Nessuna molestia sessuale alla paziente

Scritto da , 1 marzo 2018

Pina Ferro

Nessuna molestia sessuale da parte del medico durante la visita alla giovane paziente. Ribaltata la sentenza di primo grado a carico del dottor Giovanni De Vita in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. I giudici della Corte di Appello di Salerno hanno assolto dall’accusa di violenza sessuale il camice bianco, difeso dall’avvocato Silverio Sica. In primo grado al medico era stata inflitta una pena di 2 anni (pena sospesa). A rivolgersi alla magistratura era stata una giovane salernitana che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Secondo il racconto della vittima, questa il 17 aprile del 2005 si sarebbe recata al pronto soccorso del Ruggi in quanto avvertiva dei forti dolori dovuti, come sarà appurato in seguito ad una colica renale. A visitare la 17enne fu il dottor De Vita. La giovane racontò che nel corso della visita il camice bianco le effettuò anche delle pressioni sulla zona zona pelvica procurandole del dolore. Sempre secondo il racconto della denunciante, al termine della visita la ragazza si ritrovò tra le mani un bigliettino dove era stato annotato il numero di telefono del sanitario, l’invito ad un incontro seguito dalla promessa di un regalo di 500 euro. Il perito nominato dalla Corte ha attestato che nella valutazione finalizzata ad una diagnosi di colica renale è normale che il medico vada ad effettuare delle pressioni anche sulla zona pelvica ed è altrettanto normale il dolore che l’allora adolescente ha affermato di aver sentito. Si tratta, appunto di manovre necessarie alla formulazione della diagnosi. Inoltre, il perito ha anche attestato che il pronto soccorso non ha a disposizione le gocce che, secondo il racconto della 17enne, sarebbero state somministrate alla giovane paziente. Particolare questo dell’assunzione del farmaco riferito in un secondo momento. Dimessa dal pronto soccorso la ragazza si recò immediatamente al drappello di polizia dove denunciò solamente la consegna del bigliettino da parte del camice bianco ma non le presunte molestie. Cosa che fece successivamente. I giudici della Corte d’appello alla luce della perizia hanno assolto il sanitario salernitano.

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