«Nessun incremento nella raccolta differenziata, oramai è emergenza immondizia in Campania»

Scritto da , 22 luglio 2018
image_pdfimage_print

Andrea Pellegrino

«Allo stato è molto probabile che gli impianti non stiano più rispettando le autorizzazioni in forza delle quali lavorano (Aia) e le principali norme in materia di prevenzione degli incendi (Cpi)». L’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano ripropone, con tanto di dati, le criticità relative al piano dei rifiuti in Campania che potrebbe portare ad una nuova emergenza rifiuti. «Le criticità maggiori – spiega Giovanni Romano – si sono registrate nella provincia di Salerno, in quella di Napoli e a Caserta con cumuli di rifiuti che sistematicamente restanonelle strade senza essere raccolti soprattutto nelle maggiori città quali Napoli, Pagani, Scafati, Nocera Inferiore, Battipaglia e Caserta.Risultano saturi anche i siti di stoccaggio provvisori della Città di Napoli (sito Icm con oltre 1.000 tonnellate) e di Salerno (Ostaglio con oltre 800 tonnellate)». «A tutto ciò – spiega Romano – si aggiunge l’aumento della produzione di rifiuti indifferenziati registrata nei primi sei mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017, a conferma della inadeguatezza delle previsioni del vigente Piano Regionale. Infatti, sono 8.000 le tonnellate in più trattate negli Stir regionali, oltre alle circa 2.000 tonnellate stoccate nei siti di stoccaggio provvisori di Salerno e di Napoli, per complessive 10.000 tonnellate in più prodotte. Tale aumento, di fatto, conferma che la percentuale di raccolta differenziata non ha avuto nessun incremento rispetto all’anno precedente e soprattutto rispetto a quanto ipotizzato nello scenario principale del vigente Piano regionale che prevedeva il raggiungimento della percentuale del 62 per cento nel 2018. La percentuale di raccolta differenziata per l’anno in corso sarà del 52 per cento, cioè 10 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni». «Siamo alla vigilia di una vera e propria emergenza – prosegue – le cui cause possono essere così sintetizzate: la raccolta differenziata è inferiore di 10 punti a quanto previsto; la quantità complessiva dei rifiuti prodotti aumenta invece che diminuire. Nessuno degli impianti previsti per il trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata è stato realizzato; non sono state localizzate le nuove discariche che il fallimento del Piano regionale rendononecessarie; le due discariche regionali di San Tammaro (Caserta) e di Savignano Irpino (Avellino) sono ormai sature. Ancora le cinque società provinciali che gestiscono gli Stir e gli smaltimenti sono schiacciate dai debiti e non riescono a smaltire i rifiuti trattati perché le gare vanno deserte con la conseguenza che si sono fortemente rallentati i flussi per smaltire fuori Regione; i Comuni non riescono ad incassare le tariffe dai cittadini a causa del loro costante aumento che, a sua volta, è causato dai costantiaumenti delle tariffe di smaltimento finale per la mancanza degli impianti in Campania; le società provinciali, a loro volta, non riescono a recuperare i crediti che vantano dai Comuni».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->