Natalya Zolotaryova tra Russia e Francia

Scritto da , 14 Marzo 2015
image_pdfimage_print

 

La pianista ucraina sarà ospite domani sera del cartellone dell’Associazione “A.Vivaldi” di Sapri

 

Di OLGA CHIEFFI

Domani sera, alle ore 19, 15 nell’Auditorium “Carlo Pisacane”, ritornerà la pianista ucraina Natalya Zolotaryova, ospite dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri. Il programma principierà con un omaggio al pianismo lisztiano unico nel suo genere, che riempì di sé tutto il periodo romantico, distinguendosi nettamente dal pianismo di Chopin. La Zolotaryova ha scelto per il pubblico saprese il prorompente virtuosismo  che caratterizza la Rhapsodie espagnole. Questa pagina, scritta nel 1863, ha un tono brillante sin dall’attacco, con i suoi ritmi marcati e accesi, secondo uno spagnolismo molto idealizzato, ma non superficialmente turistico, inteso come evocazione di canti sereni e appassionati, in un paesaggio solatìo e punteggiato da ritmi di danza. La trascrizione della Tscherkessen Marsch dal Ruslan und Ludmilla di Glinka, chiuderà il piccolo portrait di un Franz Liszt prezioso serbatoio delle più alte conquiste timbriche del genio ungherese che trovarono ampia applicazione nell’esecuzione di tutta la musica per pianoforte scritta prima, e trasformata grazie all’autore da musica da camera per esecuzioni private in musica da concerto per le grandi sale. Seguirà il Children’s Corner che rappresenta un importante momento nell’attività creativa di Debussy, in cui affronta il polittico, creato da Schumann come versione romantica della suite. E con Children’s Corner si concludono gli esperimenti di Debussy sulle grandi forme: i due libri dei Preludi e i due libri degli Studi saranno raccolte di pezzi, tra loro omogenei ma non articolati in un grande collegamento formale. La suite inizia con il Doctor Gradus ad Parnassum che è uno studio monotematico e tripartito. L’intenzione satirica, evidente nel titolo, è nella musica molto tenue e non tocca mai il limite della caricatura. Nessun riferimento diretto al Gradus ad Parnassum di Muzio Clementi, ma, semmai, al primo Studio dell’op. 45 di Heller, molto conosciuto all’inizio del secolo. Il dottor Gradus ad Parnassum è comunque il severo pedagogo che tiranneggia il discente, e l’esecuzione di Debussy, registrata su un rullo di pianoforte meccanico, dà alla conclusione un carattere liberatorio, un’esplosione di vitalità del bambino giunto al termine della lezione. Jimbo’s Lullaby è la ninna nanna dell’elefantino di pezza, e la dinamica è da luce notturna, con un solo mezzoforte ed una intera gamma di piano e pianissimo. Serenade for the Doll è la serenata per la bambola, con tanto di imitazione del mandolino. The Snow is dancing è una specie di delicata stampa giapponese: fiocchi di neve danzanti, che potrebbero anche essere, secondo la tradizionale simbologia sonora romantica, gocce d’acqua o, secondo i clavicembalisti francesi che fanno da sfondo alla poetica di Debussy, ticchettii d’orologio. The little shepard è la scenetta di un pastorello che suona il flauto. Chiusura con il  Golliwogg’s cake-walk è la danza, americana, di un pupazzo. Nella parte centrale viene citato, non deformato e riconoscibilissimo, ma in un contesto caricaturale, l’inizio del Trìstano e Isotta di Wagner. Il concerto verrà sigillato dalla seconda sonata op.61 composta da Dmitrij Sostakovic nel 1943. La pagina risulta di facile comunicativa linguisticamente ed emotivamente: il senso oratorio della composizione è quello classico-romantico, con accumuli di tensione che portano a punti culminanti di grande intensità.  Questa non è una sonata da concerto, piuttosto, come nel Settecento, pensata per una lettura privata, stupendamente composta e lavorata, sognante, evocativa, dolcemente dolorosa, ma serena.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->