“No al clima poliziesco”, facci a faccia Medici-commissario Cantone

Scritto da , 7 maggio 2016

”Alcuni medici sostengono che al ‘Ruggi’ si respira un clima poliziesco. Io non la vedo così: sostengo che ci sia tensione, questo sì. Abbiamo invitato il commissario straordinario Nicola Cantone, che è persone stimabile e stimata dall’Ordine, per sottolineare che nessuno vuol fare guerra ad alcuno”. Parole, quelle del presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, Bruno Ravera, che cercano di stemperare quel clima teso, per usare un eufemismo, creatosi ultimamente tra camici bianchi e gestione commissariale . Così, ieri pomeriggio, il manager ha varcato i locali della sede di via Santissimi Martiri per prendere parte alla riunione che aveva, all’ordine del giorno, il ‘caso Ruggi’. Dove i medici sono finiti sotto osservazione per numerose vicende giudiziarie: presunte mazzette, revoche e sospensioni per presunti errori e/o negligenze nel seguire percorsi ospedalieri interni. Come dire, una sorta di ‘attacco alla casta’. “Non è così, spiega Ravera. Innanzitutto noi abbiamo espresso un rispettoso dissenso che non era contro la persona ma per la scelta eseguita”, dice riferendosi alla nomina di Alfredo Greco, ex procuratore capo di Vallo della Lucania, a presidente della commissione per il monitoraggio delle liste d’attesa. “O Cantone non si fida dei suoi collaboratori o ritiene la situazione così disastrata da chiedere aiuto a un magistrato” e aggiunge: “L’Ordine non è un sindacato. Non si tratta di ‘casta’ perchè siamo i primi a condannare se un collega sbaglia ma dobbiamo anche distinguere tra errore e colpa”. Eppure, l’invito sembra quasi una ‘tiratina d’orecchie’ a chi si è permesso di revocare un direttore d’Unità (Cirillo, primario ff di Anestesia e Rianimazione). “L’ospedale è patrimonio di tutti e si cresce insieme, dialogando. Convincendoci reciprocamente della buona fede: noi non attribuiamo al commissario di voler fare chissà che cosa e lui non deve pensare che noi vogliamo fargli la guerra. Perchè noi non vogliamo fargli la guerra”, conclude Ravera. Cantone, giunto con il sub commissario amministrativo Oreste Florenzano e con il sub sanitario Vincenzo Raiola, ha chiosato: “Non mi sento nella fossa dei leoni, c’è apertura istituzionale reciproca”, esordisce diplomaticamente sapendo che la revoca di un medico forse non è stata molto gradita: “Non sono stato convocato ma gentilmente invitato: invito che ho accolto con piacere. E non credo ci sarà il focus su Cirillo perchè tale provvedimento è legato ad un atto gestionale”. E sul clima poliziesco dice: “Non è clima creato da me ma dalla magistratura che sta indagando. La procura e l’azienda tengono alta l’attenzione”. Come si esce da questa situazione?: “Il dialogo c’è, secondo me. Sono sempre presente, giro per i reparti e parlo con i medici”. Prove di dialogo, almeno sembra. Anche se l’impressione è quella di aver toccato ‘privilegi e posizioni’ che hanno fatto sussultare. Ravera non parla di ‘casta’ ma esiste. A torto o ragione ha talvolta goduto di privilegi difficili a morire e ritenuti ‘intoccabili’ .

(CoRo).

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