Nocera riunificata: molti i vantaggi, pochi gli svantaggi

Scritto da , 25 marzo 2016
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NOCERA. Quali i vantaggi della fusione tra i due comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore?
Da mesi si rincorrono diverse voci e per fare il punto della situazione sul tema del momento in discussione nelle due città nocerine interviene il commercialista Salvatore Barba (nella foto) che da due anni sta studiando i vari aspetti economici del processo di fusione e i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi, questi ultimi di minore entità e di breve periodo. «La fusione tra i due Comuni potrebbe avere plurimi effetti positivi, soprattutto in un’ottica di medio lungo periodo» afferma Barba.
Quali sono questi effetti positivi?
«Beh, il significativo incremento delle opportunità di beneficiare di finanziamenti regionali e/o di origine comunitaria destinati alle città medie della Regione Campania (città con numero di abitanti superiore a 50.000 unità). Nel recente passato con i POR – FSR 2007/2013 diverse citta medie hanno potuto beneficiare di significativi finanziamenti destinati al ripristino delle aree dismesse urbane, alla creazione di strumenti di viabilità alternativa ed al generale miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio (in media, visto il numero di abitanti si potrebbe aggirare attorno ai 60-70 milioni di euro, ndr)».
Si parla anche di risparmi…
«Si, di tipo amministrativo, derivanti dalla riduzione dei costi generali della politica, come l’accorpamento degli assessorati, degli organismi di revisione unici, e tanti altri, e di tipo gestionale derivanti dall’accorpamento di funzioni ora duplicate con conseguente ottimizzazione dei processi decisionali e possibili effetti in termini di migliori scelte di approvvigionamento dei servizi resi nell’interesse della collettività (economie di scala significative sull’approvvigionamento di fonti energetiche, smaltimento rifiuti ed altro)».
Quali i possibili benefici per i cittadini, oltre quelli di risparmi?
«Quelli nascenti dal decentramento di alcuni dei servizi offerti dai comuni evitando il congestionamento di aree urbane centrali nelle quali attualmente vengono concentrati tutti gli uffici; lo sfruttamento di una maggiore superficie vivibile con ciò volendo intendere che i cittadini potrebbero beneficiare di aree specifiche della nuova città completamente riprogettate e destinate alle attività culturali/ ricreative, commerciali, istituzionali, e, nel lungo periodo, la possibile riduzione dell’imposizione fiscale locale derivante dalle ottimizzazioni di cui ho detto prima e dal contestuale ampliamento generale del numero di contribuenti».
Ci sono degli svantaggi?
«Nel breve periodo devono considerarsi ovvi problemi di riconversione e ristrutturazione amministrativa delle strutture ora esistenti che dovrebbero orientarsi ad un nuovo modello organizzativo (quello appunto post – fusione). Ci sarebbe, poi, il riallineamento delle aliquote fiscali derivanti dal possibile diverso grado di indebitamento che i due soggetti ante – fusione hanno (sembra che tuttavia questo problema sia in fase di risoluzione considerato che il Comune di Nocera Inferiore sta registrando sensibili riduzioni di indebitamento)»

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