«Neanche i mafiosi attaccano i figli per colpire i padri»

Scritto da , 5 dicembre 2013

Disgustato e amareggiato. Così si definisce il sindaco di Salerno, viceministro, Vincenzo De Luca, ospite di S come Salerno in onda su Radio Alfa. Il primo cittadino ha puntato il dito contro quella che ormai ha additato come la campagna di disinformazione messa in atto contro di lui («ma è possibile che la terza rete nazionale faccia tanti servizi in tante trasmissioni su un’opera in corso a Salerno?» ha detto riferendosi al Crescent ). E ai microfoni dell’emittente non ha nascosto l’amarezza perché sono stati colpiti anche i suoi figli, «colpevoli di avere un padre sindaco e quindi costretti ad andare a lavorare all’estero. Neanche i mafiosi, la ndgrangheta si comporta così, attaccano loro per attaccare me. Ma oramai – ha detto ancora De Luca – mi sono convinto che l’Italia è un circo equestre. Puoi fare di tutto ma alla fine si parla solo di sciocchezze». Ma cosa accadrà dopo domenica, giorno delle primarie del Pd e data ultima più volte dichiarata da De Luca anche ai microfoni di Radio Alfa per il suo futuro ministeriale? E’ chiaro che tutto dipenderà dalla verifica di Governo che si terrà l’11 dicembre. Ma De Luca ritorna a battere sullo scopo della sua presenza al Governo ricordando che lui è il solo esponente del Sud presente e dunque la battaglia non è personale ma per il Mezzogiorno. D’altronde «in 4 mesi sono state portate a termine la Metropolitana, è stato inserito il Teatro Verdi nei Teatri di Tradizione, è stato avviato il cantiere di Porta Ovest, ed è stato possibile inserire un finanziamento per la Cittadella Giudiziaria nella legge di Stabilità». De Luca non ha risparmiato stoccate alla Regione Campania: «Caldoro è un chierichetto e Salerno è completamento discriminata in maniera vergognosa» (e porta l’esempio a Luci d’Artista che non ha ricevuto, a suo dire, neanche un centesimo da Palazzo S.Lucia). E a proposito di Regione, a fronte della domanda su cosa ne pensa e se sa dell’ipotesi della candidatura di Andrea Cozzolino alla guida della Regione, «lasciamo perdere queste sciocchezze, parliamo di cose serie».

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