“Nessun aiuto da associazione Provo a risolvere da un anno”

Scritto da , 13 Novembre 2020
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di Erika Noschese

“Ho chiesto all’associazione Avvocati di Strada la residenza fittizia ma loro mi hanno detto che non era possibile e, anzi, hanno chiesto la possibilità di domiciliarmi presso il mio luogo di lavoro”. Inizia così il racconto di U.L., senza fissa dimora salernitano che, “per dignità personale” ha scelto di non metterci completamente la faccia. L’uomo, da oltre un anno, prova a risolvere la sua problematica per avere un tetto sulla testa e, di conseguenza, un contratto. U.L. dorme in macchina o presso alloggi di fortuna grazie all’aiuto di alcuni amici. Dopo la firma del protocollo d’intesa tra il Comune di Salerno e l’associazione Avvocati di Strada ha provato ad avere un domicilio fittizio per poter avere almeno la carta d’identità. Dopo la denuncia del consigliere Pietro Stasi che, in una nota protocollata al sindaco di Salerno per chiedere di sapere quanti clochard sono domiciliati presso la sede degli Avvocati di Strada ha scelto di raccontare la sua storia e la sua verità.

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