Mutaverso, un pipistrello si aggira per Salerno

Scritto da , 29 Gennaio 2016
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Presentata ieri mattina a Palazzo di Città il cartellone della prima stagione di ErreTeatro, diretta da Vincenzo Albano

Di OLGA CHIEFFI

Il pipistrello è l’unico animale che vede al buio e a testa in giù. Sarà questo simpatico animaletto dai grandi occhi ad accompagnarci nella lunga stagione di ErreTeatro, Mutaverso, ideata e diretta da Vincenzo Albano, che è stata presentata ieri mattina a Palazzo di Città. “Mutaverso è una stagione ed è un progetto a lungo termine per Salerno – ha rivelato Vincenzo Albano – per far si che si possa vedere il teatro tutto e, in particolare, il teatro contemporaneo, da diverse prospettive, come appunto l’eccezionale visione del pipistrello. Dopo diverse rassegne, tutte di successo, con una profilo ben delineato, il tema, il monologo, ho lanciato una sfida a me stesso e al pubblico, con questa stagione la quale prevede ben 10 appuntamenti, di cui otto performativi e due seminariali, che ci accompagneranno per quattro mesi, dal 3 febbraio al 27 maggio, divisi tra il teatro del Giullare e il Centro Sociale “R.Cantarella”, che ospiterà gli eventi più accorsati”. La stagione comprenderà anche una sezione dedicata alla formazione, infatti, il Centro Studi sul teatro napoletano, meridionale ed europeo ha messo a disposizione tre borse di studio, che Erre Teatro destinerà a tre giovani attori di compagnie teatrali salernitane, per frequentare gratuitamente il seminario il 21 e 22 maggio da Chiara Lagani e Rodolfo Sacchettini, che avrà 26 posti effettivi, ma al cui atto finale vedrà la partecipazione attiva del pubblico, che sceglierà di poter essere attore, come l’attore potrà scegliere di sedersi tra il pubblico alla scoperta comune di quella linea invisibile e misteriosa che chiamiamo quarta parete. Amministrazione Comunale, Puracultura, Scene Contemporanee e Diffusione Teatro, sono nel cartello di sostegno del progetto di Vincenzo Albano che porterà la nostra città a diventare particolare punto d’osservazione della mappa geografica teatrale contemporanea, comprendente l’intero stivale, da Vercelli a Messina, oltre che in un futuro prossimo, capoluogo anche di produzione, grazie ai tre punti fondamentali su cui si basa Mutaverso, lo scouting, il confronto di compagnie di riconosciuto prestigio, la partecipazione dei Maestri della scena attuale, il sostegno possibile di quanti amano il teatro attraverso la sperimentazione e utilizzazione di una campagna di crowdfounding (www.derev.com/mutaverso-teatro-la-prima-stagione), grazie alla quale è possibile fare donazioni per un “biglietto sospeso” o  acquistare carnet di biglietti a prezzo scontato. Taglio del nastro affidato a Tino Caspanello, il 3 febbraio al teatro del Giullare alle ore 21, con una lectio magistralis sulle sue ragioni estetiche e la lettura del suo ultimo lavoro Kyrie, per riincontrarlo protagonista il 4, in “Mari”, in “duo” con Cinzia Muscolino, dedicato dall’autore a coloro che “amano senza parole”, un musicale discorso, interamente in dialetto messinese. Il 19 febbraio sarà di scena “La Famiglia Campione” di Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia e Luca Zacchini, una produzione de’ Gli Omini, in cui, nell’apparente nullità di conversazioni blande, di giochetti consunti, di situazioni incancrenite, mostrano la realtà della famiglia italiana: un disastro. È un ritratto livido, aspro, che fa affiorare tutta la piccineria italiana, tra fanfaronismo e pietismo, ricatti morali e opportunismo, sottili violenze subite e patite, apatia e velleitarismo, ignoranza e presunzione. Dal 4 marzo, con Homicide House, interpretato dal Bam Teatro MaMiMò, ci si sposterà nell’auditorium del Centro sociale “R.Cantarella”. Homicide House è un gioco spietato fra quattro attori scritto da Emanuele Aldrovandi e vincitore del X premio Riccione Vittorio Tondelli, uno spettacolo dalle sfumature noir e dai risvolti imprevedibili. Il 18 marzo la stagione ospiterà la DispensaBarzotti di Torino con Homologia di Rocco Manfredi, Riccardo Reina, Alessandra Ventrella che raccoglie l’eredità e la sfida di un teatro di silenzio, senza parola che rimanda con semplicità a Beckett, Pinter, Kantor, per cercare una via contemporanea al teatro di figura. Aprile si apre, proprio il 1°, con Amleto FX di Gabriele Paolocà nell’allestimento di VicoQuartoMazzini. La figura di Amleto viene qui smossa per iconizzare il nostro tempo, che sta costruendo una sapienza nella propria incoscienza, che agisce spinto da nuove e indomabili pulsioni, scaturite da motivazioni surreali, proprio come surreali sono le motivazioni che spingono Amleto a compiere la sua vendetta. Si continua il 29 aprile con “Be normal!”, secondo step del Daimon Project del Teatro Sotterraneo che rappresenta tecniche di resistenza giornaliera che stanno fuori dalla normalità. Un lavoro fisico e ritmato, dove corpo e parola convivono nel tentativo di raffigurare la corsa ininterrotta e la continua lotta di una generazione che procede per tentativi. Maggio verrà inaugurato il 13 da “Nella Gioia e nel Dolore” di e con Elio Colasanto e Alessia Garofalo, alla scoperta dell’amore oltre la convenzione del matrimonio. Il 21e 22 maggio saranno dedicati al laboratorio Ta-Alfavita (Testimonianza attiva) di Chiara Lagani e Rodolfo Sacchettini, prima del gran finale, il 27 maggio con MM&M Movies, Monstrosities and Masks di e con Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, una produzione dell’Iraa Theatre, che darà il tocco d’internazionalità all’intera stagione essendo una compagnia italo-australiana, protagonisti di uno srotolarsi del tempo, non lineare, nel quale si innestano come accidenti i momenti di un’esistenza banale, quotidiana, ma icasticamente descritta da citazioni filmiche, che hanno contrassegnato l’immaginario di intere generazioni.

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