Ncd - Pd, la parola ad Alfano

Scritto da , 21 novembre 2014

di Andrea Pellegrino

Alza le spalle il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca alla domanda sul possibile slittamento delle elezioni regionali a maggio e di conseguenza delle primarie del Pd. Nessun commento e nessuna certezza. L’unica è che lunedì pomeriggio, Vincenzo De Luca, si presenterà a Napoli come candidato alle primarie del Pd. A Napoli i contatti con la segreteria nazionale, ed in particolare con il vicesegretario Lorenzo Guerini, sono costanti ma la soluzione o l’exit strategy pare non ci sia ancora. La direzione regionale allo stato non è stata ancora convocata. Pare si tenga direttamente lunedì, giorno indicato originariamente per la presentazione delle candidature. Ed è ciò che dovrebbe avvenire almeno da parte di Cozzolino e De Luca, che anche sulla raccolta delle firme si stanno dando battaglia. Da via Manzo a Salerno giungono ripetute telefonate ai militanti salernitani: l’obiettivo è raggiungere quota 8mila. Stesso obiettivo per l’eurodeputato che vorrebbe superare il sindaco di Salerno. Naturalmente si tratterebbe di una prova di forza senza valore, perché a regolamento, se si dovesse andare a primarie non di coalizione, il candidato – per validare la sua proposta – dovrebbe portare non più di 2mila firme di iscritti. Nelle prossime ore, forse, il Pd nazionale, e di conseguenza quello regionale, deciderà cosa fare. Soprattutto se far slittare la data o confermare quella del 14 dicembre. Oppure, con un colpo di teatro, spazzare via le primarie e calare il nome condiviso da tutti. O almeno da quella parte del Pd che tratta da via del Nazareno fino a Napoli. Fondamentalmente s’attende anche l’Udc ed il Nuovo Centrodestra ancora confuso tra la proposta democrat campana e il ritorno di fiamma a destra, dopo la mano tesa rilanciata da Silvio Berlusconi. Anche se pare che martedì – giorno indicato da Angelino Alfano per riunire il coordinamento nazionale del partito – il coordinatore regionale Gioacchino Alfano presenterà una mozione per sancire l’alleanza con i democratici in Campania. Ad irrigidire i rapporti con il governatore di Forza Italia Stefano Caldoro sarebbe stato l’atteggiamento dell’assessore in quota Ncd Severino Nappi di non rispettare l’indicazione del partito di non prendere più parte alle sedute dell’esecutivo regionale. Per ora Mauro con i suoi Popolari per l’Italia avrebbe già sciolto l’alleanza centrista, confluendo nel Gal, quindi ad un passo da Forza Italia. Quanto all’Udc, la scissione sarebbe inevitabile sui territori. A Salerno il segretario provinciale Luigi Cobellis è sempre più propenso ad un accordo a sinistra. Meglio ancora se il candidato è Vincenzo De Luca. Il pacchetto, infatti, riguarderebbe anche le elezioni comunali, in comuni come Cava de’ Tirreni ed Eboli. Senza tralasciare che a Palazzo Sant’Agostino l’Udc governa con il Pd. Anzi che l’unione di centro è determinante per la maggioranza del presidente Giuseppe Canfora, al punto che il vice è Sabato Tenore, primo eletto Udc. La terza candidata in campo per il Pd, la senatrice Angelica Saggese, intanto, in attesa di conoscere cosa accadrà, cerca di stemperare i toni. Anzi addirittura avrebbe invitato i suoi due competitors ad un confronto, anche intorno ad un tavola imbandita. «Evitiamo che un momento di condivisione come deve essere quello delle primarie diventi un momento di divisione e di regolamento di conti tra noi – dice Angelica Saggese – Non dobbiamo dimenticarci che i nostri avversari politici sono nel centrodestra, e sono quelli che dobbiamo sconfiggere. Per questo sono convinta che abbiamo bisogno di un codice di comportamento da adottare per tutta la durata della campagna elettorale. Invito Andrea Cozzolino ed Enzo De Luca sabato tra i cittadini, in mezzo alla gente, tutti e tre insieme a parlare e discutere di un codice di condotta per le primarie. Potremo stabilire le regole insieme, e insieme le annunceremo alla stampa. Sarà – chiude Saggese – una prova di maturità che gli elettori apprezzeranno e un passo concreto verso la riconquista della Regione Campania, chiunque di noi dovesse essere il candidato».

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