Napoli e la napoletanità di Vincenzo Salemme

Scritto da , 4 Dicembre 2021
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di Monica De Santis

“Alle ragazze e ai ragazzi che nasceranno nella città che amano e nella quale sono nato io, voglio augurare il coraggio e l’intelligenza della passione di essere se stessi, con i propri gusti. Mangiatevi quello che volete voi, il panettone, il pandoro, volete bere il caffè nella tazza più tiepida fatelo, non siete dei traditori, è legittima difesa, si può fare, e se andrete in giro per il mondo, se andrete in giro per il mondo non chiedete a incontrate da dove viene chiedetegli piuttosto dove vuole andare, se questo viaggio lo vuole fare insieme a voi. E se qualcuno dovesse dirvi ‘Napoletano? E famme ‘na pizza!’ rispondetegli che Napoli è Grecia, è Spagna, è Francia. E’ una cacofonia armoniosa di suoni e voci di paura , è nobiltà barbona, ricchezza polverosa, astuzia senza luce. Non la capisco Napoli, la perdo tutti i giorni, poi la ritrovo, in sogno, che ride calma immersa nel suo mare, che frena i colpi di chi le spara al cuore”. E’ questo il crescendo finale dello spettacolo “Napoletano? E famme ‘na pizza!”, di scena al Teatro Verdi di Salerno da giovedì e che sarà replicato fino a domenica. Un’ora e 40 minuti di spettacolo, un unico atto, per una versione leggermente ridotta rispetto a quella portata in scena nell’estate del 2020, con una tappa anche all’Arena del Mare di Salerno nell’ambito del Premio Charlot. Per il ritorno nei teatri, Salemme ha voluto proporre brani tratti solo dalle ultime due sue commedia “Con tutto il cuore” (che è anche il titolo dell’ultimo film del regista e autore) e “Una festa esagerata”. Brani che si legavano tra di loro attraverso monologhi in cui l’attore (partenopeo, ma meglio non dirlo, perché come ha detto lo stesso Salemme, “perchè solo per gli attori napoletani si deve specificare la provenienza?”) ha parlato della sua Napoli (anche se lui non è un napoletano doc, visto che è nato a Bacoli) e di alcuni luoghi comuni che legano Napoli ai napoletani. Si va così dal caffè, che come lo fanno a Napoli non lo si fa da nessuna parte, alle famose tre C ( che per chi non lo sapesse sono le tre C che compongono la frase “Come ca… coce”) oppure alla pizza e al pane che per i napoletani sono una cosa sacra, proprio come le pastiere che, ricorda, da ragazzo si facevano solo nel periodo di Pasqua e solo in casa e come da tradizione si andava ad assaggiare quelle dei vicini e delle zie solo per poterle dopo criticare. Dai nonni, che sono importanti, per non dire fondamentali, per la vita di ogni bambino, fino al ragù della domenica, tanto caro ad Eduardo e che nell’enciclopedia “Tre cani”, viene citato come tradizione culinaria napoletana a differenza del caffè, che se pur citato, non viene citato nessun riferimento a Napoli e ai napoletani e a differenza della pizza che invece non compare proprio nei prestigiosi volumi dell’enciclopedia sopra citata. Risate tante, come prevedibile, merito anche degli attori che hanno affiancato Salemme in scena e che hanno reso lo spettacolo leggero, divertente e al tempo stesso accattivante. Un’unica scenografia, un terrazzo in comune tra due famiglie quella dell’ingegnere Gennaro Parescandalo e quella del professore di Latino e Greco Ottavio Cammaldoli, un terrazzo da dove si vede tutta Napoli e il Vesuvio. Ed è proprio sul terrazzo che avviene tutto. La preparazione della festa dei 18 anni della figlia di Parescandalo da un lato e l’incontro con la famiglia del donatore di cuore dall’altra parte, il tutto sotto lo sguardo invisibile al pubblico, ma reale negli occhi e nella mente di Salemme, del vicino del palazzo di fronte, il signor Eduardo, che per chi conosce la storia e la carriera dell’attore, altri non può che essere, se non il grande De Filippo. Dunque un miglior ritorno al teatro non ci poteva essere per Salemme, che ancora una volta è stato accolto da un numeroso pubblico… “Ho pensato che per rincontrare il pubblico – ha detto l’attore ad inizio rappresentazione – di ricominciare da dove c’eravamo lasciati. Era il 4 marzo del 2020,eravamo al Teatro Diana di Napoli, con lo spettacolo “Con tutto il cuore”, una commedia in cui faccio un trapiantato di cuore. Ed ho messo insieme un po’ di pezzi di “Con tutto il cuore”, un po’ di pezzi “Di una festa esagerata” ed in mezzo c’è tutto un discorso sulla napoletanità, perchè mi sono interrogato su che cosa voglia dire essere napoletano”. Un piccolo viaggio che ha saputo conquistare tutti e che ancora una volta ha decretato Vincenzo Salemme l’attore del cuore dei salernitani.

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