Nencini: «Enzo, per me come un figlio adottivo»

Scritto da , 1 Aprile 2019
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di Erika Noschese

«La mia è stata una decisione ponderata che si è poi rivelata giusta». Così, l’ormai ex segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, Riccardo Nencini, commenta l’elezione di Enzo Maraio alla guida del partito, dopo tre giorni di congresso straordinario tenutosi a Roma. Segretario, al termine di una tre giorni di Congresso, oggi (ieri per chi legge ndr) l’elezione di Enzo Maraio a segretario nazionale del Psi. Da dove bisogna ripartire, ora? «Da una nuova generazione, da una comunità molto coesa, da una bella rete di amministratori e da una figura che ha un taglio amministrativo molto spiccato». Lei ha fortemente sostenuto la mozione di Maraio “Il domani è adesso”… «Più che averlo sostenuto diciamo che Enzo io lo ritengo un po’ una sorta di figlio adottivo perché ha lavorato con me tre anni. E’ stato il mio responsabile
dell’organizzazione e abbiamo un rapporto affettivo molto stretto. La mia è stata una decisione ponderata che penso si sia rivelata giusta». Dopo anni alla guida del Psi, ha passato il testimone. Da dove riparte ora, lei? «Intanto, continuo a fare il senatore di una bella Repubblica; scriverò di più, vediamo se tornerò a insegnare e continuo a fare la mia parte nel mio partito: ho fatto una scelta di vita e non cambia dopo 10 anni, quella è e quella rimane». Tanti sono stati i temi affrontati durante il congresso, uno su tutti i giovani. Quanto è importante, oggi, puntare sui giovani e come, secondo lei, il nuovo segretario dovrebbe o potrebbe valorizzarli al massimo? «Io penso che la formula del successo sia quella di delegare a una generazione nuova l’interpretazione per il futuro e assisterla, da parte di chi ha più esperienza. Quindi, andrebbe generato un centauro, è l’animale della mitologia che rende meglio l’idea». A poche ore dall’elezione di Maraio, cosa si sente di dire al nuovo segretario? «Una vecchia massima benedettina: “Ora et labora” ma io lo interpreto in maniera laica nel senso di studiare e lavorare». Quali sono i temi su cui il Psi deve lavorare di più per avvicinarsi ulteriormente al popolo? «La prima cosa da fare è trasferire a livello locale molte delle iniziative che facciamo a livello nazionale. Ad esempio, la campagna sul “caro bollette” che abbiamo avviato sono convinto che Enzo saprà portarla a conclusione, spalmandola sul territorio. L’altra, proprio per la crisi della democrazia in Italia, è allargare la platea elettorale ai 16enni alle elezioni amministrative. Suggerirei questi due fattori che sono parte della sua mozione, tra l’altro». Prossima scadenza elettorale, le Europee. Cosa farà, in questo caso, il Psi? «Enzo Maraio inizierà un giro di consultazioni proprio domani (oggi per chi legge ndr) con gli altri partiti. Gli ho consigliato di dormire abbastanza oggi pomeriggio (ieri per chi legge ndr) perché ora cambia il mondo». Nel 2020 anche la Regione Campania tornerà al voto per eleggere il nuovo presidente. Cosa deve fare, secondo lei, il Psi per imporsi nuovamente a Palazzo Santa Lucia? «Stiamo parlando del 2020. Un anno, di questi tempi, in politica è una via crucis che per ora risparmierei ad Enzo. Già ci sono le elezioni europee e le amministrative, con quasi 4mila comuni chiamati al voto. Queste sono le priorità».

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