Nocera. Decesso di Paolo Fabbricatore, medico nei guai. Poteva salvarsi

Scritto da , 27 Agosto 2015
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DA LE CRONACHE IN EDICOLA
NOCERA INFERIORE. Decesso di Paolo Fabbricatore: dall’esame autoptico emergerebbe la responsabilità di un medico che non avrebbe precocemente diagnosticato quanto accaduto al paziente e, non si esclude, che avrebbe potuto aver avuto salva la vita, in caso di tempestivo e corretto intervento.
Depositata nelle scorse ore la consulenza medico legale del medico Giovanni Zotti, incaricato dal sostituto procuratore Roberto Lenza di eseguire l’esame autoptico sul cadavere del 52enne ambientalista nocerino, morto lo scorso aprile. Lunghe e laboriose le indagini medico-legali dalla quale emergerebbe la responsabilità di un sanitario, in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I”. Durante le prime attività investigative erano stati notificati quattro avvisi di garanzia per i medici dell’ospedale “Umberto I”.
L’ipotesi di omicidio colposo è a carico a tutti i sanitari che hanno avuto in cura la persona deceduta per accertare la sussistenza di eventuali ritardi o omissioni o errori nelle cure mediche somministrate al paziente.
Paolo, 52enne in perfetta forma fisica, abituato a scalare montagne anche di elevata difficoltà, salutista e sportivo, è deceduto per un ictus, dopo diversi giorni di ricovero ospedaliero.
Una morte inaspettata per chiunque lo conoscesse e difficilmente credibile viste le perfette condizioni fisiche dell’uomo.
Paolo, durante una salute di yoga, si era sentito male ed era stato soccorso in ospedale a Nocera inferiore, ma il medico del pronto soccorso lo aveva rimandato a casa, nonostante non avesse l’uso della parola e senza effettuare, almeno a quanto risulterebbe dalle prime indagini, esami neurologici o una consulenza di un neurologo.
Paolo fu accompagnato dopo alcune ore in ospedale dove rimase per giorni in coma prima della morte.
Non si esclude che se fosse stata fatta una diagnosi precoce e fosse stato somministrata la giusta cura, Paolo non sarebbe morte.
Saranno ora le ulteriori indagini della procura a chiarire se sia stato fatto tutto il possibile per salvare la vita dell’ambientalista.
L’anima dell’associazione “Montagna Amica”, era punto di riferimento morale per tanti nocerini. Un volontario dalla grande passione civile: tra le tante battaglie va ricordata quella per l’acquisto di una jolette, una particolare sedia che consentiva di far partecipare i disabili nelle escursioni montane. Era sempre disponibile ad aiutare gli altri, convintamente e con discrezione. Un ambientalista vero e non di facciata e soprattutto non geloso e presuntuoso, tanto da coinvolgere anche altre associazioni nelle sue iniziative.

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