Nastri ucciso con 4 colpi dopo essere stato picchiato

Scritto da , 17 dicembre 2015

Picchiato ed ucciso. Questo il responso dell’autopsia del medico legale Palmira Cornetta. Massimiliano Nastri, prima di essere ammazzato con quattro colpi di pistola, sarebbe stato pestato dal suo, o dai suoi, carnefici. Un particolare che apre a nuovi scenari. Non è da escludere che Nastri, oltre alle mire espansionistiche sul mercato dello spaccio, volesse coprire qualcuno o nascondere qualcosa. Il suo aguzzino, dopo averlo pestato, ha deciso di ucciderlo forse per dare un segnale. Nastri stava rientrando a casa: qui lo aspettava il suo assassino che gli ha sparato al petto e concluso il suo mandato di morte con una pistolettata alla testa. La madre Caterina, sentiti i colpi, si è affacciata alla finestra, ha riconosciuto il figlio riverso per terra ed è scesa in strada. Il buio, intanto, ha agevolato la fuga dell’assassino che, come anticipato ieri, ha trovato appoggio in un complice che lo attendeva poco lontano. Auto o moto questo non è stato ancora accertato. Nessuna citofonata, nessuna chiamata amichevole per attirare Nastri in una trappola. Una ricostruzione dell’omicidio che lascia aperta ogni ipotesi. Partendo dalla considerazione che l’assassino ha agito con freddezza e determinazione, non lasciando alla vittima nemmeno il tempo di abbozzare una difesa o una fuga. Elementi, come nel caso dell’omicidio Autuori, che lasciano pensare ad una professionista che ha agito rapidamente e senza lasciare tracce con la sua calibro 38. C’è un nesso tra i due omicidi? Apparentemente no, in pratica non è stata la stessa arma a fare fuoco. La stessa perquisizione all’auto della vittima, parcheggiata poco lontano da casa, non avrebbe dato elementi utili alle indagini. Del resto Nastri sapeva bene di essere nel mirino delle Forze dell’Ordine per i suoi precedenti. L’uomo che ha sparato è sparito nel nulla, segno che il piano era stato studiato nei minimi particolari nei giorni precedenti. Gli investigatori stanno tentando, attraverso qualche telecamera piazzata nella zona, di capire se c’è stato qualche movimento sospetto di auto. Compito complicato perché quelle a disposizione sono poche e non coprono la zona di via Pertini dove è avvenuto l’omicidio. Sono stati ascoltati per tutta la notte la mamma, i vicini di casa, perquisizioni di rito: nulla di rilevante al fine della prosecuzione delle indagini, al momento, è però emerso.

Resta da individuare il movente: quello vhe riconduce al mondo della droga è il più evidente, per i suoi precedenti. Legato al clan Boccalupo, Nastri subì una pesante condanna dopo il blitz del 2005. Voleva mettersi in proprio e scalzare qualcuno nella gestione degli stupefacenti? Una risposta potrebbe arrivare dal suo cellulare che è stato sequestrato per verificare le telefonate e il giro di amicizie. E verificare, come si sussura in giro, i rapporti con i clan dell’area torrese dove avrebbe potuto acquistare la nerce e mettersi in proprio. Toccando gli interessi di qualcuno che non ha esitato a commissionare la sua morte. Ovviamente si seguono anche altre piste. Non è sfuggito agli inquirenti l’incidente che avvenne in carcere: il suo nome era venuto fuori in una delle udienze del processo Stellato: a lui e a Moreno De Simone, era stata data la “paternità” del pestaggio avvenuto lo scorso febbraio all’interno della casa circondariale di Fuorni ai danni di Ugo Corsini, accusato di aver guidato un’organizzazione criminale che si era imposta nello spaccio di stupefacenti in città e in provincia. Dalle prime risultanze della polizia penitenziaria il presunto mandante dell’aggressione sarebbe stato Ivan Del Giusto, anch’egli in carcere e coiunvolto in numerosi procedimenti penali. Un’amicizia pericolosa che avrebbe pagato a caro prezzo.

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