Niente mammografie al Poliambulatorio di Pastena. Provenza: “L’Asl intervenga”

Scritto da , 14 aprile 2015
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di Andrea Pellegrino 

«Sono sospese le prestazioni». Questo è l’assurdo cartello che si sono ritrovati gli utenti dell’ambulatorio senologico del poliambulatorio di Pastena. Qui circa un anno fa era stato trasferito il centro di senologia dalla vecchia sede di via Renato De Martino ma che a quanto pare ancora deve essere operativo a tutti gli effetti. E «chissà se mai lo sarà», dice preoccupato il consigliere comunale Luciano Provenza che ieri mattina ha lanciato – nel corso dei lavori del Consiglio comunale – un appello all’amministrazione e soprattutto al sindaco Enzo Napoli, affinché «vigili ed eserciti i suoi poteri previsti dalla legge». «A pensar male si fa peccato ma si indovina», dice Provenza che – raccogliendo le testimonianze degli utenti – ha chiesto chiarimenti al manager dell’Azienda sanitaria locale di Salerno, Antonio Squillante. «Non vorrei che dopo il trasferimento dal vecchio centro al poliambulatorio di Pastena qualcosa sia andato storto e, nonostante le battaglie messe in campo negli ultimi mesi e l’impegno della commissione consiliare da me presieduta, Salerno sta lentamente perdendo un indispensabile servizio». Il cartello, infatti, dimostra chiaramente che non sono possibili le mammografie. Quindi, prosegue Provenza: «Coloro che devono sottoporsi a questo accertamento sono costretti a rivolgersi a centri privati». Strutture che, tra l’altro, secondo testimonianze, starebbero facendo una vera e propria campagna pubblicitaria. Il numero degli utenti è spaventoso ma soprattutto preoccupante. In un anno – secondo i dati provenienti dalla vecchia struttura di via De Martino – sono circa 18mila le donne che si sono rivolte al Centro di Senologia. «Una utenza alta – conclude Provenza – che merita tutto l’impegno delle istituzioni preposte, al fine di garantire la salute nelle strutture pubbliche. Ho chiesto, dunque, al sindaco Enzo Napoli di intervenire con urgenza chiedendo chiarimenti ai vertici dell’Asl».

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