Nocera I. Tutto sull’operazione che ha portato agli arresti i fratelli Marrazzo, Claudio Trimarco e Adelchi Quaranta

Scritto da , 26 Settembre 2015
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Giuseppe Marrazzo

Giuseppe Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Claudio Trimarco

Claudio Trimarco

Adelchi Quaranta

Adelchi Quaranta

 

 

Tre articoli e foto da Le Cronache oggi in edicola

 

NOCERA INFERIORE. Droga, armi e munizioni: arrestati tre nocerini e un pontecagnanese. Ai domiciliari sono finiti i fratelli Marrazzo, il 23enne Alessandro e il 30enne Giuseppe, il 27enne Claudio Trimarco, tutti di Nocera Inferiore e il 29enne Adelchi Quaranta originario di Pontecagnano ma residente a Montecorvino Pugliano.

Indagati anche il 32enne Antonio Marrazzo (fratello di Alessandro e Giuseppe) e il 24enne Luciano Solferino Tiano, entrambi di Nocera Inferiore di Nocera Inferiore: per questi ultimi, però, il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che non sussistessero i gravi indizi di colpevolezza.

I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un’indagine avviata nel marzo 2014 dalla Sezione operativa del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del maggiore Enrico Calandro, e conclusasi alla fine dello stesso anno. Un’inchiesta che avrebbe portato all’individuazione di diversi soggetti, dediti a vario titolo allo spaccio di cocaina a Nocera Inferiore. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità, a vario titolo, degli indagati in ordine a numerosi episodi di spaccio di cocaina nel suddetto comune; alla detenzione illegale di una pistola calibro 9, con relativo munizionamento, utilizzata per il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Giuseppe Marrazzo (noto perché aveva intrapreso la carriera come cantante neomelodico con il nome d’arte Pino Ferrucci), avvenuto a Nocera Inferiore il nove marzo 2014. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 30 grammi di cocaina e decine di munizioni di vario calibro.

Le indagini sono partite dal tentato omicidio di Cesarano, avvenuto in Napoli, sotto casa dei Marrazzo.

Nelle ore successive, raccolta una voce da una fonte confidenziale su una presunta attività di spaccio da parte di Alessandro Marrazzo, i carabinieri fecero una perquisizione in un box in uso alla famiglia. Nel box i carabinieri trovarono 15 grammi di cocaina e 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto.  Un parente dei tre disse che nutriva da tempo sospetti sull’attività fatte in quel locale dai te fratelli Marrazzo, perché c’era un andirivieni di persone fino a tarda sera.

Da questo sequestro si è poi allargata l’indagine grazie anche all’uso delle intercettazioni telefoniche.

 

LE ACCUSE

NOCERA INFERIORE/PONTECAGNANO. I tre fratelli Marrazzo sono sott’inchiesta per la detenzione di 15 grammi di cocaina, la detenzione di 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto, fatti del 13 marzo dello scorso anno. Questa partita di droga, secondo gli inquirenti, sarebbe stata ceduta da Solferino Tiano.

Alessandro Marrazzo è indagato per detenzione e cessioni di cocaina dall’11 aprile 2014.

Giuseppe e Alessandro Marrazzo e Trimarco avrebbero detenuto cocaina. Trimarco avrebbe anche ceduto due dosi di coca ad un assuntore a Nocera Superiore ed altra quantità della stessa sostanza a consumatori di Nocera Inferiore.

Adelchi Quaranta avrebbe ceduto a Giuseppe Marrazzo una pistola calibro 9X21, un’altra arma a Antonio Marrazzo al costo di mille euro (per questa accusa il gip ha ritenuto non sussistere i gravi indizi di colpevolezza),  e avrebbe ceduto 10 grammi di cocaina ad Alessandro Marrazzo, al costo di 700 euro.

La pistola ceduta a Giuseppe Marrazzo sarebbe stata quella utilizzata da questi per il tentato omicidio di Pietro Cesarano.

Il gip Paolo Valiante ha ritenuto non sussistere i gravi indizi per Antonio Marrazzo e Solferino Tiano.

 

Il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Pino Ferrucci, al secolo Giuseppe Marrazzo

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Alfonso Serra

Nocera Inferiore. I fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono nomi noti alle cronache. Giuseppe non solo per le sue performance di cantante neomelodico con il nome d’arte di “Pino Ferrucci” ma soprattutto per essere stato condannato in due gradi di giudizio (sentenza ancora non definitiva) per il tentato omicidio di Pietro Cesarano, in primo grado a 10 anni di reclusione, pena ridotta in appello a sei anni e otto mesi e la concessione del beneficio degli arresti domiciliari.

Ferrucci o Giuseppe Marrazzo, che dir si voglia, era stato accusato del tentato omicidio di Cesarano e di ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola calibro 9X21, una Taurus modello 92Fs, di proprietà di un salernitano che, si scopre oggi, gli sarebbe stata data da Adelchi Quaranta.

Motivo della lite alla base del tentato omicidio sarebbe stata una situazione economica sospesa tra i due.

La mattina di domenica nove marzo 2014, in via Napoli, dove abita Ferrucci-Marrazzo, per oltre due ore il suo citofono continuò a suonare. A citofonare era Cesarano, noto anch’egli alle cronache. Dopo una prima lite, il “disturbatore” sarebbe tornato a casa del cantate e avrebbe cominciato di nuovo a citofonare. A questo punto, Marrazzo si affacciò dal balcone di casa e esplose cinque colpi di pistola contro il conoscente, fortunatamente senza colpirlo.

Sul posto intervennero i carabinieri che hanno ricostruito la vicenda e, nel corso di una perquisizione, fu trovata la pistola, una calibro 9X21.

Giuseppe Marrazzo è anche stato uno degli indagati per l’omicidio di Guido Garzillo, detto lo “showman”, avvenuto la sera del 12 ottobre 2013, in via D’Alessandro a Nocera Inferiore, anche se per la sera dell’assassinio, Ferrucci avrebbe un alibi: si sarebbe trovato in una festa in un locale pubblico ad Angri, e c’è chi lo testimonia. A Giuseppe Marrazzo gli inquirenti arrivarono anche perché abita a meno di un chilometro metri di distanza dalla casa di Garzillo, e il killer era arrivato ed era andato via a piedi. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, i carabinieri, infatti, perquisirono varie abitazioni di Cicalesi, il quartiere periferico nocerino dove abitano i Marrazzo e i Garzillo, e da casa Marrazzo sarebbe stata gettata da una finestra una pistola giocattolo modificata che può sparare proiettili di vario calibro, e 5 colpi nel serbatoio. Per il solo possesso e la ricettazione di questa arma giocattolo, a gennaio dello scorso anno, fu condannato in primo grado a due anni e cinque mesi di reclusione il trentatreenne operaio Antonio Marrazzo, fratello di Giuseppe.

I due fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono stati anche rinviati a giudizio, lo scorso anno, perché avrebbero rapinato lo zio che tornava dalla Svizzera. Il 19 agosto del 2012, lo zio dei Marrazzo era tornato a Sarno dalla Svizzera. Sceso dal pullman, ad attendere il 48enne zio c’erano i nipoti nocerini che si sarebbero presentati con un bastone con il quale lo avrebbero picchiato, procurandogli lesioni per 40 giorni. I due fratelli si sarebbero appropriati del portafogli dello zio, contenente pare 900 euro in contanti oltre a documenti vari, di un telefonino cellulare e di una valigia.

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