Nocera Inf e Sup./Angri. La burrasca nelle parrocchie

Scritto da , 6 ottobre 2015
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don Roberto Farruggio

don Roberto Farruggio

Don Mimmo Cinque

Don Mimmo Cinque

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NOCERA. «Incongruenze oggettive dal punto di vista amministrativo». Con questa motivazione, il vescovo della diocesi Nocera Inferiore-Sarno, Giuseppe Giudice, ha bloccato il trasferimento di don Mimmo Cinque dalla parrocchia del Vescovado a Nocera Inferiore a quella di Maria Santissima di Costantinopoli a Pecorari di Nocera Superiore e di don Roberto Farruggio da quest’ultima alla chiesa di Santa Maria del Presepe a Nocera Inferiore. Proprio la chiesa di Santa Monica (come i nocerini continuano a chiamare Santa Maria del Presepe) rischia di rimanere senza parroco, non essendo stato revocato, come per tantissimi altri sacerdoti, il trasferimento di don Ciro Galisi a Santa Maria delle Grazie ad Angri.

Insomma, almeno per il momento, monsignor Giudice non fa quadrare i conti dei trasferimenti di parroci, lasciando scoperto la casella della principale parrocchia di Nocera Inferiore. E a propositi di far quadrare i conti, il vescovo ha anche citato gli articoli del codice canonico in base ai quali è tornato sulla sua decisione, come non erano riuscita a fare le proteste delle varie comunità, dove erano state trasferiti i parroci, decine nell’arco di due anni.

Scrive monsignor Giudice: «Tra l’annuncio dato il 27 luglio ultimo scorso  e l’entrata in vigore delle nomine, il Vescovo ha incontrato i sacerdoti e approfondito alcuni aspetti legati alle comunità e alla loro gestione. S.E. Rev.ma Monsignor Giuseppe Giudice, per il bene dei singoli e delle comunità, chiamato a salvaguardare la salus animarum, ha deciso di sospendere le nomine annunciate dopo aver riscontrato alcune incongruenze oggettive dal punto di vista amministrativo (cfr. canoni 1283-1284)».

Gli articoli “violati”

I due canoni si riferiscono ad obblighi che riguardano i patrimoni. Il 1283 si riferisce alla garanzia che il sacerdote, in questo caso, deve prestare con giuramento al vescovo di svolgere onestamente e fedelmente le funzioni amministrative; di redigere inventari dei beni immobili, dei beni mobili sia preziosi sia comunque riguardanti i beni culturali, e delle altre cose, con la loro descrizione e la stima, e sia rivisto dopo la redazione; e di annotare le variazioni patrimoniali su entrambe le copie dell’inventario (una conservata nell’archivio locale e uno in curia. Il canone 1284  attiene all’obbligo di tutti gli gli amministratori sono tenuti ad attendere alle loro funzioni con la diligenza di un buon padre di famiglia, vigilando sui i beni affidati, curando che sia messa al sicuro la proprietà dei beni ecclesiastici in modi validi civilmente e secondo le disposizioni canoniche e civili o quelle imposte dal fondatore o dal donatore o dalla legittima autorità e badare soprattutto che dall’inosservanza delle leggi civili non derivi danno alla Chiesa; esigendo i redditi dei beni e i proventi, pagando nel tempo stabilito gli interessi dovuti a causa di un mutuo o d’ipoteca curando opportunamente la restituzione dello stesso capitale; impiegando il denaro eccedente le spese e che possa essere collocato utilmente, per le finalità della Chiesa o dell’istituto; tenendo in ordine i libri delle entrate e delle uscite; redigendo il rendiconto amministrativo al termine di ogni anno; catalogando adeguatamente documenti e strumenti, sui quali si fondano i diritti della Chiesa o dell’istituto circa i beni, redigendo ogni anno il preventivo delle entrate e delle uscite.

Insomma le incongruenze oggettive riguarderebbero alcuni di questi aspetti legati ai patrimoni.

Le voci

Tante le voci che girano, ma sembra che i problemi sarebbero sorti per la parrocchia di Pecorari a Nocera Superiore, nota al grande pubblico per la grande festa in onore di San Pasquale che si fa ogni anno e per il concorso internazionale dei madonnari, e per i lavori in cattedrale e a Montalbino.

Il richiamo

Che la situazioni meriti attenzione e non solo lo si percepisce non solo per la decisione del presule, mai adottata prima, ma anche dal tenore di un’altra farse del comunicato del pastore diocesano: «Mentre rinnovo l’attenzione verso i presbiteri – ha scritto il Vescovo nella lettera indirizzata ai due sacerdoti –, invito a vivere questo momento sempre nella fede, nella discrezione e nella disponibilità alle direttive della Chiesa». Un invito alla discrezione e una disponibilità alle direttive della chiesa cha può alimentare dubbi.

Monsignor Domenico Cinque e Don Roberto Farruggio continueranno, dunque, il lavoro pastorale nelle parrocchie dove attualmente svolgono il loro ministero, come ha ricordato la stessa curia. Ma per Santa Maria del Presepe che si deciderà. Certamente non si può lasciare una parrocchia senza guida, soprattutto del “peso” di quella di Santa Monica. A questo punto, la soluzione ideale sarebbe quella di far rimanere don Ciro Galisi al suo posto fino a quando non saranno chiarite le cose.

Intanto, sembra che la vicenda al centro del blocco dei trasferimenti sia diventata di interesse del Vaticano.

 

Galisi-CiroLe conseguenze

NOCERA INFERIORE/ANGRI. Ed adesso chi sarà in nuovo parroco di Santa Maria del Presepe? Dopo il trasferimento di don Ciro Galisi a Santa Maria delle Grazie ad Angri, nell’ambito del turn over dei parroci, nella parrocchia considerata di maggior “peso” a Nocera Inferiore doveva arrivare don Roberto Farruggio. Vista la decisione del vescovo di lasciare don Roberto nella sua parrocchia di Maria Santissima di Costantinopoli a Nocera Superiore in attesa di chiarimenti sulla gestione della parrocchia, la casella della chiesa nel centro di Nocera Inferiore rimane vuota.

Pare che il vescovo stia esaminando diverse soluzioni, quella di lasciare per ora don Ciro al suo posto o di trovare un sacerdote che accetti di rimanere a capo della comunità di quella che i nocerini chiamano Santa Monica per un periodo limitato di tempo, una sorta di amministratore parrocchiale ed è un impresa non facile per le molteplici attività gestite dalla parrocchia. Una soluzione da trovare in pochi giorni, visto che il 14 ottobre don Ciro prende possesso di Santa Maria delle Grazie ad Angri.

Ovviamente, anche l’importante comunità parrocchiale angrese dove vive in “pensione” il vescovo emerito monsignor Gioacchino Illiano e ultima sede del poi nominato vescovo don Franco Alfano, attende chi sarà il suo nuovo parroco.

A monsignor Giudice il compito di districare la matassa.

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