Mutaverso Teatro, la scrittura, la parola, la performance

Scritto da , 27 novembre 2018
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Presentata ieri mattina, a palazzo di Città, la IV stagione firmata da Vincenzo Albano, che avrà il suo preludio il 12 e il 13 dicembre in Santa Apollonia

Di OLGA CHIEFFI

In una Salerno in cui l’epiteto maestro d’arte, di musica, di teatro è veramente inflazionato e pronunciato dovunque, per chiunque e da chiunque, gli “occhi” radar del pipistrello, simbolo di Mutaverso Teatro, osservano in silenzio, invitando il pubblico ad avvicinarsi seriamente al teatro contemporaneo. Così è stato per il vicepresidente della commissione cultura Rocco Galdi, che ieri ha confessato di aver ricevuto il “battesimo” del teatro d’avanguardia, proprio da Vincenzo Albano e dalla sua particolare stagione teatrale. Nella mattinata di ieri, infatti, ci siamo ritrovati, a Palazzo di Città, insieme a Vincenzo Albano ed Ermanno Guerra, proprio per presentare la IV stagione di Mutaverso Teatro. “Una creatura – ha rivelato –il presidente della commissione cultura del nostro comune, che ho seguito sin dalla sua nascita, proposta da un salernitano interessante, Vincenzo Albano, con molte carte da giocare per affrontare la competizione, che di anno in anno, detona tra le varie associazioni, che pur poniamo in grado di produrre, in modo da diversificare l’offerta culturale”. Vincenzo Albano sogna in grande ed è giusto. Sogna un fringe Festival per la nostra città, sogna formazione vera con eccellenze del nostro teatro, maestri, incontri con gli artisti, in modo che il contatto con gli attori, non si esaurisca nel breve lasso di tempo dello spettacolo, ma si possa “viverli”. Siamo nell’anno disneyano e la frase più famosa di Walt è “Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino”. Noi la vogliamo far partire da un pipistrello appeso a testa in giù, il 12 e il 13 dicembre dalla Chiesa di Santa Apollonia, che ospiterà l’anteprima della stagione, affidata a Marco Cacciola ed Elsinor Centro di Produzione Teatrale, con “Farsi Silenzio”. Un progetto, questo, che nasce da un pellegrinaggio artistico, alla ricerca del sacro in ogni dove. Uscire dai propri luoghi e predisporsi ad accogliere l’inaspettato è un gesto semplice e potente, così come ogni volta che si inizia un viaggio nell’ascolto dell’altro da sé, ragioni estetiche che hanno caratterizzato il secolo breve e introdotto all’arte contemporanea. L’“incubatore di utopie”, come descrive perfettamente Mutaverso Teatro il suo ideatore, comprenderà ben nove appuntamenti, che ci accompagneranno da dicembre 2018 fino ad aprile 2019, con ben sei debutti regionali; cinque, tra questi, date uniche in Campania, con un biglietto d’entrata che si è voluto ridurre, per incentivare e premiare il pubblico che crede e segue questa rassegna, frutto di una  “rete” composta dal T.A.N Teatri Associati Napoli – C.Re.A.Re Campania, PuraCultura,  Scene Contemporanee, Theatron 2.0, del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, unitamente ad Informagiovani Salerno e alla Rete dei Giovani per Salerno. Dopo il prelude in Santa Apollonia, ci si trasferirà nella zona orientale della città, ovvero nel quartiere generale di Mutaverso Teatro, a partire dall’ 11 gennaio, dove la Piccola Compagnia Dammacco – Teatro di Dioniso, presenterà La buona educazione con Serena Balivo. Il 18 gennaio, il Principio Attivo Teatro, l’Opera Nazionale Combattenti presenterà il III atto de’ I Giganti della Montagna, riscrivendo la parte incompiuta del capolavoro pirandelliano, offrendo, così, una nuova speranza al teatro del futuro. Il febbraio di Mutaverso inizia l’8, ospitando Vico Quarto Mazzini – Gli Scarti in “Vieni su Marte”, diretto e interpretato da Michele Altamura, Gabriele Paolocà, mentre il venerdì successivo, il 15 febbraio sul palcoscenico del centro sociale saliranno Claudia Marsicano e Francesco Alberici per “Socialmente”, uno spettacolo della Frigoproduzioni – Gli Scarti. Festa della donna in teatro l’ 8 marzo, con il Teatrodilina che propone “Il bambino dalle orecchie grandi”, scritto e diretto da Francesco Lagi, con Anna Bellato, Leonardo Maddalena, mentre il 15 marzo sarà in scena la compagnia E/Menoventi, con “Docile” di Gianni Farina, Consuelo Battiston, in collaborazione con Masque Teatro – progetto interregionale di residenze artistiche 2017. Il 5-6-7- aprile saluteremo il ritorno del Progetto Demoni ed il loro nuovo spettacolo “Come va a pezzi il tempo”, che vedrà Alessandra Crocco ed Alessandro Miele, recitare ospiti di case private con un pubblico minimo, dove lo spettacolo nascerà dal silenzio di quelle mura. Gran finale il 12 aprile al Centro sociale con i Blue Desk ne’ “L’uomo del diluvio” con Valerio Malorni. Basta uno che sogni e altri che lo assecondino, affinché si possa udire il canto delle rane, diceva Aristofane. Allora tutto può accadere: si aprono porte, ovunque sia necessario attraversarle, o si desideri far comparire sulla scena il nuovo e l’insolito, o ci sia qualcuno da ricacciare dentro. È tempo di ricostruire, tempo di rimettere in forma le idee, tempo di desiderare, di sognare, di guardare “oltre”, attraverso l’occhio del nostro amico pipistrello, magari in futuro, in uno spazio, in un “antro”, tutto suo.

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