Nino Marotta (Ncd): “Da Aliberti sciocchezze giuridiche”

Scritto da , 4 luglio 2015
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di Antonio Marotta ° Mi vedo costretto, in totale contrasto con il mio carattere e con il mio modo di fare politica e di intenderla, a prendere posizione rispetto ad una polemica che da qualche giorno un signore sta alimentando su giornali e televisioni locali. Ribadisco, ancora in premessa, il forte rammarico per non dire dispiacere nell’essere trascinato in simile situazione. Nella giornata di ieri, mi hanno consegnato la registrazione di una intervista rivolta al sig. Pasquale Aliberti, andata in onda su Lira Tv, in seguito alla cui visione non ho potuto non decidere di rassegnare qualche riflessione. Ed allora: in ordine sparso. Ho assistito ad una buona ventina di minuti di vere e proprie sciocchezze giuridiche riferite dal Sig. Aliberti in riferimento alla legge Severino; sul punto sia consentito dolermi del fatto che se una persona riferisce più volte di non essere un giurista, di non essere un avvocato di non essere uno studioso del diritto, non si comprende a che titolo continui a pretendere di dire la sua sul tema specifico. Uno dei problemi di Forza Italia è che continuano a parlare in tv persone che non conoscono il problema, figurarsi la soluzione. E’ giusto che Aliberti sappia, allora, che se vi fosse stata anche una sola possibilità per veder rigettato il ricorso di De Luca proposto in via d’urgenza, questa avrebbe presupposto la sospensione di quest’ultimo dopo la nomina della giunta e non prima: sul punto Renzi non è stupido e lo ha sospeso prima per responsabilizzare i magistrati. Per cui le varie diffide a sospendere, i vari ricorsi proposti anche col favore di Forza Italia, strategicamente parlando, non hanno aiutato e non aiutano, anzi. Ma non pretendo che Aliberti arrivi a comprendere ciò anche perché ritengo che riflessioni sui massimi sistemi non siano appannaggio del Sindaco. In secondo luogo ho assistito ad una serie di improperie nei confronti di Renzi ossessivamente definito “professore”, arrogante, onnipotente, tuttologo, eppure il soggetto che parlava sembrava incarnare le stesse caratteristiche: presunzione, arroganza, mancanza di rispetto e mi sia consentito, pura, stupida e volgare ironia. A tacere dell’analisi di Aliberti che indica Renzi quale responsabile della candidatura di De Luca senza sapere che il Presidente del Consiglio non controlla il partito in Campania e che De Luca è stato troppo forte anche per lo stesso Renzi che in altre circostanze non ha avuto problemi a bloccare candidature. Quindi l’esatto contrario di quanto osserva Aliberti. Voglio solo evidenziare che per la mia cultura ed il mio modo di essere, ognuno è libero di esprimere la propria opinione e le proprie critiche anche e soprattutto sul mio operato e sulle mie scelte, ma deve farlo con rispetto, autorevolezza ed educazione. Tutte caratteristiche che credo manchino al sindaco. Quest’ultimo, poi, lamenta di non aver avuto tempestiva conoscenza della mia scelta e la mia partecipazione alla riunione in segreteria provinciale. Voglio tranquillizzarlo rappresentando che chi doveva sapere sapeva e se lui non è nella condizione di essere informato la colpa non è di certo mia ma del ruolo che si è ritagliato nel partito. O forse, cosa peggiore, ignora che prima dell’ultima riunione giammai sono stato convocato o avvisato. Riferisce ancora, di non avermi mai visto prima nè tantomeno di essere presente sul territorio laddove, come anche le pietre sanno, basta venire nella mia segreteria dal giovedi pomeriggio dove, col permesso di Aliberti, ricevo tutti ed anche suoi concittadini per tentare di risolvere qualche problema . Non è mio stile fare il grillo parlante su televisione e giornali. Mi chiedo, al contrario, dove era lui allorquando ebbi l’ardire di candidarmi a sindaco di Salerno contro De Luca ed Andria, i due giganti della politica locale. Ricordo allora, Enzo Fasano, Mara Carfagna, Gigi Casciello e tanti altri amici ma lui no, lui non lo ricordo, forse non faceva ancora politica. Sono 15 anni che mi occupo di politica sul territorio ma siccome prima lui non c’era le battaglie che mi hanno portato a rivestire diversi ruoli non le può ricordare. E se non ha mai ritenuto di doversi raccordare, come amministratore locale, con lo scrivente parlamentare, magari per sentirlo più vicino, la colpa continua ad essere sua e non mia. Ma forse Aliberti non cerca confronto e supporto perchè da come si esprime e gesticola in TV si comprende che cerca ben altro. Non ha mai sentito esigenza di confrontarsi con me ed ora se la prende così tanto se lascio il partito pur restando nel centrodestra. Eccolo allora il rispetto. Quel rispetto per chi qualche ruolo ha pure ricoperto nella proprio percorso politico. E se Aliberti pensa che la mia candidatura ultima nel napoletano serviva a fare voti allora lasci la politica perchè non ha capito nulla e negli amministratori l’ingenuità è una colpa. Ricordo, ancora, che la mia candidatura fu voluta direttamente da Berlusconi ( con il quale continuo ad avere un rapporto eccellente non so se Aliberti lo abbia) per il ruolo certamente tecnico che il sottoscritto poteva ricoprire a fronte dell’esperienza maturata dapprima al Consiglio Superiore della Magistratura, alla direzione generale del Ministero della Giustizia e di poi alla vice presidenza del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (ruolo che forse Aliberti non sa essere stato ricoperto prima dall’attuale presidente della Repubblica) anche perché, per chi non la sappia, in parlamento si fanno le leggi. Chiudo quindi col dire che se negli ultimi tempi Aliberti non mi ha visto (in segreteria provinciale o non so dove avrebbe voluto vedermi) è perchè non sono abituato a duellare tutti i giorni o a polemizzare di continuo come fa lui per quel che ne so e per quel che mi è stato riferito. Nemmeno quando l’intervistatore ha cercato di spiegargli che Nino Marotta è una persona seria, rispettabile e per bene, ha ritenuto di tacere. So che è un buon amministratore ma a lui dico come può vantarsi di non conoscere una persona ed al contempo arrogarsi il diritto di giudicarla, peraltro in modo così irrispettoso ed irriguardevole? Quanti modi conosce Aliberti per esprimere il proprio parere? non vorrei che questa foga fosse la consueta proiezione del sentimento di chi da tempo dimostra sofferenza per la ristrettezza di una condizione, quella propria, in stridente contrasto con aspettative di più ampio respiro …….chissà se mai destinate ad essere soddisfatte. *Deputato Ncd

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