Nocera I. Paga 30 centesimi in più del prezzo imposto per ogni biglietto ferroviario

Scritto da , 24 Agosto 2015
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NOCERA INFERIORE. Arrivare a “farsi lo sgobbo” o a prendere il pizzo sul biglietto del treno proprio non era immaginabile. Eppure è accaduto, visto che nelle due Nocera, città che assieme contano oltre 75mila abitanti, ad agosto 2015, non è possibile acquistare un biglietto per prendere il treno. Biglietterie chiuse. Rivendite esterne altrettanto e qualcuno, in puro stile delinquente, ha trovato il suo utile: il sovrapprezzo sul ticket. E così, in omaggio al ricatto silenzioso «o paghi 30 centesimi di più o prendi la multa sul treno», un papà nocerino è stato costretto a sottostare alla tangente pur di essere in regola ed acquistare due biglietti a prezzo maggiorato, per un totale di 60 centesimi, da un rivenditore esterno.
Tutto è partito da un desidero, quello di un figlio, di poter fare in una domenica d’agosto il suo primo viaggio in treno. Ed un papà, rispetto ad una richiesta così “semplice” non può che dire si. Invece, quello che agli occhi di tutti può sembrare un semplice viaggetto in treno fuori porta, si è rivelato molto più complicato di quanto previsto. “Il programma – spiega il papà – era presto e fatto. Partiamo da Nocera Superiore ed in 20 minuti siamo a Salerno. Vado alla stazione per comprare due biglietti e sco che non solo non esiste biglietteria, ma che nemmeno c’è traccia di una distributrice automatica. Esco ed entro nell’edicola lì di fronte, ma non li vendeva”. Il papà nocerino non si arrende. Prova ai bar del circondario, ma nulla. Si sposta di 400 metri dalla stazione, ma anche qui nulla. “Però – continua – mi danno utili informazioni. A cavallo delle ferie, le Ferrovie non hanno fatto recapitare i biglietti per cui niente”. A questo punto il giovane papà si reca nella vicina Nocera Inferiore. Stazione più grande, più servizi. Ed invece.. Biglietteria chiusa e distributrice automatica senza carta caricata. “Quando ho scoperto che Bar ed edicola della Stazione erano chiusi ho deciso evidentemente di desistere. Mentre riflettevo sul fatto che le due città coprono un bacino di utenza di quasi cinquantamila abitanti e che non esiste di fatto un servizio biglietteria per gli utenti, arriva da un anziano signore la soluzione”. Al papà viene data una indicazione molto utile. C’è un posto, forse non autorizzato alla vendita dei biglietti delle ferrovie dello Stato, che può aiutarlo.
Parola d’ordine: mi manda il signore con il giornale? Il papà, non senza qualche imbarazzo acquista i due biglietti, con un sovrapprezzo di 60 centesimi. “Certo ho fatto contento il mio bambino – ci dice – ma rifletto su tutta questa storia. L’Italia, mi disse un vecchio amico, non è molto diversa da quella del dopoguerra certo, ma scoprire di dover ricorrere al mercato nero per prendere un treno mi sembra troppo”.                  Lucia Trotta

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