Nuceria più antica; a Nocera Inferiore insiste lo sviluppo storico successivo fino a fine ‘800. Attardarsi in divisioni fa solo il gioco di chi non vuole un Agro nocerino davvero forte – dichiara il sindaco Torquato che poi risponde alla proposta di Cuofano di una “città unica della Valle del Sarno” -. Parlare di città dell’Agro cioè di un territorio coeso da Scafati a Nocera Superiore è come dire di non voler far nulla di concretamente fattibile. Significa rinunciare volutamente e non so per quale ragione, all’unico orizzonte possibile della grande Nocera. Identità, ma perché, davvero dite? E poi scusate, cosa c’entra Nocera Superiore con Cava? O con Pompei e Scafati?». Il primo cittadino Torquato, piuttosto pensa ad indire un referendum popolare. «Da uno studio accademico condotto dal dottor Luca Denis Nota, sembra che le nostre popolazioni siano favorevoli. Decidano loro». Per Torquato, non ci sono motivi per non mettere in campo questa unione ma solo buone ragioni per la fusione: «Dalla pianificazione territoriale (a proposito di Puc non ci si può accusare di essere partiti con qualche anno di vantaggio rispetto a Nocera Superiore, mentre Cuofano sa bene che poco tempo fa gli proposi di avvalersi degli stessi esperti ingaggiati dal nostro Comune, il professor Dal Piaz, per dare una visione unitaria alle due pianificazioni, ma non lo ha fatto) agli investimenti, alla possibilità di mettere insieme energie di sviluppo. Avevo persino proposto la possibilità di svolgere alcuni servizi in comune, ma l’attuale Amministrazione preferisce guardare a Cava che, per inciso, con la Città dell’Agro, di cui pure parla, neppure c’entra» spiega Torquato. Proprio sulla città unica della Valle del Sarno, il primo cittadino di Nocera Inferiore dichiara: «La Città dell’Agro è una di quelle chiacchiere che siamo costretti a portarci addosso quando vogliamo gettare la palla in tribuna e non provare a fare le cose fattibili. Già sul Piano di Zona scontiamo difficoltà enormi tenendo insieme tutti e 12 i Comuni, figurarsi una città da Scafati a Nocera Superiore o Cava”.

Valeria Cozzolino

L’asse turistico:Cuofano favorevole. I dubbi di Torquato

CAVA/NOCERA. In che modo le due Nocera potrebbero sfruttare la vicinanza a Cava ed alla Costiera per creare occasioni commerciali e turistiche importanti? Una domanda a cui il sindaco di Nocera Superiore Cuofano risponde creando accordi ed aggregazioni con la città metelliana. Per Torquato, invece: «La Costiera è storia a sé. Cava, tolta la Badia, una volta era meta turistica per i nocerini, ora neppure più quello, si va direttamente a Salerno. Nocera attrae ormai tutti i principali servizi che riguardano anche Cava: dal Tribunale, alle strutture sanitarie, oltre ad essere il principale centro produttivo industriale dell’intera zona Nord della provincia. Quanto alla movida ormai a Nocera siamo forti anche lì, e lo abbiamo dimostrato con migliaia di visitatori sia per il Natale sia per la continua apertura di locali. Non c’è più solo Cava. Oltre le monumentalità visibili e pienamente inseribili in un vero circuito culturale come il Castello del Parco. Da Cava si scende verso Nocera, non solo geograficamente. Ecco mi spiacerebbe se dalla opportunità di una unica grande Nocera si dovesse arrivare, per ragioni poco comprensibili, ad una divisione che non fa bene alle nostre popolazioni. Ogni tanto dovremmo guardare oltre noi stessi, e pensare alla storia che abbiamo davanti e alla possibilità di scriverla». vc

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