‘Na tazzulella e cafè: Bar One

Scritto da , 25 febbraio 2015

 

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Il nome è di quelli altisonanti: bar One, con quell’espressione anglofona che indica i numeri uno, i primi, i migliori in qualcosa. One è sinonimo d’eccellenza.

Ma il bar One, di cui scriviamo oggi nella nostra rubrica del mercoledì, è davvero il migliore di Battipaglia? Si tratta veramente dei numero uno? In realtà, nel campo dei bar, dei numeri uno veri e propri non esistono, dal momento che ogni attività commerciale con un bancone ha delle peculiarità, e qualsiasi particolarità indica una ricchezza che magari a qualcun altro manca; quel che è sicuro, però, è che il bar “One” è unico, perché sono più che rari lo slancio e la passione che i due proprietari, i giovanissimi Genesio (27 anni) e Valeria (22 anni)Paraggio, investono nella propria attività.

L’eredità, d’altronde, è di quelle pesanti: il locale, infatti, sorge sulle ceneri dello storico bar Granozio, una delle più importanti attività commerciali nella storia battipagliese. L’attività di proprietà della famiglia Granozio apre i battenti negli anni ’60, e cambia più volte indirizzo: via Olevano, via Italia e, infine, via Mazzini. Insomma, le generazioni battipagliesi si riconoscono in base ai luoghi in cui ricordano il bar Granozio. Nel settembre del 2011, poi, da Giso Granozio, rampollo della storica famiglia battipagliese, i fratelli Paraggio acquistano il locale, che da allora, naturalmente, cambia nome: bar One. Uno, come diventano un uomo e una donna quando si amano: oltre che dai titolari, infatti, lo staff è composto dai partner di Genesio e Valeria, che sono rispettivamente JessicaRufolo (21 anni) e Christian Laino (25 anni).

Front Bar One

Ragazzi, quali sono le due facce della medaglia per chi ha un bar?

«Possiamo assicurare che aver conosciuto così tanta gente ed essere riusciti a creare una clientela fissa è qualcosa di meraviglioso; pensare, poi, di essere un punto di ritrovo per tanti battipagliesi è straordinario. Le criticità per chi ha un bar, però, sono chiaramente nel notevole impegno che ciò comporta e nel non avere molto tempo libero: tuttavia, con un po’ di pianificazione si risolve tutto».

Il momento più bello di questi anni?

«Fu stupenda la festa di Santa Maria della Speranza del 2012: lavorammo tantissimo, e vedemmo davvero il bello di Battipaglia, con strade così affollate da render difficoltoso passeggiare. Custodiamo, poi, piacevoli ricordi anche per quel che riguarda le serate che abbiamo organizzato per il primo anno ogni sabato sera, rappresentando un punto di ritrovo per dei ragazzi a cui la città, purtroppo, talvolta offre poco o nulla».

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